L’ANALISI/ Elezioni suppletive di Reggio Calabria: il dato politico è la sconfitta del centrosinistra. Vannacci non ha perso ma il centrodestra potrebbe vincere le prossime elezioni politiche senza di lui

di Giulio Ambrosetti

La realtà che viene fuori da questo voto parziale è molto più complessa di come viene rappresentata

Ho letto una ventina di articoli sui risultati elettorali di Reggio Calabria. C’è un coro quasi unanime: Futuro Nazionale del Generale Roberto Vannacci ha perso. Mentre il centroestra di Giorgia Meloni ha vinto. Ed è anche logico: questo nuovo soggetto politico dà fastidio al centrodestra e anche al centrosinistra e tutti sono contenti di abbandonarsi alle tranquillizzanti quanto raffazzonate analisi più o meno politiche. Ma le cose stanno veramente così? I dati del voto di Reggio Calabria, in realtà, raccontano una storia un po’ più complessa. Proviamo a illustrarla senza la pretesa di conoscere la verità dei fatti.

Una grande astensione solo in parte giustificata

Il primo elemento che salta agli occhi è l’elevatissima astensione: alle urne si è recato poco più del 20% degli elettori aventi diritto. Ciò significa che ha votato meno di un elettore su 4. In parte, ma solo in parte, la grande astensione è giustificata dalla natura particolare di questa competizione elettorale: si votava perché un parlamentare nazionale di centrodestra – Francesco Cannizzaro – si è dimesso perché eletto Sindaco della città. Da qui le elezioni suppletive in questo collegio elettorale per sostituirlo. Un appuntamento elettorale minore, peraltro, per eleggere un parlamentare nazionale che rimarrà in carica pochi mesi, dal momento che il prossimo anno si andrà al voto per le elezioni politiche, con molta probabilità nella prossima Primavera. Ma questo non giustifica un’astensione dal voto così marcata. E’ inutile nasconderlo: la politica italiana oggi genera disaffezione. Se volete approfondire i particolari di questa competizione elettorale potete leggere altri articoli (eccone uno). A me interessa segnalare ai lettori il dato tecnico-politico di questo particolare voto che ha visto, per la prima volta, la partecipazione di Futuro Nazionale del Generale Vannacci. Per il leader di Futuro Nazionale, come proverò a illustrare, il dato è tutt’altro che negativo.

Lo scontro fra “truppe cammellate” di centrodestra e centrosinistra

L’altissima astensione ci dice che alla stragrande maggioranza dei cittadini di Reggio Calabria di questo appuntamento elettorale non gliene poteva fregare di meno. E infatti, come già accennato, ha votato poco più del 20 degli elettori aventi diritto. Ciò significa che hanno votato, in massima parte, elettori molto legati al centrodestra e al centrosinistra. Il centrodestra ha raggiunto il 51% circa; il centrodestra si è fermato al 36% circa. Futuro Nazionale di Vannacci ha raggiunto poco meno dell‘11%. Si può parlare di sconfitta di Vannacci? A mio modesto avviso, no. E illustro anche il perché. Cominciamo ad analizzare i voti raccolti da centrodestra e centrosinistra. I voti presi dal centrodestra e dal centrosinistra a Reggio Calabria sono voti da “truppe cammellate”. In politica le parole “truppe cammellate” stanno a significare gruppi di sostenitori, militanti e quindi anche elettori mobilitati in modo non spontaneo, spesso organizzati o dai partiti, o da correnti di partiti per riempire le piazze, partecipare a manifestazioni e naturalmente per votare. In questa gara elettorale tra “truppe cammellate” ha vinto nettamente il centrodestra. Ciò significa che a Reggio Calabria il centrosinistra è perdente, perché le “truppe cammellate” sono spesso lo specchio della forza di un partito o di uno schieramento politico. Non è una cosa da sottovalutare: anzi.

Reggio Calabria non è più la città del “Boia chi molla”

Insomma, il vero dato politico di queste micro-elezioni è secca sconfitta del centrosinistra. Se Reggio Calabria fosse ancora la città della rivolta del “Boia chi molla”, anni 1970-1971, il risultato sarebbe giustifcato, perché la rivolta sociale di quegli anni fu di destra. Ma non è più così, perché Reggio Calabria non è un’enclave di centrodestra, ma una città nella quale, per anni, ha amministrato il centrosinistra. Anche se ha votato poco più del 20% degli elettori, ebbene, la sconfitta, per il centrosinistra, è cocente. Perché perdere in un scontro fra “truppe cammellate” significa che c’è uno scollamento sociale tra lo schieramento politico che ha perso – in questo caso il centrosinistra – e il proprio elettorato ‘forte’ che, vuoi o non vuoi, è comunque legato alla logica ‘cammellata’.

Gli elettori liberi, che in questa micro-competizione sono stati pochi, hanno scelto in larga maggioranza il candidato di Vannacci

‘Infilare’ in questa sconfitta anche il partito di Vannacci è una forzatura. Il candidato di Futuro Nazionale, come già ricordato, ha preso quasi l’11%. Poiché si è trattato di una competizione elettorale caratterizzata da uno scontro fra ‘truppe cammellate’ di centrodestra e centrosinistra, non è esagerato affermare che la stragrande maggioranza degli elettori di Reggio che si è recata alle urne senza essere condizionata da centrodestra e centrosinistra ha scelto Futuro Nazionale. Poiché alle prossime elezioni politiche nazionali il numero degli elettori che si recherà al voto dovrebbe almeno raddoppiare, passando da poco più del 20% al 40-45%, non è da escludere che una parte non secondaria del voto libero da condizionamenti possa premiare il partito del Generale Vannacci, che potrebbe attestarsi tra il 14% e il 18%.

Il possibile errore di valutazione politica del leader di Futuro Nazionale

Dove sbaglia, a nostro avviso, il leader di Futuro Nazionale? Sbaglia quando afferma assiomaticamente che il centrodestra non potrà fare a meno del suo partito. Certo, potrebbe essere così. Ma potrebbe anche non essere così. Se il Parlamento nazionale approverà la nuova legge elettorale, lo schieramento vincente, per conquistare il premio di maggioranza, dovrà raggiungere il 42%. Vannacci non sta mettendo nel conto un elemento che invece comincia piano piano ad emergere: il possibile naufragio politico ed elettorale del centrosinistra. Un’esagerazione? Nient’affatto.

Se franerà il centrosinistra, il centrodestra raggiungerà agevolmente il 42% anche con Futuro nazionale al 14-16%

Il centrosinistra, o ‘Campo largo’ del centrosinistra è incredibilmente diviso sulla politica estera, ha follemente criticato l’eliminazione del bollo auto che milioni di automobilisti attendevano da anni, sostiene il retaggio fascista del salario minimo (che Mussolini e i suoi Ministri definìrono “minima paga”, provvedimento che fu un grande fallimento del regime) e continua a sostenere l‘imposta patrimoniale in modo poco chiaro (non si capisce se i proprietari di case verrebbero esentati, con il dubbio di una nuova IMU strisciante…). Poi, ciliegiena sulla torta, i ‘capi’ di questo schieramento politico sono sempre più divisi sul candidato premier. Il tutto con mezzo PD che tentenna sul Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte e con l’altra metà del partito che tentenna sulla segretaria Elly Schlein. Più che uno schieramento politico il centrosinistra è qualcosa che somiglia molto a un’armata Brancaleone. Che alle prossime elezioni politiche potrebbe non andare oltre il 31-32%. Mentre il centrodestra potrebbe raggiungere il 42% anche con Futuro nazionale al 14-16%.

Pensate un po’: Matteo Renzi nello stesso schieramento politico di Giuseppe Conte. Due opposti insieme! Ma che credibilità può avere un simile schieramento politico?

Cosa stiamo cercando di dire? Semplice: che il centrosinistra italiano, dal 2014 ad oggi, presenta sempre le stesse facce. In questo partito è tutto vecchio, trito, ritrito e superato. Addirittura vorrebbero intruppare Matteo Renzi e i suoi parlamentari, magari da candidare nel PD. Sì, avete letto bene: Renzi nello stesso schieramento dove c’è Conte che, nel 2021, è stato ‘disarcionato’ da Palazzo Chigi proprio dallo stesso Renzi! E che dire dell’Alleanza Verdi e Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni che predicano ancora il ‘Green Deal’ dopo i danni che questa follia demenziale pseudo-ambientalista ha prodotto in tutta Europa? Dire che gli esponenti del ‘Campo largo’ si stanno auto-ingabbiando nelle contraddizioni politiche è il minimo. Questi signori del centrosinistra sono così presi dall’ansia da ‘poltronite’ che non si accorgono nemmeno di essere diventati una sommatoria informe di debolezze politiche. E in politica, soprattutto al momento del voto, dalla somma di più debolezze non si ottiene quasi mai una forza…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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