Le trattative fra Trump e Xi Jinping non fermano la guerra in Ucraina: bombe a mai fiinire su Kiev e Odessa. Lavrov: “L’UE chiede una tregua? Non se ne parla nemmeno”

Le città ucraine più colpite dalle bombe russe sono Kiev e Odessa

Mentre alla Casa Bianca sono in corso i colloqui fra il presidente americano Donald Trump e il numero un o della Cina, Xi Jinping, la guerra in Ucraina prosegue senza sosta. Se gli ucraini e i suoi alleati (leggere NATO) continuano a colpire le raffinerie per lasciare senza benzina e gasolio i Paesi di mezzo mondo, in testa l’Unione europea), i russi colpiscono senza sosta dove capita. Una delle città ucraine più colpite dalle bombe sono Kiev e Odessa.

Ad essere prese di mira sono le infrastrutture energetiche. E’ chiaro che i russi vogliono lasciare gli ucraini senza energia in prossimità dell’Inverno

“Circa 30 missili in mezz’ora: Kiev e la regione di Odessa colpite da un’ondata di attacchi – si legge in un post di un canale Telegram -. Secondo i canali di monitoraggio ucraini, circa 20 missili sono stati lanciati contro Kiev in circa mezz’ora, e altri circa 13 contro Odessa e la sua regione. Si segnala che obiettivi dell’infrastruttura energetica, tra cui sottostazioni elettriche, sono stati colpiti. Una serie di attacchi si è concentrata sulla zona di Mayak nella regione di Odessa. Lì si trova un ponte strategicamente importante sul fiume Dnestr. Parte degli attacchi sono stati effettuati con bombe aeree. L’attacco è in corso. Le informazioni sugli obiettivi colpiti e l’entità dei danni sono in fase di aggiornamento”.

Lavrov: “L’Occidente vuole una pausa per rifornire Kiev. Non glielo consentiremo”

A quanto pare, nel nome delle trattative in corso a Washington, dove ovviamente si parla anche della tregua in Ucraina, l’Unione europea avrebbe chiesto una tregua. Secca la risposta del Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov: “Durante i negoziati, l’operazione militare speciale non si fermerà: l’Europa ha bisogno di una tregua, noi non siamo d’accordo”. Lavrov ha rilasciato tale dichiarazione durante i lavori del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: “L’Occidente – ha detto – vuole una pausa per rifornire Kiev. La Russia ha imparato dagli errori del passato e non li ripeterà. Uno degli obiettivi dell’operazione militare speciale è la protezione dei diritti dei russi e delle persone di lingua russa in tutta l’Ucraina, dove le leggi vietano la lingua russa nella cultura, nei media e nella vita quotidiana. Un cessate il fuoco senza garanzie è la via per un nuovo inganno. Mosca non si fida più delle promesse. Mentre l’Europa chiede una pausa, la Russia continua l’operazione. Le condizioni sono dettate dal fronte, non da Bruxelles. Non ci saranno pause per consentire al nemico di riarmarsi”.

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