Proviamo a illustrare il perché nel Parlamento europeo il Mercosur è già morto: infatti non crediamo proprio che la maggioranza degli europarlamentari sfiderà la piazza degli agricoltori

di Giulio Ambrosetti

Il Parlamento europeo troverà il modo per rinviare l’accordo tra la Germania, pardon, tra l’Unione europea e i sudamericani che si ‘mangiano’ la Foresta Amazzonica per incrementare le distese di agricoltura intensiva e gli allevamenti intensivi

Le Germania, con la firma prevista oggi in Paraguay per l’applicazione parziale del Mercosur nell’Unione europea, si gioca il tutto per tutto. A firmare la nuova genialata ‘europeista’ è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che non a caso è tedesca. La firma della von der Leyen sul Mercosur è una vittoria di Pirro. La von der Leyen, lungi dal fare gli interessi dell’Unione europea, sta usando il ruolo che occupa per fare gli interessi della Germania, Paese che, da oltre un ventennio, ha impostato la propria economia – soprattutto la propria industria – sulle esportazioni. Non potendo più esportare tanti prodotti industriali in un’Europa impoverita dalla moneta unica europea e da chi l’ha gestita (cioè dagli stessi tedeschi), costretta a ridurre le esportazioni negli Stati Uniti d’America grazie ai dazi doganali voluti dall’amministrazione statunitense di Donald Trump (non a caso gli USA hanno ridotto drasticamente il deficit commerciale che arricchiva soprattutto i tedeschi), la Germania dell’accoppiata Ursula von der Leyen-Friedrich Merz gioca l’ultima, disperata carta del Mercosur con il Sudamerica. Sì, proprio loro, i sudamericani che si ‘mangiano’ la Foresta Amazzonica per incrementare le distese di agricoltura intensiva e gli allevamenti intensivi a colpi di glifosato, pesticidi a ruota libera (le le colture) e di ormoni e antibiotici (per gli allevamenti).

I due voti del Parlamento europeo assai ‘indigesti’ per la ‘capa’ di un’Unione europea allo sbando e per il Cancelliere di una Germania con l’economia che affonda

La domanda è d’obbligo: ce la faranno la ‘capa’ di un’Unione europea allo sbando e il Cancelliere di una Germania con l’economia che affonda a fare ‘inghiottire’ il Mercosur agli agricoltori europei in rivolta? A nostro modesto avviso, no. E illustriamo il perché. La prossima settimana il Parlamento europeo dovrebbe pronunciarsi su un ricorso avverso al Mercosur presentato alla Corte di Giustizia europea e su una mozione di censura presentata da 104 eurodeputati a cominciare dai cosiddetti ‘Patrioti’. Se non ci fossero di mezzo le proteste popolari degli agricoltori europei questa nuova manifestazione di ‘banditismo politico’ dei tedeschi potrebbe anche riuscire. Del resto, 11 anni fa le banche tedesche hanno massacrato la Grecia nel silenzio generale (qui un video). Per non parlare del grande imbroglio dei ‘vaccini’ contro il Covid acquistati a umma umma dall’Europa: vicenda ‘insabbiata’ a tutti i livelli. Il problema, questa volta, non sta nella Giustizia e nemmeno nell’informazione. Anche perché, a proposito di informazione “libera e democratica”, come ha raccontato Il Fatto Quotidiano poco meno di un anno fa, è venuto fuori che l’Unione europea eroga circa 130 milioni di euro per ottenere “buona stampa” (qui l’articcolo). No, il problema non sta nella Giustizia e nell’informazione: il problema è la rivolta degli agricoltori europei che invaderanno Strasburgo, sede del Parlamento europeo, il 20 Gennaio. Ci sono due buone ragioni per le quali il Mercosur e la stessa Commissione europea sono a rischio. Vediamole.

Le due buone ragioni

La prima ragione è che contro il Mercosur si sono schierati alcuni Paesi Ue: Francia, Polonia, Austria, Ungheria, Irlanda, più il Belgio che si è astenuto. Questo significa che i due citati voti previsti la prossima settimana nel Parlamento europeo potrebbero non rispondere solo agli schieramenti politici in campo. In altre parole, gli eurodeputati di questi Paesi potrebbero votare a prescindere dall’appartenenza a uno schieramento politico, magari votando per sostenere i propri agricoltori. Già questo mette in forse non soltanto il “No” al ricorso presso la Magistratura europea contro il Mercosur auspicato da hi lo vuole applicare, ma anche la stessa tenuta della Commissione europea nel voto sulla mozione di censura. La seconda ragione è molto più forte: mentre il Parlamento europeo dovrebbe votare questi due provvedimenti, fuori ci saranno gli agricolltori di tanti Paesi europei inferociti. Non sarà facile per gli eurodeputati ‘bocciare’ entrambi i provvedimenti.

Questa volta la Germania di Ursula e Federico, come diciamo noi in Sicilia, unn’avi unni iri

Come finirà? A nostro modesto avviso, la politica cercherà di evitare ‘casini’. Gli scenari potrebbero essere due. Primo scenario: il Parlamento europeo approverà il ricorso presso la Magistratura europea contro il Mercosur bloccando tutto per calmare gli animi. Sarebbe la seconda, cocente sconfitta per il duo von der Leyen-Merz che si sono visti già ‘bocciare’ l’utilizzazione dei fondi russi ‘congelati’ in Belgio. Secondo scenario: il Parlamento europeo rinvierà le due votazioni provando a riunirsi quando gli agricoltori europei non saranno più presenti a Strasburgo. Questo scatenerebbe le proteste di piazza, perché sarebbe chiaro che il Parlamento europeo vuole a tutti i costi approvare il Mercosur perché così vuole la Germania. Il caos sarebbe assicurato: gli agricoltori scnderebbero in piazza in tuttta Europa. Sarebbe un assist strepitoso per i partiti ‘populisti’ europei i cui consensi andrebbero alle stelle. Concludendo la nostra disamina, questa volta la Germania di Ursula e Federico, come diciamo noi in Sicilia, unn’avi unni iri, ovvero non ha dove andare. Non crediamo proprio che la maggioranza del Parlamento europeo che sostiene la von der Leyen decida di sfidare la piazza rinviando le due votazioni o, addidittura, ‘bocciando’ sia il ricorso presso la Corte di giustizia europea, sia la mozione di censura verso la Commissione europea. Poi, si sa, in politica tutto è possibile…

Foto Wikipedia

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