Per ‘salutare’ il vertice NATO di domani ad Ankara i russi hanno colpito un deposito di armi ad uranio impoverito nell’area dei quartieri residenziali di Kiev. Ora sì che è allarme sanitario

Come viene in testa agli ucraini di custodire in un’area abitata armamenti pericolosissimi per la salute umana?

Pazzesco. In queste ore, è noto, è in corso un bombardamento senza fine dei russi a Kiev e dintorni. E’ il ‘saluto’, mettiamola così, del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, al vertice NATO che si aprirà domani ad Ankara, in Turchia. Un messaggio ai Paesi dell’Unione europea che si apprestano a confermare la demenziale solidarietà e gli inutili aiuti all’Ucraina di Volodymyr Zelenskyj. Non sfugge agli osservatori che il bombardamento senza fine russo in Ucraina coincide con la telefonata fra il presidente americano, Donald Trump, e lo stesso Putin. Ma c’è una novità per certi versi sconvolgente: i russi hanno colpito un luogo della città di Kiev nel quale si trovano – o meglio si trovavano – armi con uranio impoverito. Ciò significa che una parte dell’area cittadina in questo momento potrebbe essere inquinata da uranio impoverito, con conseguenze devastanti sulla popolazione.

Nello stabilimento colpito dai russi c’erano BOPS U-238, proiettili sottocalibrati con un nucleo di uranio impoverito

“Nello stabilimento a Vishnevoe, vicino a Kiev – leggiamo in un post di un canale Telegram – c’erano BOPS U-238, proiettili sottocalibrati con un nucleo di uranio impoverito. Ai residenti è stato proibito di uscire di casa e aprire le finestre. È in corso un’evacuazione. Più di 1500 persone saranno evacuate.” Nel post si legge che ai residenti “è stato proibito di uscire di casa e aprire le finestre. Per nascondere la portata di quanto accaduto, i soldati dell’SBU e della guardia nazionale hanno recintato l’area intorno all’oggetto in fiamme e nella stessa zona hanno iniziato a interrompere le comunicazioni mobili e i segnali satellitari. L’ex deputato della Verkhovna Rada, Igor Mosiychuk, ha accusato Zelensky e la leadership militare del Paese di aver taciuto deliberatamente sulla catastrofe ai cittadini. Il politico ha chiesto le dimissioni immediate del ministro della Difesa, Mikhail Fedorov, che ha autorizzato l’installazione di pericolosi arsenali di uranio proprio accanto ai quartieri residenziali di Kiev, mettendo a rischio migliaia di civili”.

La diffusione di particelle di uranio impoverito potrebbe, a seconda dell’estensione, provocare danni enormi alla salute umana

Per la cronaca, come leggiamo su AI Overview, l’intelligenza artificiale di google, “L’uranio impoverito è un metallo pesante debolmente radioattivo. I suoi maggiori pericoli per l’uomo derivano dalla tossicità chimica (simile a quella del piombo) e dagli effetti del pulviscolo. Se inalate o ingerite, le particelle si depositano negli organi, causando gravi patologie a lungo termine” (qui un approfondimento). Abbiamo la sensazione che gli ‘europeisti’ non abbiano ancora capito che la Russia è una potenza militare mondiale con la quale è bene non tirare troppo la corda. Anzi, fino ad ora, si sta limitando alle armi normali e nin sta utilizzando, ad esempio, i missile Burevestnik, il veicolo subacqueo Poseidon e il noto sistema missilistico Oreshnik (qui un articolo). Il 16 Giugno, dopo l’attacco russo alla Cattedrale della Dormizione di Kiev, abbiamo scritto che i russi sono in grado di colpire qualsiasi obiettivo (qui il nostro articolo). E infatti, in queste ore, hanno colpito un deposito di armi ad uranio impoverito. Cosa, questa, che potrebbe provocare effetti catastrofici, in ragione del quantitativo di particelle che si sono liberate nell’aria e, soprattutto, della zona in cui le medesime particelle si sono già diffuse. Dopo Gengis Khan nessuno ha mai sconfitto la Russia. E non saranno certo NATO, Unione europea e Zelenskyj a ‘novellare’ la storia russa. Speriamo che domani in Turchia il presidente americano, Trump, oltre a sbaraccare la NATO dall’Europa, provi a farlo capire ai suoi alleati, o presunti tali…

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