di Giulio Ambrosetti

Per approfondire il contesto economico e politico della Sicilia di quel tempo
Con rispetto parlando, non riesco proprio a capire perché, ancora oggi, ci si ostina a non considerare il ‘Rapporto su mafia e appalti’ in Sicilia di fine anni ’80-primi anni ’90 del secolo passato come un elemento legato alla strage di Capaci e alla strage di via d’Amelio. Io invece seguo con molta attenzione il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta che ha puntato la propria attenzione anche su questo filone di indagini. Mi ha molto colpito un’intervista al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, Salvatore De Luca: “Sino ad adesso è il filone ‘mafia-appalti’ è quello che non ci ha sorpreso di più nella parte iniziale, perché, secondo me – in perfetta buona fede – molti dei magistrati che ci hanno preceduto non hanno ritenuto che ci fosse molto da scavare nei fascicoli della procura di Caltanissetta, nei fascicoli della procura di Palermo: stiamo parlando complessivamente di 400-500 faldoni… Noi riteniamo come ufficio che il filone ‘mafia-appalti’ sia una delle concause della strage di via D’Amelio e cioè quella in danno di Paolo Borsellino della sua scorta; ma riteniamo altresì che sia molto plausibile che abbia avuto una sua rilevanza anche nella strage di Capaci, cioè in danno di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e della scorta” (qui per esteso l’intervista al procuratore De Luca).
L’impulso di Giovanni Falcone
Questa intervista è stata pubblicata qualche giorno fa. Il 26 Aprile, poco meno di un mese prima, ho pubblicato su MedianeOnline un approfondimento sul periodo in cui viene alla luce il citato ‘Rapporto su mafia e appalti’ in Sicilia (in calce a questo articolo). Tale ‘Rapporto’ viene depositato il 20 Febbraio 1991 presso la Procura di Palermo del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri), “su esplicita volontà e impulso di Giovanni Falcone, che aveva intuito lo stretto legame tra l’imprenditoria mafiosa e il sistema dei partiti”, come si legge su AI Overview, l’intelligenza artificiale di Google. Nell’articolo non sono entrato nel merito delle polemiche. Mi sono limitato a descivere il contesto economico e politico nel quale vede la luce questo ‘Rapporto’.
‘Seguire il denaro’ (follow the money)
Rilancio questo articolo e, se siete interessati ad approfondire il contesto economico e politico di quegli anni, vi invito a leggerlo. Sottolineando, almeno a mio modesto modo di vedere, che questo ‘Rapporto’ è in perfetto accordo con il lavoro svolto da Falcone. Ancora Al Overview: “Il principio di ‘seguire il denaro’ (follow the money) è l’intuizione rivoluzionaria con cui il giudice Giovanni Falcone ha cambiato per sempre la lotta alla mafia. Capì che, per colpire i clan, non bastava concentrarsi sui singoli esecutori materiali, ma bisognava ricostruire la rete dei flussi finanziari, del riciclaggio e degli appalti”. Già solo questo passaggio fa giustizia di coloro i quali, oggi, sminuiscono l’importanza di questo documento. I magistrati di Caltanissetta stanno applicando il metodo Falcone. Destano stupore le critiche a questo metodo di indagine.
Gli ultimi dieci anni di vita del gionale L’Ora non sono meno importanti dei periodi precedenti: anzi
Chi scrive, negli anni ’80 del secolo passato, svolgeva l’attività di giornalista. Mi occupavo di politica e di economia. Con articoli di cronaca e approfondimenti che pubblicavo sul giornale L’Ora di quegli anni e su Lettera Sud, che allora era il settimanale economico e finanziario del quotidiano Il Mattino di Napoli. Non ho la presunzione, per carità!, di conoscere per filo e per segno il dibattito politico ed economico di quegli anni. La mia è soltanto una modesta testimonianza. Non ho mai capito perché, se proprio la debbo dire tutta, quando si parla del glorioso quotidiano per il quale ho lavorato – mi riferisco ovviamente al giornale L’Ora – si fa sempre riferimento agli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo passato e mai agli anni ’80. Eppure, gli ultimi dieci anni di vita di questo quotidiano, che ricordo ha chiuso i battenti nel Maggio del 1992, qualche settimana prima della strage di Capaci, sono interessantissimi, perché raccontano un periodo cruciale, tra cronaca nera, cronaca giudiziaria, cronaca politica e cronaca economica. Per alcuni anni – caso unico nei quotidiani siciliani di quel tempo – il giornale L’Ora pubblicava un settimanale economico e finanziario. Detto questo, come già accennato, chi vuole approfondire il contesto economico e politico nel quale matura il ‘Rapporto’ su mafia e appalti in Sicilia può farlo leggendo il mio articolo su MediaOnOnline.
Foto Wikipedia
QUI DI SEGUITO L’ARTICOLO che ho pubblicato su MediaOnOnline:








