Unione europea, autonomia siciliana, Indipendentismo, questione idrica, mafia, massoneria: parla Lillo Massimiliano Musso tra i protagonisti di Forza del Popolo

di Giulio Ambrosetti

Forza del Popolo è molto presente sulla rete. E’ soggetto politico diverso da tutti gli altri. Ne parliamo con l’avvocato Lillo Massimiliano Musso, che è uno dei protagonisti di questa esperienza.

E’ vero che siete presenti in tutta l’Italia? Quanti siete? E qual è il vostro programma?

“Siamo diverse migliaia di attivisti diffusi a macchia d’olio in tutto il Paese, organizzati in partito politico. Lo Statuto di Forza del Popolo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed ha superato il vaglio della Commissione Parlamentare sugli Statuti e sui rendiconti dei partiti. Il nostro programma, come ampiamente documentato sul sito ufficiale (http://www.forzadelpopolo.org) prevede una Repubblica federale di Regioni autonome con forte decentramento amministrativo ai Comuni. Nel solco della tradizione popolare, auspichiamo l’avvicinamento massimo dei centri decisionali al cittadino. È la nostra risposta al globalismo”.

“SIAMO CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE”

Come vi ponete rispetto allo scenario politico globale? In un modo dove le vecchie categorie della politica destra-sinistra sono state sostituite dal dualismo tra globalisti e sovranisti voi come vi collocate?

“Come dicevo, Forza del Popolo è una formazione politica per l’autonomia dei territori, a partire dai Comuni. La sovranità appartiene al popolo solo se effettivamente il popolo è in grado di incidere nella selezione delle classi dirigenti e nella definizione degli obiettivi politici. Siamo contro la globalizzazione della schiavitù e della precarietà e di modelli sociali ed economici inumani ed autodistruttivi”.

“L’EURO E’ UN GUINZAGLIO CON CUI I POLITICI ITALIANI HANNO AVALLATO INTERESSI ESCLUSIVI DI GERMANIA E FRANCIA”

Cosa pensate dell’attuale Unione Europea?

“È stato il tentativo palese di restaurazione del dominio germanico, in combine con Parigi. Le comuni nomenclature franco-tedesche hanno conquistato immensi territori senza i cannoni, ma con un terribile strumento di desovranizzazione, la moneta europea. L’euro è il guinzaglio con cui i politici italiani hanno avallato interessi esclusivi di Germania e Francia. La nostra economia reale con la debolissima Lira collocava l’Italia al quarto posto tra le potenze economiche mondiali. Sappiamo, dopo tanti anni, che il nostro Stato è straindebitato e non riesce a programmare una spesa pubblica sganciata dalle emergenze sanitarie, belliche, climatiche, vere o presunte, imposte dall’OMS, dalla NATO, da Bruxelles, tutti centri di potere che impediscono la crescita economica dell’Italia. L’UE è in procinto di collassare e di ritornare al tavolo della Federazione Russa per l’approvvigionamento di risorse energetiche vitali. È un collasso politico e per Forza del Popolo prima l’Italia si svincola dai trattati europei e prima può ritornare ad una vera politica economica per il benessere della popolazione”.

Qual è il giudizio sul Governo italiano di Giorgia Meloni?

“Pessimo. Si palesa come un gruppo di avventurieri riusciti a colmare un vuoto politico. Giorgia Meloni ha ereditato dalla sua formazione l’accentramento del potere, meno la propensione ad un effettivo Stato sociale. In contraddizione con la sua matrice ideologica con cui si è affermata nel panorama politico italiano, è filo-atlantista, è pro-UE, è appiattita sulle posizioni di leader politici di altri Paesi, come in atto con Donald Trump. È in grande difficoltà perché delle iniziative del suo Governo restano memorabili l’abolizione dell’abuso d’ufficio, la lotta alle intercettazioni telefoniche per sgominare il crimine, la riforma della Corte dei Conti, il tentativo di sottomettere la Magistratura al potere esecutivo. Inoltre, in linea con i suoi predecessori, ha usurpato la funzione legislativa del Parlamento a colpi di decreti legge e questioni di fiducia. Ha un partito zeppo di figuri con problematiche serie di tipo penale, non ha una linea coerente di pensiero sulle questioni geopolitiche ed è ostaggio del filosionismo accentuato di Antonio Tajani e i colpi di testa di Matteo Salvini. Un esecutivo con Ministro Daniela Santanché supportato dalla Presidenza di Ignazio La Russa al Senato e di Lorenzo Fontana alla Camera è un governo prossimo ad ulteriori degenerazioni. Del resto, lo dicono apertamente quando mettono in discussione l’obbligatorietà dell’azione penale e il rapporto in essere tra Pubblico Ministero e Polizia Giudiziaria. Diciamo che non lo chiamano ‘fascismo’ perché ‘pare brutto’. Ma di fatto stanno scardinando il fondamento della nostra Repubblica a partire dalla tripartizione dei poteri dello Stato. Non a caso per il Presidente del Consiglio la vera riforma, la madre di tutte le riforme, è quella per il Premierato”.

“FORZA DEL POPOLO SARA’ PRESENTE ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI SICILIANE”

E’ vero che vi presenterete alle prossime elezioni regionali in Sicilia? Sarà lei il candidato alla presidenza della Regione siciliana?

“Sì, saremo presenti alle prossime elezioni regionali. Da circa un anno siamo in ascolto dei territori siciliani per giungere pronti alla competizione elettorale. Forza del Popolo sarà soggetto attivo per le prossime regionali siciliane. Abbiamo al momento un tavolo di lavoro con autorevoli personalità della vita pubblica siciliana e nazionale con cui fare tanta strada insieme, nel rispetto reciproco di ciascuna individualità. Non sarò candidato alla Presidenza della Regione, pur se abbiamo i  numeri per raccogliere le firme necessarie sulle nostre liste. Siamo per un discorso di leale collaborazione con le forze autonomistiche siciliane con cui condividiamo il tema di fondo: in Sicilia non è ipotizzabile alcun buon governo fuori dalla preliminare e integrale attuazione dello Statuto siciliano. O la Sicilia è per davvero una Regione Autonoma dello Stato italiano, come previsto sulla carta, o non lo è. Nella seconda ipotesi saremmo, come siamo, innanzi ad una evidentissima violazione di previsionali costituzionali. Da questo quadro di illegittima disapplicazione di una carta costituzionale a tutti gli effetti quale è lo Statuto, peraltro persino precedente alla stessa Costituzione della Repubblica Italiana, si accreditano sul piano dei principi di diritto costituzionale le istanze di autodeterminazione popolari. Forza del Popolo ha fatto propri questi principi, inserendoli anche nel proprio manifesto e per coerenza si è strutturata come confederazione nazionale di federazioni regionali autonome”.

Che Regione siciliana immagina? Vede il rilancio dell’Autonomia o bisognerebbe andare oltre l’Autonomia?

“Come riportato sul Manifesto fondativo di Forza del Popolo, laddove, per illecite resistenze politiche provenienti dal Governo centrale, si negasse l’Autonomia della Regione Siciliana rispetto alla Repubblica Italiana, Forza del Popolo è pronto ad appoggiare il fronte indipendentista della Sicilia, in omaggio ai principi trattati nel manifesto stesso e al principio di diritto internazionale di autodeterminazione dei popoli. Le istanze separatiste, per quando volgarmente banalizzate, si fondano su questioni antropologiche, storiche e sociali importantissime. La piena autonomia della Regione Siciliana consentirebbe certamente un affrancamento delle sorti della Sicilia dallo scacchiere nazionale e geopolitico, restituendo dignità politica ai siciliani. Del resto, autonomia vuol dire autogoverno, che si traduce in governo di siciliani nell’interesse dei siciliani, mentre ora tutto è deciso secondo piani sempre più alti e incompatibili con gli interessi, le aspettative, i diritti di chi vive in Sicilia. Immagino una Sicilia per come l’avrebbe voluta Piersanti Mattarella, forte, autonoma, libera, fiorente, pacifica”.

“MIRIAMO ALL’AUTONOMIA ENERGETICA PER FAMIGLIE E IMPRESE”

Qual è la posizione di Forza del Popolo sulla corsa alle energie rinnovabili? E’ d’accordo su una Sicilia che, su input di Unione europea e Governo nazionale, smantella il grano duro per fare posto ai pannelli fotovoltaici?

“Noi abbiamo una posizione politica socio-ambientalista univoca. Le energie rinnovabili sono una frontiera importante di liberazione del cittadino dalla schiavitù energetica. Tuttavia, dai progressi tecnici hanno tratto beneficio speculatori e faccendieri, spesso in danno di una spesa pubblica drenata via dalle risposte concrete ai bisogni della gente. Il cittadino paga sempre di più, non ne ottiene alcun beneficio, mentre associazioni per delinquere in combine con certa politica mettono a repentaglio, su pretesti ambientali inventati, la natura, l’economia agricola, la bellezza, il benessere delle persone. Noi miriamo all’autonomia energetica individuale per famiglie, imprese, strutture pubbliche, attraverso reti di collaborazione e di compensazione energetica strutturali e indipendenti dai colossi della speculazione in bolletta. Gran parte delle bollette che paghiamo riguardano ‘servizi’ e altri oneri, mentre per l’energia il corrispettivo è limitato. Perché? Soprattutto, se un nucleo familiare riesce con il proprio impianto ad essere totalmente autonomo, perché deve essere obbligato ad un allaccio alla rete elettrica? In definitiva, noi siamo per le energie rinnovabili diffuse, che creano democrazia e smarcano le persone dalla dipendenza da sistemi centralizzati usati anche in ottica di politiche di crediti sociali. Vedasi il canone Rai, che è una tassa in bolletta elettrica. Se non paghi il canone perdi il diritto all’elettricità e per pagare la bolletta sei costretto a pagare il canone Rai. In altri termini, se non paghi una tassa perdi un diritto fondamentale. Non è questo lo Stato di diritto di cui abbiamo bisogno e l’accentramento della produzione ‘green’ è una forma di potere illegittimo e incompatibile con le nostre libertà. Peraltro, le tanto decantate politiche ‘verdi’ producono più inquinamento di quanto si cianci di voler impedire”.

“MAFIA E MASSONERIA”

Si ha la sensazione che la lotta alla mafia sia sempre un mezzo per speculazioni politiche ed elettorali. Lei cosa pensa?

“Mafia e politica vanno a braccetto e lo si sa da sempre. Ricordiamo cosa sostenne Giuseppe Fava ai microfoni di Enzo Biagi nel 1983, nella sua ultima intervista prima di essere assassinato. Ricordiamo lo storico discorso di Piersanti Mattarella del 9 novembre 1979 a Palermo ricevendo da Presidente della Regione siciliana a Palazzo dei Normanni l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Meno di un mese dopo fu assassinato. Ricordiamo le lezioni di civiltà di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone. Ricordiamo le denunce di Danilo Dolci, i sacrifici per la verità di forze dell’ordine, magistrati, giornalisti, sindacalisti, politici come Pio La Torre, attivisti come Peppino Impastato. La mafia non è la vera protagonista, non bisogna confondere il braccio armato con la mente. Menti raffinatissime, per Falcone, che non riguardano capimafia. A volte è indistinguibile il capomafia dall’onorevole o le due figure coincidono. Penso che le massonerie dovrebbero rivalutare fortemente il proprio concetto di riservatezza e i propri giuramenti di obbedienza e di fratellanza, perché è la massoneria il collante tra crimine organizzato e politica, quindi tra illecito e gestione delle pubbliche risorse. È la massoneria il livello di incontro di realtà antagoniste rispetto allo stato di diritto. Non dico assolutamente che tutti i massoni sono di questo profilo, ma tra gli elenchi della massoneria si confondono anche personalità che usano le reti di contatti e di influenze che ne derivano dall’appartenenza per condurre disegni criminali e di corruzione. Ogni territorio ha la sua P2 e non ha più senso parlare di massoneria deviata per assolvere da una precisa responsabilità un’autorità come quella che promana dalle variegate ‘Obbedienze’. C’è un punto nella storia in cui occorre riconoscere i propri peccati, i propri delitti, i propri errori, come ha fatto la Chiesa cattolica che ha chiesto scusa per fatti storici complessi ed ha agito per sgominare la pedofilia tra i religiosi e l’immorale gestione della finanza vaticana. Alla stessa maniera, i Gran Maestri rivelino gli elenchi dei massoni e ammoniscano i propri iscritti sulle conseguenze di patti privati su base massonica che devino la funzione pubblica dal fine assegnato dalla Legge”.

Nessuna forza politica di centrodestra o di centrosinistra della Sicilia ha mai affrontato il problema acqua. Qual è la posizione di Forza del Popolo?

“Se ne sono occupati a destra e manca per interessi e vantaggi propri. I carrozzoni clientelari della politica nostrana si estendono alle varie forme di gestione del servizio idrico e non assolvono alla funzione di garantire un servizio efficiente ed economico alla popolazione. Per noi di Forza del Popolo l’acqua deve essere gestita dai singoli Comuni, in perfetta autonomia, con un vincolo preteso a livello di legislazione regionale di solidarietà verso quei Comuni che presentino oggettive difficoltà di approvvigionamento. Sappiamo che la nostra Isola, circondata dal mare, è benedetta dalla presenza nel sottosuolo di enormi riserve di acqua dolce, potabile, minerale, pura alla fonte e che dette riserve si rigenerano in modo naturale all’infinito. La politica dominante finge di non conoscere questo segreto di Pulcinella ed approfitta della remissività della popolazione che sta sperimentando una crisi idrica non per carenza della materia prima ma per conclamati disservizi di distribuzione dell’acqua. Non manca l’acqua, mancano la volontà politica e la capacità gestionale. Inoltre, l’acqua è concessa dalla Regione Siciliana alla società mista Sicilia Acque Spa in cui l’azionista di maggioranza è Italiana Italgas Spa, a sua volta nella governance societaria del fondo americano di speculazione Black Rock e di altre realtà similari con una forte impronta accentratrice e di privatizzazione di ogni servizio pubblico essenziale”.

Dal 2016, con l’approvazione delle norme di attuazione dell’articolo 36 dello Statuto siciliano, una parte importante di IRPEF e IVA viene trattenuta dallo Stato. Questo con il voto del Parlamento nazionale e dell’Assemblea regionale siciliana. E’ normale che i politici siciliani abbiamo regalato a Roma entrate annuali che oggi farebbero la differenza?

“Chiaramente non lo è. In Veneto avrebbero, giustamente, tirato su le barricate. In Sicilia la politica è, mi consenta un’espressione siciliana, un futti futti, tanto poi…. Ma i tempi stanno per cambiare”.

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