Come mai non si parla del completamento dello scrutinio del 10% delle schede nelle elezioni iraeliane? Forse perché potrebbe vincere il Likud di Netanyahu?

In ogni caso il 4 Novembre conosceremo i risultati finali della competizione elettorale. Non sono da escludere sorprese

Tutta l’attenzione internazionale di quello che resta dell’Occidente globalista è concentrata sulle elezioni americane di metà mandato o medio termine (Midterm Elections). La speranza dei ‘banditi’ del globalismo è che Donald Trump perda. Che succederebbe se l’accoppiata Democratici americani-Multinazionali, soprattutto farmaceutiche (leggere quelli dei ‘vaccino’ anti-Covid: e biri chi manci!) dovesse conquistare la maggioranza del Congresso e del Senato? Nulla. Trump resterà comunque alla Casa Bianca. I ‘sondaggi’ lo danno perdente. Ma siamo ormai abituati alle balle-sondaggistiche, se è vero che, dal 2016 ad oggi, non ne hanno azzeccata una! L’ultima ‘toppata’ micidiale l’abbiamo registrata nelle elezioni politiche sraeliane, dove i ‘sondaggi’ davano per iper-sconfitto il premier uscente, Benjamin ‘Bibi’ Netanyahu, accusato addirittura di ‘genocidio’! Invece, con il 90% delle schede scrutinate, il partito di Netanyahu, il Lukud, è ancora la prima formazione politica di questo Paese, con 53 seggi su 120. Mentre Yashar, la formazione politica di opposiziine dell’ex generale, Gadi Eisenkot, che secondo i ‘sondaggi’ avrebbe dovuto stravincere, si è fermata a 48 seggi. Cose che succedono.

Con il completamento dello scrutinio i 120 seggi del Parlamento di Israele momentaneamente assegnati verranno rimodulati

Come ho raccontato nei giorni scorsi in un articolo che ho scritto per MediaOnOnline, all’appello mancano ancora le cosiddette “doppie buste”: circa 600-650 mila voti di diplomatici, carcerati e soprattutto militari. Ovviamente, la stragrande maggioranza delle schede in fase di scrutinio fa capo ai militari (il 95% circa). Se ne decuce che l’attuale ripartizione dei seggi presso il Knesset (questo il nome del Parlamento israelinano: foto sopra tratta da Wikipedia) – 53 seggi al Likud di Netanyahu, 48 seggi al partito Yashar di Gadi e 19 seggi ai partiti arabi – è momentanea. Quando il 4 Novembre, cioè fra due giorni, verranno resi noti i risultati dello scrutinio delle “doppie schede”, ebbene, bisognerà rimodulare l’attuale ripartizione dei 120 seggi. Nell’articolo illustro che cosa potrebbe succedere. Partendo la presupposto che, molto difficilmente, gli oltre 500 mila militari israeliani voteranno per i partiti arabi. Morale: con la nuova ripartizione dei seggi le ipotesi sono tre. Prima ipotesi: sia il Likud di Netanyahu, sia Yasher, il partito dell’ex generale Gadi guadagnerebbero seggi ma non ci sarebbe un vincitore con almeno 61 seggi. Seconda ipotesi: vincevebbe l’opposizione dell’ex generale Gadi. Terza ipotesi: rivincerebbe Netanyahu. E’ per la terza ipotesi – la non impossibile vittoria di Netanyahu – che non si parla dello scrutinio delle “doppie schede”?

QUI IL MIO ARTICOLO SU MediaOnOnline

Foto tratta da Facebook

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