di Giulio Ambrosetti

Non sempre i mali vengono per nuocere. Magari i ‘geni’ che governano l’Unione europea cominceranno a rifettere, anche se per loro non è una cosa semplice
Proviamo a scrivere quello che pensiamo sulla nave nave metaniera russa Arctic Metagaz che in queste ore si trova alla deriva nel Mediterraneo, a poche miglia da Malta (foto sopra tratta da Il Mattino di Napoli). La nave trasporta 900 tonnellate circa di gasolio e 700 tonnellate circa di gas liquefatto. La tesi ufficiale è che sia stata colpita dagli ucraini. Vero? Falso? Chissà. A nostro modesto avviso, il punto non è questo. Ciò che conta è quello che potrebbe succedere. Se le circa 900 tonnellate di gasolio finiranno in mare si profilerà un disastro ecologico. Il gasolio in mare è sempre un problema, perché inquina. Diventa un grande problema nel Mediterraneo, mare chiuso. Diventerebbe un enorme problema se il gasolio presente in questa nave dovesse riversarsi in mare a due passi dall’isola di Malta, isola che un tempo faceva parte del Regno delle Due Sicilie, poi finita agli inglesi e oggi Paese autonomo che fa parte dell’Unione europea. Malta vive grazie agli impiati di dissalazione dell’acqua marina. Se il gasolio finisce in mare a due passi dall’isola niente più acqua dissalata per Malta per chissà quanto tempo. Sarebbe un disastro ecologico ed economico.
Piaccia o no, ma una nave metaniera piena di gas è una bomba galleggiante. Se arriva a ridosso di centri abitati diventa un pericolo per la popolazione. Il ricordo dell’incidente nella stazione ferroviaria di Viareggio, nel 2009
Ma questa storia continiene un altro messaggio in codice. Come già ricordato, si tratta di una nave metaniera. Le navi metaniere trasportano il gas liquefatto. Una nave metaniera è una mega bomba galleggiante. Facciamo un esempio semplicissimo. L’esplosione di una bombola di gas provoca la distruzione di una palazzina di due o tre piani. Una nave metaniera contiene un quantitativo di gas pari a svariati milioni di bombole di gas. Basti ricordare cosa avvenne nella stazione ferroviaria di Viageggio il 29 Giugno del 2009, quando esplosero alcuni vagoni carichi di GPL (gas liquefatto). Questo per provare a capire cosa succederebbe se la nave metaniera russa dovesse esplodere. I danni sarebbero enormi: danni all’ecosistema marino con milioni e milioni di pesci uccisi e danni alla flora marina. Se dovesse esplodere a ridosso di Malta i danni non risparmierebbero tale isola. Questo spiega l’allarme che la nave metaniera Artic Metegaz sta provocando.
Se le navi metaniere sono già pericolose, i rigassificatori lo sono ancora di più. Questo spiega le proteste delle popolazioni che non vogliono i rigassificatori sotto casa. Le polemiche sul rigassificatore di Porto Empedocle
Non sappiamo come finirà questa storia, che è molto più grave di come fino ad oggi è stata descritta. Ma non è difficile capire che, in tempi di guerra, le navi metaniere e i rigassificatori, che già sono pericolosi, diventano pericolosissimi. Per un motivo semplice: perché diventano obiettivi sensibili. Se una nave metaniera è una bomba galleggiante, un rigassificatore, dove confluisce il gas liquido delle navi metaniere, è ancora più pericoloso, perché contiene gas pari a miliardi di bombole di gas. I pericoli crescono se il rigassificatore viene realizzato a ridosso dei centri abitati. Non a caso, quando si parla di realizzare un rigassificatore, le popolazioni locali insorgono, perché non lo vogliono, perché sanno che un’eventuale esplosione cancellerebbe il centro abitato e le loro vite in poche frazioni di secondi. Non a caso, nei Paesi civili, i rigassificatori ormai si realizzano in mezzo al mare. A rischiare, in caso di esplosione, è il mare, non i centri abitati e i cittadini che vi risiedono. Non a caso il rigassificatore che avrebbe dovuto vedere la luce in Sicilia, a due passi dal centro abitato di Porto Empedocle, provincia di Agrigento, è di fatto bloccato dopo polemiche che vanno avanti da oltre un quindicennio. Non a caso non mancano le polemiche in altri luoghi dove dovrebbero vedere la luce i rigassificatori.








