Sull’Ucraina il discorso di Papa Leone XIV non fa sognare. Ricordiamoci che l’Ue nega le radici cristiane dell’Europa mentre in Ucraina si perseguita la Chiesa ortodossa legata al Patriarcato di Mosca

di Giulio Ambrosetti

Non si può parlare di pace in Ucraina se Zelenskyj augura la morte a Putin

Non si può non notare e non sottolineare ciò che non ci è piaciuto nel discorso che Papa Leone XIV ha tenuto oggi, Natale 25 Dicembre 2025, parlando dalla Loggia centrale della basilica Vaticana. Nulla da dire sull’invocazione della pace in tutto il mondo, per carità. Ma sull’Ucraina, in verità, ci aspettavamo qualcosa di diverso. Leggiamo su VATICAN NEWS: “Preghiamo in modo particolare per il martoriato popolo ucraino: si arresti il fragore delle armi e le parti coinvolte, sostenute dall’impegno della comunità internazionale, trovino il coraggio di dialogare in modo sincero, diretto e rispettoso“. Come possono dialogare le parti coinvolte se una delle parti augura la morte all’altra parte? Lo ha fatto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyj, che ha augurato la morte al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Parole del genere, cariche di odio, non si possono ignorare, soprattutto nel giorno di Natale.

Il Concilio Vaticano II, con riferimento al dialogo interreligioso, non può essere utilizzato a convenienza come sicuramente sarebbe piaciuto a Machiavelli…

Discutibile anche un altro passaggio che leggiamo sempre su VATICAN NEWS, là dove il Santo Padre, parlando dell’intero Continente europeo, auspica “uno spirito comunitario e collaborativo, fedele alle sue radici cristiane”. Che l’Europa abbia anche radici cristiane non ci sono dubbi: il problema è che l’Unione europea ha provato a far passare una Costituzione europea senza radici cristiane: argomento che è diventato tabù: e tabù, a quanto pare, rimane anche con il nuovo corso di Papa Leone XIV. Noi pensiamo a qualcosa di più e di diverso della politica che fa a meno della morale, anche perché, da Machiavelli in poi, la politica ha eliminato la morale. Il rischio è che la riflessione religiosa finisca per scivolare negli equilibrismi trasformisti dei presunti cattolici impegnati nella politica Ue, dove, sotto il profilo spirituale, il tutto si fonde e si confonde con il contrario di tutto, contraddicendo San Paolo: “…tutto mi è lecito ma non tutto edifica”. Le persecuzioni, infine. Con riferimento sempre all’Ucraina. Dove, per quello che leggiamo, il Parlamento ucraino ha messo al bando la Chiesa ortodossa legata al Patriarcato di Mosca (qui un articolo). Ma il tanto celebrato – e a nostro modesto avviso assai sopravvalutato – Concilio Vaticano II non valorizza, fra le altre cose, anche il dialogo interreligioso? Sorvoliamo anche su questo?

Foto Wikipedia

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