
da Franco Calderone
presidente di Agrisat (foto sopra)
riceviamo e pubblichiamo
Tra pregiudizi e considerazioni errate
E’ difficile commentare le affermazioni del giornalista Stefano Feltri, ospite negli studi di LA7. Molti amici mi hanno chiamato per sapere cosa ne pensassi delle affermazioni di questo signore. Che debbo dire? Come commentare quando
ci si trova davanti ai pregiudizi? O quando si ascoltano considerazioni completamente errate? Quando un giornalista parla di quattro milioni di addetti al comparto agricolo italiano, che fatturano circa 700 miliardi di euro, e li definisce “quattro agricoltori”, ebbene, questo signore non ha proprio cognizione degli addetti all’agricoltura e del servizio, anche sociale, che svolgono gli stessi agricoltori svolgono nella nostra società. Quando Stefano Feltri dice che la figura dell’agricoltore è perfino dannosa, se non inutile, all’interno di questa nostra società, beh, è evidente che non ha assolutamente idea dell’argomento di cui si sta occupando.
“… se l’uomo è ciò che mangia, come scriveva Feuerback, allora chi produce gli alimenti è alla base della società odierna ma soprattutto futura”
L’agricoltura è utilissima perché produce cibi sani: quei cibi che questo giornalista sicuramente andrà a cercare con una certa accortezza sugli scaffali dei supermercati che frequenta. L’agricoltura è salute, il cibo è salute. Se un agricoltore fa agricoltura biologica o biodinamica e non utilizza presidi chimici per cui non inquina, né danneggia la salute della gente, compresa quella di questo signore che comunque mangia, non solo quella figura professionale non è dannosa, ma è anche utile a preservare il corpo umano dalle malattie derivanti dalla cattiva alimentazione. Perché se l’uomo è ciò che mangia, come scriveva Feuerback, allora chi produce gli alimenti è alla base della società odierna ma soprattutto futura.
Realtà e verità alterate
Non posso escludere che questo signore abbia scambiato il ruolo dell’agricoltura e degli agricoltori con qualcosa che non so descrivere. Ascoltando le sue parole su agricoltura e agricoltori, parole campate in aria, non ho potuto fare a meno di pensare che chi ha raccolto le firme per definanziare i giornali sovvenzionati con il denaro pubblico ha ragione. La verità è che certe affermazioni inquinano la logicità della nostra vita. Mi dicono degli amici che questo signore ha studiato economia. Mi chiedo: non è che, per caso, ha studiato l’economia globalista? Quando parlo di economia globalista mi riferisco all’Unione europea ultra-liberista e globalista che ci sta ‘deliziando’ con il CETA, con il Mercosur, con gli accordi commerciali con Messico, Australia, India e via continuando. Non so perché, ma ogni volta che sento certi discorsi mi viene in mente la figura retorica dell’anacoluto, ovvero la rottura della regolarità della sintassi. Perché scrivo questo? Perché così come in un anacoluto si inizia una frase con un elemento che rimane quasi ‘sospeso’, scollegato con tutto il resto, quando qualcuno affronta argomenti – in questo caso parlando degli agricoltori – lasciandoli ‘sospesi’ rispetto alla realtà e alla verità, magari inventando realtà e verità di comodo che non esistono ma che sono offensive, ecco, mi viene il dubbio che ciò potrebbe non essere casuale.







