
Infatti c’è un piccolo ‘dettaglio’: queste isole appartengono al Regno Unito, che le ha già difese proprio da un attacco argentino tra Aprile e Giugno del 1982
In effetti si sentiva la mancanza di una nuova guerra. Ucraina, Iran e, in generale, i conflitti in Africa non bastano ancora. A dare nuovo fuoco alle polveri (da sparo) stanno pensando Argentina e Regno Unito, che da decenni duellano per le isole Falkland. Javier Gerardo Milei, presidente dell’Argentina da tre anni, avrebbe inviato al Congresso Nazionale dell’Argentina – che è il Parlamento del suo Paese – un progetto di legge che prevede una condanna a venti anni di carcere per chi utilizza le trivelle nel mare delle isole Falkland. Alla galera si sommano le multe. Insomma, per cercare idrocarburi nel mare di queste isole bisogna chiedere l’autorizzazione al Governo argentino. Possibile?
I maligni sussurrano che ci potrebbe essere lo zampino di Mosca. O di Washington. O di entrambi?
L’iniziativa di Milei è un po’ bizzarra, dal momento che queste isole, fino a prova contraria, appartengono al Regno Unito. Certo, sono un retaggio del colonialismo inglese in Argentina, cosi come le città spagnole Ceuta e Melilla, in Marocco, sono retaggi del colonialismo spagnolo in Africa. Il problema è che gli inglesi si sono già incazzati e hanno fatto sapere che le parole del presidente dell’Argentina non contano nulla. “Londra – si legge in un post di un canale Telegram – ha già pubblicato una guida in cui afferma che la legge argentina non si applica in quelle zone e ha promesso di proteggere le aziende”. Insomma, potrebbe scoppiare la prima grana per il nuovo premier laburista del Regno Unito, Andrew Murray Burnham, detto Andy. Ricordiamo che, nel 1982, l’Argentina rivendicò queste isole, provocando una guerra contro il Regno Unito (qui un articolo). Vinsero gli inglesi due circa due mesi di guerra. Ci si chiiede: chi ha interesse, in questo momento, a mettere un po’ di ‘inferno’ a Londra? La Russia di Vladimir Putin? L’America di Donald Trump? Entrambi?



