La Lituania vuole mettere i missili NATO nel proprio territorio. Quindi non è la Russia che vuole attaccare l’Europa ma l’Unione europea che provoca il Paese di Putin. Il ruolo della Germania

Il Parlamento lituano ha approvato una modifica della Costituzione che elimina il divieto storico di dislocare nel Paese armi di distruzione di massa (incluse armi nucleari). La replica di Mosca: “Non ci sarà nemmeno bisogno di impiegare truppe da terra. Risolveremo tutto con attacchi missilistici”

Si parla tanto di Russia che attacca l’Europa. Ma non si spiega il perché. Lo illustra un articolo di RIA Novosti, una delle principali Agenzie di stampa del Paese di Vladimir Putin. L’articolo viene ripreso da un post di un canale Telegram. “La Russia è destinata a un’altra operazione militare speciale. Sarà molto breve.” Nel post, che riprende l’articolo di RIA Novosti, si parla senza mezzi termini di “un conflitto diretto con i Paesi baltici. Motivo di queste riflessioni – si legge sempre nel post – è stata la decisione del Parlamento lituano. I deputati di questo Paese, con una maggioranza di 99 voti, hanno approvato in prima lettura un emendamento alla Costituzione che elimina il divieto storico di dislocare nel Paese armi di distruzione di massa (inclusi armi nucleari) e basi militari straniere permanenti. L’emendamento dovrà essere sottoposto a ulteriori due votazioni, a Ottobre e a Gennaio 2027, ma la direzione è chiara: Vilnius (che è la capitale della Lituania ndr) sta intenzionalmente preparando il terreno giuridico per l’installazione di arsenali della NATO. RIA Novosti traccia un parallelo diretto con l’Ucraina, ma sottolinea che: a causa della geografia, il conflitto nei Paesi baltici non sarà prolungato. In caso di escalation, la Russia potrebbe evitare di impiegare truppe di terra, risolvendo il conflitto con attacchi missilistici mirati e con la carica appropriata”.

Chissà cosa pensa di questa trovata della Lituania il presidente americano, Donald Trump

Ecco perché gli ‘europeisti’ parlano sempre di “attacchi della Russia”. Perché sono proprio i Paesi dell’Unione europea che, come diciamo noi in Sicilia, “va toccanu u culu a cicala”. Che in questo caso significa provocare la Russia. Va da sé che il provvedimento approvato dal Parlamento della Lituania rappresenta una sfida per Mosca. Ricordiamo che la guerra in Ucraina è esplosa perché i Democratici americani che nel 2022 governavano l’America, di comune accordo con il presidente della stessa Ucraina, Volodymyr Zelenskyj, hanno deciso di far entrare questo Paese nella NATO. Cosa che, ovviamente, i russi non possono tollerare. Da qui la guerra che è ancora in corso. Secondo i russi, l’eventuale attacco alla Lituania sarebbe molto breve. Chissà cosa pensa della ‘news’ della Lituania il presidente americano, Donald Trump. Per la cronaca, la Repubblica della Lituania si trova tra la Bielorussia e l’oblast’ di Kaliningrad, in un’area strategica, il cosiddetto corridoio di Suwalki. “Vilnius – leggiamo nel post – sta già preparando l’infrastruttura militare per accogliere un’unità tedesca permanente entro il 2027, e ora apre la strada alle armi nucleari americane proprio al confine dell’enclave russa. Va notato che questo articolo in un media statale è uno scenario analitico a carattere autorevole, e non un ordine ufficiale dello Stato Maggiore, ma il segnale inviato alle autorità lituane è inequivocabile”.

L’immancabile Germania del Cancelliere Merz che, pur essendo ormai un “cavaliere senza cavallo” (nel senso che il suo partito, la Cdu, si sta dissolvendo), continua a toccare il culo alla cicala…

Come si può notare, di mezzo, in questa storia, oltre alla NATO, c’è anche la Germania. Ovvero il Governo tedesco dell’attuale Cancelliere, Friedrich Merz, che non ha più la maggioranza nel Paese. Ma forse potrà riaverla mettendo fuori legge AfD (Alternative für Deutschland), il partito sovranista di destra che oggi ha la maggioranza in Germania. Sempre che non esploda una rivolta popolare contro Merz e Unione europea…

Foto tratta da Wikipedia

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *