di Giulio Ambrosetti

La Guerra nel Golfo e la guerra in Ucraina porteranno in tempi brevi alle stelle il prezzo del petrolio
L’eliminazione del bollo per le auto di piccola e media cilindrata e per le moto da parte del Governo di Giorgia Meloni ha una doppia motivazione. La prima è un segnale elettorale che la premier italiana di centrodestra lancia ai cittadini: le opposizioni di centrosinistra chiedono un’imposta patrimoniale e noi invece riduciamo la pressione fiscale. Ma c’è una seconda motivazione, forse un po’ meno positiva per i cittadini italiani, legata alla guerra nel Golfo e alla guerra in Ucraina. Sono due guerre che, per motivi diversi, portano a un aumento del prezzo dei carburanti. Vediamo il perché.
A complicare le cose c’è l’ostracimo di America e Russia verso l’Unione europea ultra-liberista e globalista
Iran. Il Golfo è bloccato non dai ‘Guardiani della rivoluzione’ iraniani ma dagli americani. Da lì non passano più navi petroliere iraniane. Contemporaneamente gli alleati dell’Ucraina (leggere NATO con i soldi dei Paesi dell’Unione europea), non potendo fermare il ‘crescendo rossiniano’ dei missili russi su Kiev e dintorni, distruggono le raffinerie di petrolio russo. I due elementi – crisi del Golfo e riduzione del petrolio raffinato russo – sommati all’ostracismo di Stati Uniti d’America e Russia verso l’Unione europea portano matematicamente a un aumento del prezzo del petrolio. L’America di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin, due Paesi divisi su tanti dossier, hanno una cosa in comune: si battono per eliminare la globalizzazione economica. Insieme vogliono polverizzare l’Unione europea ultra-liberista e globalista, contando sull’appoggio della stragrande maggioranza dei cittadini europei. Fare previsioni sull’offerta mondiale di greggio e raffinato è difficile; meno difficile fare previsioni sui prezzi di benzina e gasolio che, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo anno, potrebbero attestarsi intorno a 3 euro/litro. Per il Governo Meloni, anticipare questo scanario con il taglio del bollo è sempre qualcosa.
Il caos che si determinerà per il caro-carbranti avvantaggerà il Generale Vannacci. Un po’ di ‘bordello’ elettorale lo provocherà anche Fabrizio Corona con il suo nuovo soggetto politico
Resta da capire come si comporteranno gli elettori italiani con benzina e gasolio a circa 3 euro/litro. Certo, il Governo Meloni potrebbe trovare qualche soluzione per abbassare un po’ il prezzo. Ma non saranno grandi cose, perché tutta l’Unione europea è ormai presa di mira da americani e russi. Non crediamo che, alle elezioni politiche del prossimo anno, ad avvantaggiarsi sarà il centrosinistra, schierato per il proseguimento della guerra in Ucraina. Non parliamo del Governo Meloni, che ha addirittura chiuso ad alleanze con le forze politiche contrarie all’Ucraina. Alla fine il caos che si determinerà tra crisi dell’Unione europea e aumento del prezzo dei carburanti avvantaggerà ‘Futuro Nazionale’ del Generale Roberto Vannacci. Attenzione anche la nuovo soggetto politio di Fabrizio Corona, ‘Per la Verità’, che potrebbe togliere altri voti a centrodestra e centrosinistra.



