Ma come si permette l’Etna con i suoi ignobili fumi che oscurano il cielo di ‘imprigionare’ per tre giorni forse addirittura per quattro giorni il ‘divo’ Carlo Calenda?

di Giulio Ambrosetti

Un conto è bloccare la gente comune. Ma ‘a Muntagna’ non può impedire all’ex Ministro del Governo Renzi, oggi leader di Azione, di tornare a Roma. Intollerabile!

Signori, facciamo qualcosa. Qui in Sicilia non possiamo restare insensibili al ‘grido di dolore’ di Carlo Calenda, già Ministro del Governo di Matteo Renzi, quello bravo, così bravo che si è perfino sbafato l’Autonomia finanziaria della nostra Regione ai tempi di Rosario Crocetta e del PD al Governo dell’Isola, che Iddio li abbia sempre il gloria. Ebbene che sta succedendo? Sta succedendo che la ‘Colonna del cielo’ della quale Pindaro era innamorato con i suoi fumosi fumi ha imprigionaato a Catania niente poco di meno che il citato Carlo Calenda. La storia è nota: da quando politci e affaristi hanno deciso di vendere l’eroporto Fontanarossa di Catania, l’Etna, contrarissima a tale ennesimo atto di ascarismo, si è messa di traverso e ha cominciato a sbuffare. Quella di questi giorni è la terza sbuffata nel giro di un paio di mesi. E quando ‘a Muntagna’ – così la chiamano a Catania e dintorni – sbuffa, l’aeroporto etneo chiude, perché, tecnicamente parlando, non si vede un cazzo e c’è anche il pericolo che si incasinino i motori degli aerei.

L’ultima fatica letteraria gli andò di traverso!

Ma questa volta ‘a Muntagna’ raccomandata da Pindaro l’ha fatta grossa: da tre giorni, forse quattro con oggi se i fumi non si diraderanno, oltre a bloccare i comuni mortali, l’Etna ha bloccato anche il ‘divo Calenda’, piombato nella nostra Isola per presentare la sua ultima fatica letteraria. Non sia mai! Veramente dobbiamo vivere una livella in salsa sicula? “La Sicilia è trascurata come un Paese da terzo mondo”, dice il leader di Azione, nato a Roma ma eletto in Parlamento dai siciliani abituati a votare i cosiddetti ‘paracadutati’ dai partiti. Come tutte le comunità alienate, la comunità siciliana, ad ogni campagna elettorale per le elezioni politiche nazionali, ama mandare a Roma soggetti che nulla hanno a che vedere con la nostra Isola.

I vulcani possono bloccare i voli in tante parti del mondo ma, perbacco!, non in Sicilia, perché noi siamo speciali, come la nostra Autonomia svenduta dagli ‘ascari’

Ma il tema, oggi, non è questo. Da tre, forse da quattro giorni l’Etna ha imprigionato un ‘pezzo grosso’ della politica-politicante nazionale: e questo è intollerabile! Certo, i fumi vulcanici che bloccano i voli sono comuni ad altri aeroporti di mezzo mondo costruiti in prossimità dei vulcani. Succede in Indonesia, nell’aeroporto Internazionale Soekarno-Hatta di Giacart; in Islanda, nell’aeroporto di Keflavík e nell’aeroporto di Reykjavík; in Giappone, nell’aeroporto di Kagoshima; nelle Filippine, nell’aeroporto Internazionale di Manila-Ninoy Aquino; in Messico nell’aeroporto Internazionale di Città del Messico (AICM). Ma in Sicilia no: questo non deve succedere, soprattutto quando Carlo Calenda si trova a Catania. Signora Muntagna: la smetta, per favore! Questa è ormai malacrianza!

Capite o no il ‘dramma’ per Roma e per il Parlamento nazionale: tre giorni, forse quattro giorni senza Calenda. Inammissibile!

Ma voi riuscite a immaginare quale dramma, quale dolore, quali immani e indicibili sofferenze per Roma e per il Parlamento italiano che si ritrovano a vivere tre giorni, forse addirittura quattro giorni senza Calenda? E allora, a questo punto, per un cornuto un cornuto e mezzo: poiché è intollerabile che Calenda rimanga ‘imprigionato’ a Catania, anche se il Catania, giusto giusto, è andato a vincere fuori casa, beh, il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, firmi subito un bel decreto presidenziale per abolire l’Etna, alla faccia di Pindaro e così chiariamo una volta per tutte se, come si sussurra da un po’ di tempo, Empedocle si sia gettato nel cratere del vulcano per diventare immortale con tutti i sandali di bronzo…

P.s.

Così, pi sapirini parrari: onorevole Calenda, è stato avvertito che anche a Palermo esiste un aeroporto? Non ci crederà: nella “Sicilia da terzo mondo” ci sono perfino i pullman che da Catania arrivano a Palermo e viceversa, nonostante i disastri dell’autostrada Palermo-Catania gestita dallo Stato…

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