Proviamo a illustrare con parole semplici perché con il solito ricorso al credito d’imposta hanno rotto abbondantemente la minchia

di Giulio Ambrosetti

Ricorda che a te i soldi servono subito e non il prossimo anno. E ricorda pure che il prossimo anno potrebbero appiopparti nuove tasse e nuove imposte o aumentarle

C’è un’emergenza economica che colpisce, ovviamente, le categorie imprenditoriali più deboli e meno protette. Cosa fanno? Una legge o un decreto intervenendo con il credito d’imposta. Di che si tratta? Semplice: a te mancamo i soldi perchè, da agricoltore o da autotrasportatore, per lavorare devi spendere più di quello che guadagni? E loro ti dicono: tranquillo, continua a lavorare, il prossimo anno paghi meno tasse. Facendo finta di non capire che a te i soldi servono subito. Tu – sbagliando – continui a lavorare rimettendoci e indebitandoti. L’anno successivo, quado arriva il credito d’imposta, ti hanno appioppato nuove tasse o nuove imposte, o hanno aumentato le tasse e le imposte che paghi: e ti hanno fottuto. Morale: quando ti propongono il credito d’imposta mandali a quel paese e continua a protestare in piazza!

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