I russi? Hanno già vinto la guerra in Ucraina. Non sono coglioni e la faranno pagare all’Unione Europea, altro che tornare a dargli il gas a basso prezzo! Sì della Cina alla fine dell’UE dell’euro?

di Giulio Ambrosetti

In questa fase il Paese di Putin non ha alcun interesse a forzare la mano su Kiev. Deve continuare a bombardare il Paese di Zelenskyj e a logorare l’Unione Europea

Oggi, Martedì 2 Novembre, proveremo a raccontate quello che non succederà. Cominciamo con la guerra in Ucraina. Qua e là di dice e si scrive di prossimi incontri bilaterali, trilaterali, quadrilaterali, pentalatelati e bla bla bla tra russi, americani, ucraini, ‘europeisti’ e chi più ne ha più ne metta. Tutte minchiate solenni. Vladimir Putin non incontrerà mai Volodymyr Zelenskyj. Non c’è alcuna trattiva per la pace in Ucraina. Per un motivo semplicissimo: perché i russi hanno già vinto la guerra. Se non forzano è perché, in questa fase, non hanno alcun interesse a mettere la parola fine al conflitto in corso. Per due buoni motivi. Illustriamoli per grandi linee.

Il primo motivo che spiega il perché Mosca non ha interesse a porre fine alla guerra in tempi stretti

Il primo motivo è legato al fatto che, dopo quasi cinque anni di guerra, l’economia russa è ormai diventata, per l’appunto, un’economia di guerra. Se dovessero interrompere la guerra tutto d’un tratto, gli effetti sociali negativi, nella Russia, sarebbero devastanti. Il Governo di Mosca deve guidare la società russa da economia di guerra a economia di pace. Tale passaggio va fatto gradualmente, dando lavoro a coloro i quali in questo momento sono occupati nella produzione di armi. Per effettare la transizione occorrono tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi o forse più. Il passaggio da economia di guerra a economia di pace potrà essere agevolato se, una volta finita la fase dei combattimenti, i militari russi verranno impegnati nelle zone conquistate. E sarà così.

Il secondo motivo del ‘rallentamento’ russo

Il secondo motivo per il quale i russi debbono rallentare la conquista delle Regioni russe ucraine e proseguire con i bombardamenti non è meno importante del primo. Da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca e ha interrotto i finanziamenti americani all’Ucraina, l’Unione Europea ha fornito armi e un fiume di soldi al regime di Zelenskyj. Con le armi e con i soldi europei (utilizzati dagli ucraini per acquistare altre armi) il regime di Zelenskyj, con la supervisione della NATO, ha ammazzato migliaia e migliaia di giovani russi. I politici europei che pensano e dicono che bisogna porre fine alla guerra in Ucraina, anche dando ragione a Putin, per ricominciare ad acquistare gas russo danno per scontato che i russi dimenticheranno i lutti che hanno subito. Quasi quasi i russi sarebbero dei perfetti coglioni, cioè stupidi, pronti a fornire il gas a prezzi stracciati ai Paesi europei che hanno contribuito ad ammazzare migliaia e migliaia di giovani soldati russi. Chi pensa questo non ha capito molto del carattere dei russi. E ha capito ancora meno di quello che sta avvenendo e di quello che avverrà nei prossimi mesi.

Siamo quasi costretti a dare una notizia agli ‘europeisti’: i russi non sono coglioni. E, soprattutto, non dimenticano. Obiettivo: almeno 10 milioni di profughi ucraini in Europa…

A questo punto siamo costretti a dare una notizia agli ‘europeisti’ e agli stessi europei che detestano l’attuale Commissione europea. I russi non sono affatto coglioni e si vendicheranno. Chi conosce la storia della Seconda Guerra Mondiale, anche per sommi capi, sa che, senza la battaglia di Stalingrado tra l’Estate del 1942 e l’Inverno del 1943, la Germania di Hitler non sarebbe stata sconfitta. I russi non hanno solo una grandissima letteratura, non sono solo dei grandi combattenti ma hanno anche il dono della memoria: non dimenticano. Mai! E non dimenticheranno quello che l’Unione Europea ha fatto alla Russia in questi quasi cinque anni di guerra. Non avranno pace fino a quando non l’avranno fatta pagare all’Unione Europea. In questo momento continiano a bombardare l’Ucraina perché puntano a costringere non meno di 10 milioni di cittadini ucraini a lasciare il proprio Paese per riversarsi in Europa. Obiettivo: ‘incasinare’ ulteriormente l’Unione Europea con un’ondata di profughi. Abbiamo anche il dubbio che lo abbiano capito oltretevere, cioè sulla riva destra del Tevere…

La ‘guerra ibrida’

I russi hanno già cominciato a farla pagare ai Paesi UE con la cosiddetta “guerra ibrida”? Non lo sappiamo. Ma i fatti che sono accaduti in Europa – e che continuano inesorabilmente ad accadere – sono lì, sotto i nostri occhi. I terribili incendi in Spagna, per la precisione in Andalusia, la scorsa Estate. I terribili incendi nella Gironda, in Francia, sempre la scorsa Estate. Due tremendi incidenti ferroviari, sempre in Spagna: il primo ad inizio dell’anno in corso, il secondo nei giorni scorsi. E poi tante cose strane: altri incidenti di qua, altri incidenti di là, fabbriche di armi europee che esplodono (guarda caso producevano armi per l’Ucraina…), alluvioni, siccità e, in queste ore, per la seconda volta, sistemi informatici dei centri commerciali che vanno in tilt e, da zero gradi centigradi, passano, in tempi brevissimi, a 50 gradi centigradi, con danni economici enormi. Nei mesi scorsi questi ‘sbalzi’ di temperatura hanno colpito un Paese UE, nelle ultime ore si sono verificati non abbiamo capito bene se in cinque o sei Paesi dell’Unione Europea. Casualità? Vattelappesca!

Le tesi sull’Unione Europea che Putin e Trump avrebbero illustrato a Xi Jinping

Per la cronaca, non è soltanto la Russia a non amare l’Unione Europea. Anche l’America di Trump, come diciamo noi in Sicilia, mancu babbia (tradotto per i non siciliani: anche l’attuale Governo degli USA non sopporta l’Unione Europea). Chi ha un po’ di memoria ricorderà che il presidente americano, appena si è insediato, alla Casa Bianca, ha definito gli europei “scrocconi”. Ha cambiato idea? A giudicare dai dazi doganali americani sui prodotti europei non sembra proprio. Diamo un’altra notizia che sta sfuggendo alla ‘Grande informazione’ dell’Unione Europea, in queste ore impegnata a denigrare Trump e Israele (in questo caso è corretto parlare di antisemitismo di ritorno, in stile caso Dreyfus). Anche la Cina si è convinta a lavorare per polverizzare l’Unione Europea. A quanto pare, Putin e Trump hanno illustrato a Xi Jinping che la fine dell’Unione Europea dell’euro agevolerà le esportazioni cinesi in Europa. Vediamo il perché.

Con la fine dell’Unione Europea dell’euro la Cina aumenterebbe il proprio export manifatturiero verso l’Europa

Per ora sono 21 su 27 i Paesi UE che hanno aderito alla fallimentare moneta comune europea. Tanto per cominciare – questa la tesi che Putin e Trump avrebbero illustrato a XI Jinping – smembrando l’attuale UE verrebbero meno i dazi doganali che l’Unione Europea ha appioppato alla Cina, soprattutto per colpire le auto cinesi. Non solo. Con la fine dell’Unione Europea dell’euro ogni Paese europeo tornerà ad adottare la vecchia moneta di origine o introdurrà una nuova moneta. I cinesi, per esportare i propri beni, tratteranno con ognuno dei Paesi europei ottenendo condizioni diverse e migliori. Considerando che l’Europa di oggi è in massima parte impoverita e senza energia, con un calo drastico della propria economia manifatturiera causa costi proibitivi dell’energia, la Cina avrebbe buon gioco a piazzare i propri beni manifatturieri, con un importante aumento del proprio export verso l’Europa oggi in parte bloccato dai dazi UE. Sembrerebbe che XI Jinping si sia convinto della bontà della tesi di Putin e Trump.

Fine prima puntata/ continua

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