
Però una cosa vera la numero uno di Fininvest e Mondadori la dice: i giganti del digitale oggi, nel mondo, intercettano i due terzi del mercato pubblicitario. E forse il problema è questo
Le cosiddette Big Tech sono un pericolo per la Democrazia? Così la pensa Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori. Non è un po’ strano che un’accusa del genere arrivi dal vertice di uno dei poli più influenti del sistema mediatico italiano ed europeo? Ricordiamo che, grazie alla sua partecipazione di controllo dei gruppi MFE-MediaForEurope N.V. (già Mediaset spa) e Arnoldo Mondadori Editore spa, la Fininvest coordina tanti importanti mezzi di comunicazione che vanno dalla televisione commerciale a un nutrito gruppo di radio, dall’editoria periodica alla pubblicità multimediale. Insomma, nel mondo mediatico e anche nella rete la famiglia Berlusconi non è certo assente: anzi. Ma… Ma oggi, scrive Marina Berlusconi in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera, le prime cinque Big Tech, ovvero Nvidia, Microsoft, Apple, Alphabet e Amazon superano “il PIL dell’area euro”. E intercettano i due terzi del mercato globale della pubblicità.
A sciarra è pa cutra
Insomma, come diciamo noi in Sicilia, “a sciarra è pa cutra”, alla fine c’è di mezzo il denaro. Certo, la questione viene presentata bene, con citazioni dotte, con il richiamo al rispetto per la “cultura”, con il “rispetto delle regole”, con la “tutela dei posti di lavoro” e bla bla bla. Però, alla tirata delle somme, è proprio il caso di dirlo, si parla di soldi. Eh sì, le Big Tech, secondo l’erede di Silvio Berlusconi, farebbero concorrenza sleale. Morale: nel digitale il libero mercato non va più bene. La stranezza è che, quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca, annunciando che sarebbe partito a tamburo battente mettendo in atto uno dei punti fondamentali del suo programma politico, ossia lo smantellamento della globalizzazione economica, cominciando con i dazi doganali per proteggere l’economia americana, Marina Berlusconi ha manifestato dubbi: ha criticato i dazi, definendoli dannosi per l’Occidente e, in particolare, per le aziende italiane. Ora, però, la globalizzazione non le va più bene. Almeno nel settore dove operano i suoi gruppi. E plaude al Digital Package dell’Unione europea, cioè alla regolamentazione (leggere controllo) dei servizi digitali!
L’Unione europea, anche nel digitale, raccoglie quello che ha seminato
Quindi la libertà digitale non va bene. Adesso l’Unione europea, che nel mondo economico che si va ‘disegnando’ conta poco o nulla, dovrebbe fermare tutto, bloccando addirittura le Big Tech. Così scopriamo che l’Unione europea, che ha bloccato le elezioni in Romania perché stava vincendo un candidato sgradito, sarebbe “democratica”. E sarà ancora più “democratica” se bloccherà le Big Tech che si stanno pappando la pubblicità. Forse le Big Tech si beccano la fetta maggiore di pubblicità perché sono più appetibili per chi promuove i propri prodotti? Da quarant’anni e forse più la televisione commerciale e anche il servizio televisivo pubblico hanno ‘piallato’ i cervelli di milioni di persone che – soprattutto in Italia – leggevano poco e ora leggono sempre di meno. E adesso bisogna fermare tutto perché i ‘piallati’ preferiscono le Big Tech al sistema mediatico di un’Europa al tramonto? Verrebbe da dire pensando all’Unione europea: chi è causa dei suoi mal pianga se stesso…
Foto tratta da Il Fatto Quotidiano







