Sorpresa: l’accordo sui pedaggi nello Stretto di Hormuz tra Iran e Oman avvantaggia America, Russia e Arabia Saudita e ‘inchiappetta a sangue’ l’Unione europea. A Teheran parlano siciliano?

di Giulio Ambrosetti

In questo momento, a sorpresa, Trump se la sente ‘scotolare’…

Affermare che quanto sta avvenendo in questi giorni nel Golfo Persico è comico è poco. Infatti, siamo ben olttre le comiche. Riassumiamo. Dopo aver distrutto un gran numero di infrastrutture iraniane gli americani si sono fermati. Se il presidente USA Donald Trump avesse fermato la guerra una settimana prima in Iran sarebbero ancora in piedi ponti, strade, ferrovie, acquedotti, centrali elettriche e la Cina avrebbe impiegato meno tempo e, soprattutto, meno soldi per far campare i 92 milioni di iraniani. Va ricordato che senza gli aiuti della Cina in Iran, con il Golfo chiuso dagli americani, la gente sarebbe morta di fame. In Iran sopravvivono grazie agli aiuti cinesi. Questa è la realtà ancora fino ad oggi, perché il Golfo resta sempre presidiato dagli americani.

Il presidente USA continua a controllare il Golfo Persico ma comincia ad occuparsi delle elezioni di metà mandato previste a Novembre

Ma Trump, si sa, è imprevedibile. Ha deciso di fermare la tempesta di missili sull’Iran dopo aver distrutto un numero imprecisato di infrastrutture civili. Dopo i bombardamenti a tappeto il presidente statunitense ha detto che è stanco della guerra e non vuole ammazzare altre persone. In effetti, questo bisogna riconoscerlo, a differenza degli israeliani, che a Gaza e in Libano, pur di colpire, rispettivamente, guerrieri di Hamas e di Hezbollah, sparano missili fregandonese se di mezzo ci vanno i civili, Trump ha dato disposizioni diverse: bombardare l’Iran evitando, fin dov’è possibile, di colpire la popolazione. A un certo punto, il presidente USA ha tirato il freno. E ha detto: “Gli iraniani vogliono un accordo. Aspettiamo”. Gli iraniani, arroganti per definizione, hanno risposto che loro l’accordo lo stanno trovando con l’Oman, senza gli Stati Uniti d’America. Trump non ha risposto. Anche perché mancano poco meno di tre mesi alle elezioni di metà mandato ed è arrivata l’ora di scatenare un casino contro chi si è fatto i ‘coglioni d’oro’ con la pandemia, vera o presunta. Insomma, Trump si deve occupare anche delle elezioni di metà mandato.

Il pedaggio chiesto da Iran e Oman per il passaggio delle navi da Hormuz è una follia ma…

Per la cronaca, in America le elezioni di metà mandato (Midterm Elections) si tengono ogni quattro anni, due anni dopo le elezioni presidenziali. Si rinnovano tutti i seggi della Camera dei Rappresentanti, un terzo dei seggi del Senato e la maggior parte delle cariche esecutive dei singoli Stati federali, a partire dai governatori. Ovviamente, Trump non perde di vista il Golfo Persico, dove ha lasciato immutato lo schieramento militare. Da quello che si legge qua e là e da quello che racconta la televisione, Iran e Oman avrebbero raggiunto un accordo. Le navi in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz pagheranno un pedaggio a Iran e Oman. E’ un’assurdità, perché se tutti i Paesi che si affacciano in mare dovessero chiedere i pedaggi il commercio mondiale colerebbe a picco. Però, stranamente, non parla nessuno. Perché?

… ma funziona per le economie americana, russa e saudita

Si dovrebbero lamentare i Paesi del Golfo che esportano gas e petrolio in mezzo mondo. Ma non si lamentano. Alla fine il pedaggio che pagheranno se lo riprenderanno, magari con gli interessi, aumentando il prezzo del petrolio. Non parla il Governo dell’Arabia Saudita, terzo produttore al mondo di petrolio. Non parla il Governo della Russia, secondo Paese produttore al mondo di petrolio. Non parla il Governo degli Stati Uniti d’America, primo Paese al mondo per la produzione di petrolio. E’ anche logico: perchè questi tre Paesi hanno tutto da guadagnare da un aumento del prezzo mondiale del petrolio. Più aumenterà il prezzo del petrolio, più questi tre Paesi guadagneranno. Come si usa dire in Sicilia, grazie all’Iran, a questi tre Paesi ci veni a u scinniri: della serie, ‘pedalare’ in discesa e incassare una barca di soldi in più. Tutto questo grazie all’Iran! Megghiu r’accussì un putia finiri (Meglio di così non poteva finire).

Ecco chi in questa storia finirà ‘inchiappettato’

I Paesi che rischiano di finire ‘inchiappettati’ sono quelli privi di petrolio: e tra questi c’è la stragrande maggioranza dei Paesi europei. In Europa il petrolio si estrae in Norvegia, nel Regno Unito, in Italia, in Danimarca e in Romania. Non sono grandi quantità. Nulla a che vedere con America, Russia e Arabia Saudita. Anche se non parlano, gli ‘europeisti’, in questo momento, sono terrorizzati. Non hanno il gas russo, dal 20 Giugno sono alle prese con un’ondata di caldo anomala che non sembra mai finire, con un corollario di incendi boschivi mostruosi. Nell’Ue, dopo la crisi industriale, auto in testa, cominciano a collassare anche turismo e commercio. Un disastro. Ma, ovviamente, bisogna tacere e negare l’evidenza. In tutto questo. la mancanza di grano in Africa, causa guerra nel Mar Nero, potrebbe far arrivare e Europa una micidiale ondata di migranti (qui un articolo).

Il lamento degli ‘europeisti’ contro l’Iran

Non lo possono gridare ai quattro venti, ma gli ‘europeisti’ sono incazzati neri con gli iraniani. “Ma come – dicono – abbiamo lasciato solo Trump nella guerra contro voi iraniani, siamo stati, alla fine, i vostri migliori alleati, avete scannato oltre 40 mila ragazzi che si lamentavano del vostro regime medievale e abbiamo fatto finta di niente, ci siamo fatti schifare persino da Israele armando turille e barche a vela a Gaza e ora voi iraniani ci ricompensate così? Secondo voi siamo totalmente minchioni? Ma lo capite che qui in Europa senza il gas russo e con il prezzo del petrolio raddoppiato facciamo già i salti mortali per non chiudere quello che resta della nostra economia? E adesso voi e l’Oman volete imporre i pedaggi che pagheremo noi europei con un aumento del prezzo del petrolio. Bella riconoscenza! E noi come tanti stupidi che ci siamo messi contro l’America di Trump…”.

All’Unione europea: cu è chiù fissa Carnalivari o cu ci va appressu?

Risposta degli iraniani che noi traduciamo in mezza lingua siciliana: “Lo capite o no, amici dell’Unione europea, che qui in Iran semu mmenzu a strata e ca stamu murennu i fame? (stiamo morendo di fame). Anche il compagno Xi (Xi Jinping, ‘capo’ della Cina ndr), un giorno sì e l’altro pure non fa che dirci: ‘Amici iraniani, stu burdellu avi a finiri (questa storia deve finire), non potete campare a spese nostre a vita. Anche perché fare arrivare gli aiuti da voi dal Mar Caspio è costoso e rischioso, perché c’è chi si è messo a bombardare le navi’. Amici dell’Unione europea – conclude il Governo iraniano – avete regalato un mari i picciuli (una barca di soldi) a quel bandito di Zelenskyj in Ucraina, se ora date un po’ di soldi anche a noi non succede nulla. Via, tirate un po’ la cinghia, pagate e sorridete. E poi lo sapete cosa dicono in Sicilia: cu è chiù fissa (o babbu) Carnalivari o cu ci va appressu?“.

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