Un folto gruppo di agricoltori siciliani respinge la ‘mancia’ da 100 milioni di euro (ma esistono?) annunciata dalla solita vecchia politica-politicante della nostra Isola

Si avvicinano le elezioni e cominciano a fioccare le iniziative squallide

Per quattro anni la politica siciliana, con riferimento a tutta l’Assemblea regionale siciliana, senza distinzione tra maggioranza di centrodestra e opposizioni di centrosinistra, a parte qualche dichiarazione estemporanea, ha ingnorato i problemi dell’agricoltura siciliana. Di più: tra Strasburgo e Bruxelles (con riferimento al Parlamento europeo e alla Commissione europea), centrodestra e centrosinistra hanno avallato le nuove ‘genialate europeiste’: Mercosur (trattato tra Ue e cinque Paesi sudamericani: Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia), trattato commerciale con l’India, trattato commerciale con l’Australia e, in questi giorni, il trattato commerciale con il Messico. Sono tutti accordi commerciali che sacrificano gli agricoltori per favorire le industrie. Siccome tra un anno si voterà, sia per le elezioni politiche nazionali, sia per le elezioni regionali siciliane, ecco che dal cilindro della politica siciliana spuntano – ovviamente sulla carta – 100 milioni di euro p’attupparici a vucca agli agricoltori, per dirla alla siciliana.

Quando la pochezza incontra la miseria morale

A parte lo squallore di questa proposta, non si può non notare la totale mancanza di capacità, da parte di una politica ultra-fallimentare, di entrare nel merito dei problemi dell’agricoltura siciliana. Ribadiamo: siccome ci sono le elezioni, ecco l’atto che è veramente la quintessenza o, se preferite, il concentrato assoluto della vecchia politica-politicante: i soldi pubblici in vista delle elezioni. Ammesso che i soldi ci siano. Ora, a parte che non si capisce dove siano ‘sti 100 milioni di euro dal momento che l’Italia, grazie all’Unione europea dell’euro, è con il ‘culo a terra’ (con la Regione siciliana che è combinata peggio dell’Italia: il che è dire!), non ci sono parole per esprimere quanto sia penosa un’iniziativa simile che dà la misura della pochezza mista a miseria morale della politica e dei politici che incarnano tale proposta.

Il bla bla bla della vecchia politica siciliana

Per fortuna che ci sono agricoltori siciliani che si stanno dissociando dallo squallore senza tempo e senza fine di tale proposta. Un comunicato redatto da un folto gruppo di agricoltori prende le distanze dalla politica e, in particolare, dal presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, e dall’assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino: “Gli agricoltori della Valle del Belìce – si legge nel comunicato – chiedono se è possibile dare voce ai diretti interessati che stanno subendo l’ennesima speculazioni sul prezzo del grano”. Il riferimento è alla speculazione al ribasso che è tornata a colpire il grano duro siciliano, il cui prezzo è precipitato a 19-20 euro/quintale, a fronte di un costo di produzione di 32-33 euro/quintale. Una vergogna mentre certi politici siciliani, che forse non distinguono il grano dall’orzo, blaterano di marchi e di altri bla bla bla.

“Siamo contrari a qualsiasi forma di elemosina”

A questo punto arriva il siluro’ al Governo siciliano e, in generale, a tutta la politica siciliana: “Premesso che siamo contrari a qualsiasi forma di elemosina che in questi giorni qualcuno paventa – si legge sempre nel comunicato – al presidente della Regione Schifani, all’assessore Sammartino, a tutto il Governo siciliano e a tutta la politica della nostra Isola tutta vogliamo dire che abbiamo buttato all’aria il cappellino da mendicanti. Gli agricoltori siciliani rifiutano i 100 milioni di euro previsti per venire incontro alla crisi del grano duro della nostra regione”. Ce n’è anche per chi finge di difendere gli agricoltori siciliani: “I 100 milioni di euro – si legge sempre nel comunicato – servono a qualche organizzazione sindacale per intascare qualche milione di euro per le pratiche. Servono come il pane alla politica per la prossima campagna elettorale. Non servono invece agli agricoltori che dovrebbero accettare la solita mancetta di scambio per la prossima campagna elettorale”.

La “stomachevole” gara per la rielezione

C’è molta amarezzza tra questi agricoltori siciliani. “È già partita la stomachevole gara degli interessati alla rielezione – si legge sempre nel comunicato -. Noi vogliamo ‘ringraziare’ questi personaggi politici per l’interessamento. Ma a questi signori rispondiamo: no grazie! Aspettare anni per qualche decina di euro ormai è solo un’offesa spudorata all’intelligenza. Le norme europee, la globalizzazione, i mercati, le regole asfissianti, la burocrazia elefantiaca sono per noi una montagna insuperabile. Il problema non riguarda solo il grano duro a 20 centesimi/Kg. Riguarda anche l’olio d’oliva, il vino, l’ortofrutta, gli agrumi, la pesca e tutto quello che gira attorno al mondo produttivo di questa terra. Protestare può anche non servire ma farsi prendere in giro equivale alla toppa peggiore del buco”.

“L’Estate potrebbe essere più calda del previsto”

Quindi un avvertimento alla politica siciliana: “Seguiranno iniziative che stiamo già preparando. Probabilmente l’Estate potrebbe essere ancora più calda del previsto. Ma è fuori da ogni dubbio che non potrà che essere solo l’inizio che porterà la nostra presenza ad essere un pungolo per le prossime campagne elettorali. Ognuno per il ruolo che ricopre per una volta faccia seriamente la propria parte”. In verità ci si aspetterebbe qualcosa di più: magari di più concreto e, perché no?, di più cogente per la politica. In presenza di sole parole – per carità, anche importanti – i politici siciliani continueranno impertettiri a farsi ritrarre con le loro proposte ‘risolutorie’ a chiacchere, nella speranza che qualche gonzo abbocchi e gli dia il voto. Spiace scrivere queste cose ma è così. Non sarebbe meglio annunciare la presentazione di un nuovo soggetto politico o la non partecipazione al voto?

Di seguito le foto delle sigle che si trovano nel comunicato:

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