Vendita aeroporti di Catania e Palermo. Il post di Ciro Lomonte. La cenere dell’Etna. Trump taglierà la strada ai globalisti che vorrebbero acciuffare i due scali? La due diligence c’è già?

Foto sopra tratta da ilSicilia.it

di Giulio Ambrosetti

Intanto l’Etna dà spettacolo e copre di cenere Fontanarossa. Un tempo erano i perdenti a cospargersi il capo di cenere… Un segno del destino?

In un post pubblicato su Facebook, Ciro Lomonte, esponente di Siciliani Liberi, affrota la questione dell’aeroporto di Catania, Fontanarossa, alle prese con la solita eruzione dell’Etna che ne pregiudica la funzionalità. “Esattamente come anticipato da Siciliani Liberi – scrive esponente dei Separatisti ciciliani – vane, oltre che fuorvianti, si sono rivelate le considerazioni degli organi di stampa locali che parlavano di ‘piena riapertura’ dello scalo aeroportuale di Catania. Che continua ad essere chiuso e nel caos più totale anche il 10 Agosto mentre non una parola giunge dal Governo regionale o dal Ministro o dal Sottosegretario ai Trasporti: evidentemente tutti in vacanza. Ma andiamo con ordine, affrontando anche la questione eruttiva, che è già delicata”.

Ma chi viene in Sicilia con l’aereo per Catania non si informa prima?

“Mentre una nota compagnia aerea ha fornito alle centinaia di passeggeri rimasti a terra ‘un voucher ristoro da 4 euro a testa, una cifra che nei punti ristoro dell’aerostazione si scioglie in un attimo’ (https://www.blogsicilia.it/…/caos-voli-a…/1289066/) – scrive sempre Lomonte – a Milano la sera del 9 Agosto mentre gli organi di stampa scrivevano di ‘scalo tornato pienamente operativo’ non partiva l’aereo serale delle 21:35 per Catania con oltre ‘150 passeggeri che hanno inscenato una vibrata contestazione davanti al gate, lamentando l’assenza di una preventiva comunicazione’ come se da essi dipendesse o meno l’eruzione dell’Etna o il fatto che la classe dirigente catanese lasci che a Catania continui ad operare a poche centinaia di metri dall’Etna l’aeroporto di riferimento di tre quarti della Sicilia (https://www.lasicilia.it/…/odissea-del-volo-milano…). Il 10 Agosto, il bis – prosegue l’esponente dei Separatisti siciliani -. Si inizia con gli organi di stampa che scrivono di ‘aeroporto aperto’. Poi, si passa alla ‘chiusura fino alla 15’. Poi, ‘fino alla 21’. Quindi, mentre la cenere lavica ha invaso tutta la pista e pure gli aeromobili eventualmente ancora presenti, la resa. ‘Si prolunga l’agonia dell’aeroporto di Catania. A causa della cenere emessa dall’Etna tutti i voli, in partenza e in arrivo, sono sospesi fino alle sei di domattina, 11 Agosto”, scrive il quotidiano della Sicilia orientale”. Siamo arrivati ad oggi, 11 Agosto. Ancora: “Stamattina era stato comunicato lo stop agli arrivi fino alle 17, poi esteso alle 21. Nel pomeriggio l’aggiornamento con la sospensione, anche delle partenze, fino a domattina. La cenere – emessa dal cratere Voragine che prosegue la sua attività esplosiva e trasportata dai venti in direzione Sud, Sud-Est – non solo è presente nell’aria, ma nella giornata di oggi si è depositata anche sulla pista dell’aeroporto, così come su buona parte della città di Catania e in parte dell’hinterland” (https://www.lasicilia.it/…/aeroporto-di-catania-disagi…)”. Ma chi viene in Sicilia con l’aereo per Catania non si informa prima?

Da Catania a Comiso

“Come Siciliani Liberi ha più volte ribadito – scrive ancora Lomonte – tali affermazioni sono prive di senso: non è infatti possibile prevedere quando l’eruzione cesserà. Dunque, l’unica affermazione sensata è: ‘L’aeroporto resta chiuso fino al termine dell’eruzione. Fino ad allora, tutti i passeggeri sono pregati di non recarsi in aeroporto’. Poi, anzi oggi stesso, il presidente della Regione dovrebbe decretare il trasferimento immediato e definitivo di tutti i voli da e per Catania a Comiso. Dando il via ai lavori per la costruzione di una vera, grande aerostazione. Nelle more che sia pronta, l’unica attività aerea che dovrebbe restare a Fontanarossa sarà quella di fare il check in e consegnare i bagagli”.

Tutti in ferie

“Quanto alla ‘privatizzazione’ dello scalo aereo della cenere lavica, non merita nemmeno commentarla – scrive sempre Lomonte -. La classe dirigente catanese esce da questa vicenda mortificata come quella palermitana: incapace di pensare al bene comune della Sicilia, trasferendo subito a Comiso tutti i voli, chiudendo le società aeroportuali cittadine in mano alle Camere di commercio, e dando vita ad Aeroporti di Sicilia, società interamente controllata e di proprietà della sola Regione Siciliana. A Cinisi, infatti, allo scalo giustamente dedicato alla memoria dei grandi Falcone e Borsellino, i lavoratori pagano con turni massacranti il trasferimento notturno forzoso dei voli da e per Catania. Quanto all’eruzione dell’Etna, con il fronte lavico che è già sceso sotto quota 1500 metri sul livello del mare, Siciliani Liberi aggiornerà i siciliani. Non si ha, infatti, alcuna notizia dalla Regione dove evidentemente sono tutti in ferie, pronti a guardare le stelle la sera del 10 Agosto, mentre la Sicilia ancora una volta viene mortificata da una classe dirigente indegna del popolo e della storia della Sicilia”.

Perché questa volta non siamo d’accordo con il nostro vecchio amico Lomonte

Questa volta non siamo d’accordo con il nostro vecchio amico Lomonte. Perché? Perché evidentemente sottovaluta il progetto ascaro di privatizzazione – che significa vendita – degli aeroporti siciliani di Palermo e Catania. Il nostrro amico Lomonte ogni tanto dimentica che la Sicilia, dal 1860, è l’ultima delle colonie italiane. La cosiddetta Prima Repubblica, soprattutto grazie ai democristiani e ad alcuni esponenti socialisti della nostra Isola, ha attenuato lo spirito predatorio del Nord Italia verso la Sicilia. Attenuato e non eliminato. Piano piano lo spirito predatorio verso la Sicilia e verso il Sud si è esteso dal Nord Italia al Centro Italia. Tanto che oggi si parla di spirito predatorio del Centro Nord Italia che inizia, grosso modo, con l’avvio della cosiddetta Seconda Repubblica, nel senso che dal 1992-1993 in poi – praticamente in concomitanza con le stragi del 1992 di Capaci e di via D’Amelio e con le bombe di Roma, Firenze e Milano nel 1993 – è il Centro Nord Italia e non più solo il Nord Italia a tenere sotto scatto Sud e Sicilia.

Il Centro Nord Italia, la Sicilia e i grandi appalti

Non stiamo dicendo niente di nuovo. Basta porre a Google la seguente domanda: è corretto affermare che i grandi appalti della Sicilia sono gestiti da gruppi imprenditoriali del Centro Nord Italia? Risposta di AI Overview, l’intelligenza artificiale di Google: “Sì, è in parte corretto per le grandi opere infrastrutturali strategiche (come ferrovie, autostrade o grandi reti tecnologiche), che spesso vedono la presenza di importanti general contractor e colossi industriali del Centro-Nord o internazionali. Tuttavia, la gestione reale degli appalti e dei subappalti presenta una rete mista e frammentata in cui operano anche aziende locali e, nei casi critici, dinamiche di infiltrazione criminale radicate sul territorio” (qui una panoramica delle grandi opere pubbliche siciliane che somigliano tanto ai rotoloni che non finiscono mai…). Questo potrebbe spiegare perché una certa parte politica, di fatto ‘nordista’ o ‘centronordista’, non ‘digerisce’ affatto l’approfondimento su Mafia e appalti a partire dai primi anni ’90 del secolo passato.

La ‘prassi’ dell’ascarismo: ‘incaprettare’ i cittadini siciliani con il loro voto. Firmato: i partiti politici nazionali

Gli aeroporti di Palermo e di Catania sono in attivo. Quest’anno lo sono ancora di più, perché il turismo internazionale del Nord Africa e dei Paesi del Golfo, causa guerra in Iran, si è riversato in Sicilia (lo ha anticipato Mario Pagliaro lo scorso Maggio), nonostante una tremenda ondata di caldo anomala che si è abbattuta nella nostra Isola da metà Giugno. Insomma, gli aeroporti di Palermo e di Catania producono un sacco di soldi e quindi debbono finire in altre mani. La legge della politica siciliana ascara non può certo interrompersi. A cosa servono, sennò, i partiti politici nazionali che scorrazzano in Sicilia se non ‘incaprettano’ più i siciliani con il voto degli stessi cittadini della nostra Isola? Non scherziamo con le cose serie! Sì, bisogna vendere E in tempi stretti, prima che il presidente americano, Donald Trump, mandi tutto all’aria. Quando ci sono di mezzo i soldi, si sa, il presidente USA è imbattibile. Trump, così si sussurra, avrebbe capito che i globalisti, oggi in crisi, vorrebbero mettere le mani sui due aeroporti siciliani e starebbe operando per tagliare la strada a chi vorrebbe fare tale ‘operazione’. Sarà così? Vedremo se Donald bloccherà una manovra che, a occhio e croce, dovrebbe passare per tedeschi e francesi in combutta con il Centro Nord Italia. Tutti rigorosamente globalisti.

L’errore di Lomonte. Il ritorno a “Forza Etna”. Donald, pensaci tu, facci sognare…

In cosa sbaglia, a nostro avviso, Lomonte? Nel fornire una soluzione razionale a chi acciufferà l’aeroporto di Catania. La tesi dell’esponente separatista siciliano è corretta: l’aeroporto di Catania, per fronteggiare il continuo problema dell’eruzioni dell’Etna, deve utilizzare anche l’aeroporto di Comiso. E’ probabile che chi oggi metterà le mani sull’aeroporto di Catania si prenderà anche l’aeroporto di Comiso. In pratica, Lomonte ha fornito l’idea corretta ai futuri proprietari dello scalo catanese. Noi invece dobbiamo tornare ai leghisti degli anni ’80 che gridavano “Forza Etna”. Se i globalisti si prenderanno Fontanarossa dobbiamo tifare Etna, affinché ogni giorno ci sia la cenere sulle piste. Anche l’aeroporto di Palermo verrà ‘privatizzato’. Sapete qual è l’aspetto, come dire?, amaro di questa storia? Che i globalisti, i politici ascari e, in generale, chi in Sicilia sta portando avanti tale ‘operazione’ la giustifica dicendo: “In Sicilia non ci sono i soldi per sostenete i nuovi investimenti. Quindi…”. Ci derubano dal 1860 e siccome, da derubati, non siamo in grado di sostenere questi improbabili ‘investimenti’, ora si vorrebbero prendere gli aeroporti di Palermo e Catania. Così i prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia, già ‘salati’, raddoppieranno. Che dire? Solo una speranza: Donald, per favore, pensaci tu. Mandagli all’aria tutto. Facci sognare!

A che punto è la due diligence sui due scali siciliani? I risultati verranno discussi dall’Assemblea regionale siciliana? Qualche parlamentare di Sala d’Ercole interessato alla questione c’è?

Avete fatto caso che i media, che parlano e scrivono di ‘privatizzazione’ degli aeroporti di Catania e Palermo non trattano mai un tema che pure dovrebbe essere centrale: la cosiddetta due due diligence. Ovvero? In lingua italiana, diligenza dovuta: “Processo di analisi, verifica e audit condotto su un’azienda o un asset prima di un investimento, un’acquisizione o una fusione. Il suo scopo principale è valutare la convenienza economica dell’affare, identificare i rischi nascosti e confermare la veridicità dei dati forniti”. Siamo certi che il Governo siciliano e i soci delle società che gestiscono gli aeroporti di Palermo e di Catania, prima della vendita dei due scali, renderanno noti ai cittadini siciliani i risultati della due diligence. Che, ne siamo sempre certi, prima della vendita, sarà oggetto di un dibattito nel Parlamento siciliano con voto finale palese. E’ il minimo, no?

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