Una riflessione su chi lavora sempre la notte: perché è importante per la nostra salute che sia un’attività continuativa e non occasionale

di Nota Diplomatica

I lavoratori notturni li troviamo nella ristorazione, nei trasporti, negli ospedali, tra le forze dell’ordine

Un sorprendente numero di persone lavora regolarmente durante le ore notturne. Non è solo una realtà per i ‘turnisti’ nelle fabbriche: pensiamo anche ai settori come l’ospitalità, ai trasporti di vario tipo, agli agenti di polizia, al personale ospedaliero, ai camerieri e ai cuochi nei ristoranti ed altri mestieri ancora. Tutti questi, e molti altri ancora, abitano un mondo diverso da quello dei lavoratori ‘diurni’, di quelli che si alzano al mattino, vanno a lavorare durante il giorno e rientrano a casa la sera… Eppure è proprio a favore di questi che la vita ‘di ogni giorno’ è organizzata. Sono quelli che trovano gli uffici pubblici e i negozi perlopiù aperti in orari che coincidono con il loro ritmo di vita.

Il consiglio dei ricercatori

Il lavoro di notte è ormai abbastanza ‘normale’ anche se la società nel suo insieme tarda ad adeguarsi. È esploso – come ovvio pensandoci un attimo – con la generalizzata ‘elettrificazione’ della società e, in particolare, con l’espansione dell’illuminazione artificiale. Capita inoltre che non di rado le nostre macchine valgono più delle persone – o almeno costano di più – e che spesso devono essere sfruttate anche di notte per rientrare nei costi; e qualcuno – un essere umano – deve badarci… Ora, c’è una difficoltà in tutto questo. Le macchine evolvono in fretta, le persone no… Siamo perlopiù ancora delle creature diurne e ricerche recenti rivelano che i tentativi di trasformarci in esseri ’notturni’ – specialmente in maniera irregolare – possono provocare sintomi preoccupanti che vanno dalla riduzione del volume cerebrale ad un aumento del rischio di disturbi gastrointestinali, cardiaci e diabetici. Gli effetti negativi del turno di notte sono perlopiù associati per l’appunto alla ‘irregolarità’ della prestazione ‘mista’ notturna e diurna. Il consiglio dei ricercatori che hanno studiato il problema è semplice: se devi lavorare di notte, è molto meglio ‘stabilizzare’ la prestazione notturna. Se lo si fa sempre, anziché solo occasionalmente, diventa col tempo ‘normale’ e gli effetti negativi vengono minimizzati.

Foto tratta da Lavoro e Pensioni

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