Silvio Berlusconi? E stato peggiore dei politici che lo hanno preceduto, ma migliore di quelli che sono venuti dopo di lui. Soprattutto in politica estera

di Diego Fusaro

Il fondatore di Forza Italia riesce a dividere gli italiani anche dopo essere passato a miglior vita

È stato, infine, intitolato a Silvio Berlusconi l’aeroporto di Milano Malpensa, il secondo più importante del Paese dopo Roma Fiumicino. Come era prevedibile, la scelta ha fatto ampiamente discutere, generando forti polemiche a tutto campo: insomma, il cavaliere di Arcore riesce a dividere gli italiani anche post mortem. Quale che sia il nostro giudizio sulla figura di Silvio Berlusconi, indubbiamente egli ha rappresentato, nel bene e nel male, una parte importante della più recente storia italiana. In particolare, Silvio Berlusconi ha incarnato la svolta neo-liberale dell’Italia dopo la caduta del muro di Berlino e dopo Tangentopoli, trasformando, nell’immaginario collettivo, l’Italia in una azienda da amministrare secondo la ragione calcolante.

Quando il filosofo Costanzo Preve disse che l’antiberlusconismo sarebbe stato peggio del berlusconismo

Come amava ripetere Costanzo Preve, peggio del berlusconismo poteva esserci soltanto l’anti-berlusconismo. Quest’ultimo ha permesso alla sinistra metamorfica di abbandonare il proprio passato rosso di lotta al capitalismo e all’imperialismo per ridefinire la propria identità in chiave moralistica nella forma di una lotta per l’onestà e per il giustizialismo. Insomma, l’antiberluconismo ha permesso alla sinistra post-comunista di abbandonare il programma di Marx per trasformare la lotta contro il capitalismo in lotta giustizialista contro il cavaliere di Arcore. E, in effetti, nei vent’anni del berlusconismo l’Italia è stata sequestrata da una polemica demenziale, che ha contrapposto gli italiani in berlusconiani e in antiberlusconiani e ha offuscato integralmente lo sguardo in relazione alle contraddizioni sociali, economiche e geopolitiche. Una situazione sotto ogni riguardo tragica, ma non seria.

In politica estera è stato decisamente più rispettabile di molti politici venuti prima di lui e di tutti quelli venuti dopo di lui

Per tentare una sintesi ardita, Silvio Berlusconi è stato peggiore dei politici che lo hanno preceduto, ma migliore di quelli che sono venuti dopo. Non siamo mai stati berlusconiani, ma abbiamo difeso Berlusconi nel 2011, quando l’Italia subì un vero e proprio colpo di stato economico voluto da Bruxelles e dal capitalismo finanziario. E abbiamo sempre riconosciuto volentieri che, sul piano della politica estera, Berlusconi era decisamente più rispettabile di molti politici venuti prima di lui e di tutti quelli venuti dopo di lui.

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