di Giulio Ambrosetti

Non sapendo più a chi scippare i soldi, il Ministro e leader leghista Matteo Salvini vorrebbe penalizzare le aziende di credito
Con molta probabilità, il Ministro delle Infrastrutture, vice premier e numero uno della Lega, Matteo Salvini, con la sua proposta di tassare le banche per acciuffare soldi non sapendo più dove andarli a prendere pensa di ingraziarsi l’opinione pubblica. Si tratta di demagogia spicciola. Siccome le aziende di credito sono tra le pochissime cose che non sono ancora stare rovinate dalla politica, Salvini pensa di avere trovato il classico muro basso. Il ragionamento del Ministro leghista è sbrigativo e superficiale come il partito politico che rappresenta. Bisogna trovare i soldi per la manovra economica e finanziaria 2026. La sanità pubblica è già sottozero. Idem la scuola pubblica. L’INPS eroga diluvi di bonus a destra e a manca (sarebbe interessante capire da dove prende i soldi: noi e tanti italiani qualche dubbio lo nutriamo…). Nuove imposte e nuove tasse non servirebbero a nulla, perché tanta gente non paga più né le prime, né le seconde. Le formule “pace fiscale” e “fisco amico” sono due grandi buttanate che non incantano più nessuno. La maggior parte dei cittadini che rateizza i debito con l’Agenzia delle Entrate paga le prime rate e poi deve interrompere per mancanza di soldi. Da qui l’idea di arraffare i soldi delle banche.
Il vice premier lo sa che il sistema bancario italiano tiene in piedi la sanità pubblica, il trasporto pubblico e tanti Comuni?
E’ un’idea sbagliata. Il Ministro Salvini forse non sa, o fa finta di no sapere, che senza le banche si registrerebbero problemi enormi nella sanità pubblica e nei trasporti pubblici. E non esisterebbero più tanti Comuni. Ci si lamenta – ed è giusto lamentarsi – che in Italia, al 31 Dicembre 2024, erano 3 mila e 381 i Comuni italiani privi di sportelli bancari, ovvero il 42,8% del totale. Sono piccoli Comuni per un totale di 4,6 milioni di abitanti privati di accesso diretto al credito e ai servizi finanziari. Fatto sicuramente grave al quale bisognerà porre rimedio. Ma l’analisi andrebbe estesa ai Comuni – questa volta a tutti i Comuni italiani – per appurare qual è il vero stato di indebitamento degli enti locali del nostro Paese verso il sistema bancario. Stando alla legge (comma 1 dell’articolo 222 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) i Comuni possono fare ricorso alle anticipazioni di tesoreria, che non sono debiti consolidati ma servizi finanziari a breve termine. Detto in parole semplici, le banche tesoriere erogano ai Comuni i fondi con i quali gli stessi Comuni fronteggiano le esigenze di liquidità. Soldi che debbono essere rimborsati entro l’esercizio, cioè prima dell’approvazione del nuovo Bilancio. Il limite è stato fissato in tre dodicesimi delle entrate dell’anno precedente. Senza queste anticipazioni nei Comuni italiani scoppierebbe il caos. Stando ai dati ufficiali, a fine Aprile oltre mille e 400 Comuni italiani erano privi di Bilanci di previsione. Tali Comuni sono localizzati, per lo più, nel Sud e nelle Isole. Per dirla in breve, sembrerebbe che, senza le banche, tanti Comuni sarebbero giù falliti.
Sarebbe veramente singolare penalizzare, indirettamente, Regioni e Comuni per acquistare armi dagli Stati Uniti da regalare all’Ucraina!
Poi c’è l’indebitamento, sempre verso le banche, delle Regioni italiane, che è piuttosto ampio. E non si tratta solo di debiti per investimenti, che sono costituzionalmente legittimi, ma anche di debiti per tenere in piedi la sanità pubblica e i trasporti pubblici. Ora, se si vuole fare un ragionamento sulle banche, o meglio sul rapporto tra pubblica amministrazione italiana con il sistema bancario, questo va fatto seriamente, non con la demagogia spicciola. Esaminando i ‘buchi’ che le banche coprono senza clamore. Possibile che un Ministro della Repubblica non sappia queste cose? Se il Governo deve trovare i soldi per la nuova manovra economica e finanziaria 2026 e per continuare a foraggiare la guerra dell’Ucraina contro la Russia, ebbene, vada a cercarli altrove. Sarebbe veramente singolare penalizzare, indirettamente, Regioni e Comuni per acquistare armi dagli Stati Uniti da regalare all’Ucraina!
Foto tratta da Il Fatto Quotidiano







