di Giulio Ambrosetti

Bisogna rivedere le istituzioni mondiali: l’ONU è totalmente screditata, le giurisdizioni internazionali appaiono troppo politicizzate
Si avvicina il 7 Ottobre e si avvicinano anche le elezioni politiche in Israele. Con la storia del ‘genocidio’ che sarebbe stato compiuto dagli israeliani a danno dei palestinesi in tanti danno per certa la sconfitta dell’attuale capo del Governo, Benjamin ‘Bibi’ Netanyahu. Noi ci permettimo di dissentire. Intanto questa storia del ‘genocidio’ non regge, perché quando c’è una guerra non si va per il sottile. C’è stata una strage di israeliani e questi ultimi hanno risposto. A chi sostiene che la reazione di Israele sarebbe sproporzionata si può rispondere con alcune domande: chi è che decide sulle ‘proporzioni’ di una reazione militare a una strage? Un’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) screditata? Le giurisdizioni internazionali riconosciute solo da alcuni Paesi e contestate da altri Paesi, peraltro con il dubbio che siano politicizzate? In questo scenario di informazione internazionale quasi a senso unico – ovvero sempre contro Israele – a nostro modesto avviso Netanyahu potrebbe vincere di nuovo le elezioni. Proviamo a illustrare il perché.
Nel 2005 gli israeliani hanno commesso un errore gravissimo del quale si sono amaramente pentiti
Sappiamo tutti cos’è avvenuto il 7 Ottobre del 2023. Ovviamente, non è credibile che la tesi secondo la quale Netanyhau sapeva cosa sarebbe avvenuto e non ha mosso un dito. Un’idiozia messa in giro da chi non ha altri modi per colpire Israele. E’ invece vero il fatto che gli israeliani non andranno mai più via dalla Striscia di Gaza. Almeno questo è il nostro punto di vista. Lo hanno fatto una prima volta e abbiamo visto com’è finita. Per la cronaca, nel 2005 gli israeliani si sono ritirati dalla Striscia di Gaza, smantellando i 21 insediamenti e ritirando le forze militari che tenevano in questa zona del Medio Oriente. Hanno commesso un errore gravissimo del quale si sono pentiti amaramente, se è vero che due anni dopo o giù di lì Hamas, con alle spalle l’Iran, ha preso il controllo della Striscia di Gaza. Da allora ad oggi Hamas ha lanciato all’indirizzo di Israele migliaia e migliaia di razzi. Se gli israeliani non si fossero dotati di una delle migliori difese aeree del mondo a quest’ora non esisterebbe più. Questo è uno dei motivi per i quali, sempre a mio modesto avviso, Netanyahu potrebbe rivincere le elezioni. Perché per gli israeliani il controllo di Gaza è ormai una questione esistenziale. Poi, si sa, tutto è possibile, anche altri errori.
Un eventuale accordo fra Trump e Xi Jinping oltre risolvere la questione Taiwan e a porre fine alle guerre in Iran e in Ucraina aprirebbe anche una stagione di pace e prosperità nel mondo compreso il Medio Oriente
Questo spiega perché, da quando è iniziata la guerra tra Iran da una parte (sostenuto da Cina e, in parte, dalla Russia) e americani e israeliani dall’altra parte, Israele non ha mai smesso di tenere sotto scacco la Striscia di Gaza: perché non deve dare il tempo ad Hamas di riorganizzarsi. Lo stesso discorso vale per il Libano: Israele tiene sotto scacco una parte di questo Paese per non dare la possibilità ad Hezbollah di riorganizzarsi. Israele non può più permettersi di essere bombardata da Gaza e dal Libano. Punto. Mentre in queste ore il presidente americano, Donald Trump, sta provando a convincere il leader della Cina, Xi Jinping, a mollare il regime teocratico iraniano, lo scenario non cambia. Riusciranno Trump e Xi Jinping a trovare un accordo su Taiwan, sull’Iran e sulla guerra in Ucraina? Non è da escludere: la Cina non può permettersi di perdere Taiwan e vuole che la Russia, alleato di ferro del Dragone, vinca la guerra in Ucraina. Trump chiede la fine del regine teocratico iraniano. (qui un articolo). Non ci sembra un accordo impossibile, anche ‘limando’ qualche asperità.
Con l’eventuale accordo tra USA e Cina ne uscirebbero sconfitti i globalisti, in testa la fallimentare e guerrafondaia Unione europea dell’euro. Lo ‘scoop’ sugli attacchi di droni russi in Europa…
Quanto a Gaza, lì dovranno convivere ebrei e palestinesi. Impossibile? Non più. Oggi solo l’Islam sciita vuole l’annientamento di Israele, i sunniti non sono più così oltranzisti: anzi. Gli sciiti, nel mondo islamico, sono una minoranza: importante ma pur sempre minoranza. Senza il regime iraniano alle spalle Hamas e Hezbollah uscirebbero indeboliti. Sconfitti no, ma indeboliti sì. Con l’eventuale accordo tra America e Cina finirebbero le guerre nel Golfo e in Ucraina e si aprirebbe una stagione di prosperita, anche in Medio Oriente. Ad essere sconfitti sarebbero i globalisti, in testa l’Unione europea dell’euro che ha messo in giro lo ‘scoop’ sull’attacco dei russi con i droni a Italia, Francia e Spagna (qui un articolo). E l’ha fatto proprio perché teme, non a torto, di venire ‘schiacciata’ da un accordo USA-Cina. Ebbene, se la Ue uscirà sconfitta ce ne faremo una ragione, perché a vincere saranno i cittadini europei. La stragrande maggioranza dei cittadini europei, infatti, non vede l’ora di liberarsi dell’attuale fallimentare e guerrafondaia oligarchia che governa ciò che resta dell’Unione europea.
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