Senza accordo sull’Iran fra America e Cina sarà il finimondo: caos nella stessa ex Persia, caos a Taiwan, guerra in Ucraina senza fine, benzina e gasolio oltre 3 euro/litro e prezzo del gas alle stelle

di Giulio Ambrosetti

Senza intesa su Teheran fra Trump e Xi Jinping il caos nel mondo sarà totale. Ma non fra tre mesi, ma tra qualche settimana

Mentre la ‘Grande informazione’ continua ad attaccare Donald Trump, perché ha messo alla porta alcuni media, la realtà della guerra del Golfo o non viene raccontata, o viene deformata. Pur di andare contro l’attuale presidente americano, che sta facendo ‘un mazzo così’ al sistema globalista, va bene anche il sostegno strisciante all’Iran. Ma i fatti, alla fine, presentano il conto lo stesso. E i fatti raccontano che la stretta economica, finanziaria, commerciale e soprattutto bancaria operata dal Governo federale USA sta mettendo alle corde l’Iran. Con effetti pesanti nel resto del mondo, soprattutto in Europa. Come abbiamo scritto più volte, la guerra nel Golfo e la guerra in Ucraina sono simmetriche. L’eventuale accordo tra America e Cina metterebbe la parola fine alle due guerre. In assenza di questo accordo lo scenario si complicherà. Facciamo un esempio semplice. In queste ore in Italia monta il caos per il caro carburanti. Manifestazioni, blocchi stradali. Se non interverrà, a breve, un accordo tra americani e cinesi il prezzo di benzina e gasolio schizzerà oltre 3 euro/litro. Ma non fra tre o quattro mesi ma nel giro di qualche settimana. In Europa, piaccia o no, si fermerà l’economia. Proviamo a illustrare quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere.

La verità che stretta bancaria operate dagli USA in Iran ha messo alle corde questo Paese. Putin l’ha capito, Xi Jinping ancora no

Come abbiamo raccontato il 19 Agosto scorso, per la prima volta nel mondo gli americani hanno utilizzato le sanzioni bancarie per colpire un Paese (qui il nostro articolo). Fuori dall’area del dollaro statunitense i Paesi che effettuano pagamenti con l’Iran o che ricevono pagamenti dalla stessa ex Persia. Poiché oltre 50 Paesi del mondo non possono fare a meno del ricco mercato americano per vendere i propri prodotti, l’Iran si ritrova praticamente isolato. Il discorso vale anche per Cina e Russia. I russi possono fare a meno del mercato americano, perché il leader di questo Paese, Vladimir Putin, non è mai caduto nella ‘trappola’ della globalizzazione economica. La stessa cosa non si può dire per la Cina, che non può fare a meno del mercato americano per vendere i propri prodotti. Gli iraniani possono ricevere solo aiuti gratuiti. Cosa che Cina e Russia fanno da quando è iniziata la guerra nel Golfo. Ma questo ha un costo notevole per cinesi e russi. Putin ha capito che, senza intesa tra Cina e America, succederà un gran casino. Il leader cinese, invece, cotinua a tirare la corda.

I possibili termini dell’accordo USA-Cina

Non sappiamo che effetti ha sortito la visita del leader cinese, Xi Jinping, a Washington. Quello che sappiamo è che sul tappeto c’erano varie questioni. Due fra tutte: la richiesta cinese di stop alle armi a Taiwan; la richiesta americana di smantellamento del regime teocratico iraniano. Per la cronaca, la Cina è il più importante alleato e sostenitore dell’Iran. Il presidente americano Trump ha messo nel piatto della bilancia anche la fine della guerra in Ucraina con la vittoria della Russia, che si terrebbe le regioni russe ucraine, compreso il Donbas (qui il nostro articolo). In cambio, ribadiamo, Trump chiede la fine del regime degli ayatollah, obiettivo che gli americani inseguono dal 1979. Che cosa si siano detti Trump e Xi Jinping e, soprattutto, che accordi avrebbero raggiunto, ammesso che tali accordi siano stati siglati, non lo sappiamo. Qua e là si legge che il leader cinese non ne vuole sapere di mollare l’Iran. Può darsi che sia così. Tutto è possibile.

Senza accordo salteranno anche gli aiuti cinesi e russi all’Iran dal Mar Caspio e dal Corridoio Internazionale Nord-Sud (INSTC)

In questo scenario, per cercare di capire che effetti ha sortito l’incontro tra Trump e Xi Jinping non resta che attendere l’incedere degli aventi. Ciò che si nota è che i ‘capi’ del regime iraniano sembrano in grande difficoltà. Sono loro, e non Trump, ad aver chiesto la tregua, lo sblocco dei fondi iraniani ‘congelati’ e via continuando. Ipotesi rifiutata dal presidente USA. Non solo. Fino ad oggi gli americani non hanno bloccato gli aiuti all’Iran che sono arrivati dal Mar Caspio e dal Corridoio Internazionale Nord-Sud (INSTC) che collega l’Iran con la Russia e la più ampia rete commerciale eurasiatica. Anzi, se proprio la dobbiamo dire tutta, all’inizio questo corridoio lasciato aperto dagli americani sembrava un errore USA (qui un articolo). Poi si è capito che c’era un mezzo accordo tra America da una parte e Cina e Russia dall’altra parte. Insomma, fino ad oggi Trump ha cercato di non far pagare un prezzo altissimo alla popolazione iraniana. In Iran, lo ricordiamo, vivono 92 milioni di persone che, in larghissima maggioranza, subiscono il regime iraniano. Oggi è ancora così? Non lo sappiamo. Ribadiamo: per capire cosa succederà non resta che aspettare l’incedere degli eventi. Questi sono i fatti.

Gli effetti positivi di un possibile accordo America-Dragone

Non resta che esaminare per grandi linee gli affetti: sia gli effetti di un possibile accordo fra America e Cina, sia gli effetti di un mancato accordo tra questi due Paesi. Cominciamo con gli effetti, positivi, di un possibile accordo fra Trump e Xi. Come già accennato, gli USA non forniranno armi a Taiwan, l’isola cinese che vorrebbe diventare indipendente dalla Cina. Trump bloccherebbe la NATO, che non fornirebbe più sostegno all’Ucraina. Finirebbero i bombardamenti alle raffinerie di petrolio in Russia e, in generale, i bombardamenti in Russia. Insomma, finirebbe la guerra in Ucraina con il Paese di Putin si terrebbe le regioni ucraine filo-russe. L’Unione europea e il Regno Unito perderebbero la guerra (e la faccia). In cambio i cinesi dovrebbero abbandonare il regime iraniano che verrebbe sconfitto.

Gli effetti negativi, se non disastrosi, di un mancato accordo USA-Cina sull’Iran

Proviamo a illustrare cosa succederebbe in caso di mancato accordo tra Cina e USA. Come già accennato, gli americani accentuerebbero la pressione sull’Iran, bloccando anche l’ingresso di aiuti cinesi e russi dal Mar Caspio e, soprattutto, dal Corridoio Internazionale Nord-Sud (INSTC). Gli USA fornirebbero armi a Taiwan. La tensione tra il Governo di Taiwan e la Cina arriverebbe alle stelle. Ovviamente il Golfo rimarrebbe chiuso ad opera degli americani, che bloccherebbero anche il petrolio che l’Arabia Saudita riesce ancora oggi a esportare grazie agli americani (qui un articolo). Non sappiamo se i cinesi, attraverso i guerrieri Houthy, chiuderebbero anche lo Stretto di Bab-El Mandeb e, di conseguenza, il Canale di Suez: è quello che si augurano americani e russi il cui obiettivo aggiuntivo, oggi, è quello di ‘strozzare’ ulteriormente l’Unione europea. Ma fino a che punto converrebbe alla Cina chiudere Suez? In Ucraina proseguirebbe la guerra. Gli ucraini, con l’appoggio della NATO, continuerebbero a bombardare le raffinerie di petrolio russo. Oltre a ridurre l’offerta di petrolio nel mondo, con aumenti smisurati del prezzo dello stesso petrolio, che potrebbe arrivare nel gro di qualche settimana a 200 euro/barile, si ridurrebbe anche l’offerta mondiale di benzina e gasolio, i cui prezzi, nell’Unione europea, andrebbero ben al di sopra dei 3 euro/litro. Anche perché Trump bloccherebbe l’export di gasolio americano per calmirare i prezzi interni. Anche il prezzo del gas aumenterebbe a dismisura. La Russia comincerebbe a utilizzare missili molto più potenti di quelli utilizzati oggi con effetti devastanti in Ucraina. Il caos sarebbe totale.

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