
Da quando è scoppiata la guerra tra ucraini e russi il Movimento 5 Stelle è sempre stato ‘pacifista’, definito anche filo-putiniano. Ora, invece… la ‘conversione’ illustrata dal filosofo marxista
Che cosa sta combinando Giuseppe Conte? Da quello che si capisce, il ‘capo’ di quello che resta del Movimento 5 Stelle sta cambiando linea politica sulla guerra in Ucraina. Scrive in un post il filosofo Diego Fusaro: “Giuseppe Conte, già Visconte dimezzato ai tempi del tragicomico e poltaceo governo giallofucsia, non smette di sbalordirci. Sembrava che, sia pure tardivamente, avesse capito il cuore della questione ucraina e, segnatamente, della palese assurdità della avversione verso la Russia da parte dell’Italia e dell’Europa. E invece ora ricasca nel solito errore, ribadendo piena vicinanza all’Ucraina e, di più, chiarendo che non bisogna in alcun caso acquistare gas dalla Russia. Politicamente parlando, Giuseppe Conte si rivela un campione indiscusso di piroette e di repentine strambate. Proprio come, a suo tempo, aveva difeso la causa del popolo italiano con il governo giallo-verde per poi rinnegarla aderendo al tragicomico governo giallofucsia, così adesso passa a difendere pienamente le irragionevoli ragioni dell’Ucraina del guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, dopo aver per diversi mesi manifestato piena opposizione alla guerra condotta dall’occidente liberal-progressista contro la Russia per il tramite dell’Ucraina utilizzata a mo’ di instrumentum belli. Oltretutto, opporsi all’acquisto di gas russo significa né più e né meno che sancire il suicidio definitivo della nostra Italia, condannandola a continuare ad acquistare a prezzi esorbitanti il gas dagli Stati Uniti d’America: il tutto per un semplice e deplorevole supporto a oltranza al guitto di Kiev e alla sua sporca guerra; un supporto che va pienamente a confliggere, lo ricordiamo, con l’interesse nazionale italiano. Nulla di nuovo sotto il sole, del resto: dall’estrema destra neoliberale alla sinistra estrema neoliberale, è ogni giorno una gara a chi riesce meglio a tradire l’interesse nazionale italiano”.
Il problema di Conte è evitare una debacle elettorale anche alle elezioni politiche del prossimo anno
Con la sua consueta chiarezza espositiva Fusaro tratteggia le contraddizioni di Conte. Già non è facile capire come sia possibile che questo ‘capo’ di quello che resta del Movimento 5 Stelle sia sempre in sella pur avendo perso tutte le competizioni elettorali. Invece è abbastanza agevole capire perché Conte ha cambiato linea politica sulla guerra in Ucraina. La spiegazione sta nei risultati ottenuti dai grillini alle recenti elezioni regionali. Con l’eccezione della Campania, dove il Movimento è riuscito ad acciuffare il 9%, nelle altre cinque Regioni i risultati elettorali del Movimento 5 Stelle sono stati disastrosi. Rispetto ai risultati elettorali del 2018, quando i grillini presero quasi 11 milioni di voti, alle europee di due anni fa il Movimento è arrivato a malapena a 2 milioni di voti. Certo, alle elezioni amministrative, tradizionalmente, i grillini hanno preso sempre meno voti rispetto alle politiche. Ma adesso il crollo dei consensi è verticale. Se alle prossime elezioni politiche i grillini dovessero confermare il trend delle elezioni regionali dello scorso anno, ebbene, rischiano di scendere sotto il 5%, al di là dei sondaggi che, spesso, risultano sbagliati.
In realtà, quella del numero uno dei grillini è un’illusione
L’unica Regione dove il Movimento ha preso il 9% è stata la Campania. Qui i grillini esprimevano il candidato presidente di centrosinistra, Roberto Fico (peraltrto eletto). Cosa, questa, che ha contenuto l’emorragia di voti. Ora lo scenario è semplice: Conte, per cercare di frenare la parabola discendente di un Movimento che non è né carne, né pesce deve assolutamente essere il candidato del centrosinistra designato come premier. Questo è il motivo per il quale il Movimento di Conte ha cambiato linea politica: mentre prima i grillini erano ‘pacifisti’, moderatamente critici verso il presidente dell’Ucraina (con mandato scaduto), Volodymyr Zelenskyj, e addirittura visti come quasi filo-russi, adesso hanno cambiato opinione e sono diventati critici verso il Paese di Vladimir Putin e sostenitori dell’Ucraina di Zelenskyj. In forza di questa mossa, Conte pensa, o forse s’illude, di ‘soffiare’ la candidatura al PD, partito peraltro diviso al proprio interno tra le candidature a premier del segretario di questo partito, Elly Schlein, del Sindaco di Genova, Silvia Salis, e di altri ancora. Figuriamoci se il PD accontenterà Conte. Questo spiega anche perché, dopo la vittoria nel referendum sulla riforma della Magistratura, Partito Democratico e grillini non hanno iniziato una campagna per chiedere le dimissioni anticipate del Governo di Giorgia Meloni, perché sanno di essere divisi…







