di Andrea Piazza

Commento a un video
Voglio ripartire da una riflessione politica giornaliera delle amiche che stimo, Lucia Pinsone e Rita Giudice. (qui il VIDEO di Lucia Pinsone e Rita Giudice). Trovo l’analisi di Lucia, unitamente all’esercizio del diritto di critica, assolutamente pertinente. Per correttezza espositiva, anche per chi si avventurerà nella lettura della mia riflessione, voglio ribadire sin da subito che condivido in generale l’imprinting della linea politica tracciata da Cateno De Luca. Non tutto in assoluto (…scherzo… anche il Vangelo necessita di passaggi interpretativi…), a titolo indicativo al suo posto tenderei a sfumare talune posizioni, ad iniziare dalla critica in casa altrui come in relazione al messaggio politico in contrapposizione verso il movimento politico del Generale Roberto Vannacci.
Il punto di confronto dovrebbe restare sul merito
La nostra politica dovrebbe tendere a superare il così detto “fuoco di sbarramento”. Dobbiamo rieducarci. Dopo la caduta (indotta in linea ad un certo europeismo) della classe politica della Prima Repubblica, siamo entrati in una insana polarizzazione mentre il dialogo dovrebbe essere la merce del confronto propositivo, più sintonizzato sul merito che versus la persona. Dovremmo volgere lo sguardo in CASA NOSTRA (non disdegnando mai diversamente la critica). Il punto di confronto dovrebbe restare esclusivamente il merito, visto che la vita quotidiana ci insegna che non esistono soltanto due colori e/o soggetti politici con la verità sempre in tasca. È evidente una stanchezza collettiva che ha sfiancato gli elettori, alimentati giornalmente con il sondino dello slogan, prevalentemente becero, condannando noi tutti ad una comunicazione mordi e fuggi.
“Abbiamo bisogno di un “siculo” che rispecchi la nostra storia stratificata di popolo”
Senza scomodare nostro Signore Gesù Cristo, siamo quasi tutti consapevoli che la perfezione non è di questo mondo. Per noi siciliani dovrebbe essere fondamentale la ricerca del candidato più qualificato per la corsa alla Presidenza della Regione Siciliana. A mio avviso, il primo elemento necessario dovrebbe essere un candidato con personalità dinamica, intriso da spirito identitario, alias per sintetizzare “sovranista nell’animo”. Abbiamo bisogno di un “siculo” che rispecchi la nostra storia stratificata di popolo. Sotto tale profilo, il Sindaco Cateno, anche con le ultime dichiarazioni ad effetto per eventuali nomine assessoriali fuori dal perimetro politico di centrodestra, si dimostra creativo ed in linea a mio avviso alla liturgia trumpiana che condensa la logica proverbiale “il fine giustifica i mezzi”.
Il leghista siciliano Germanà? “Fa cadere le braccia a terra!”
Nei giorni scorsi ho ascoltato le dichiarazioni del senatore Antonino Salvatore Germana’, che motivava le ragioni sul perché, a suo dire, Cateno De Luca non potrebbe candidarsi. In tutta sincerità, ascoltandolo, mi sono cadute le braccia a terra. Ho intravisto, tra le righe della dichiarazione, il pensiero politico di tantissimi nostri rappresentanti più o meno autorevoli che individuano l’elemento cardine non nel merito dei requisiti di competenza ma sulla rilevanza dell’appartenenza politica certificata/pregressa… “. Annamo bene… proprio bene! ” (Sora Lella in Bianco Rosso e Verdone https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DBVP_eR9QSrQ&ved=2ahUKEwjG4pal4-OXAxXKygIHHdA-AIoQwqsBegQIFxAB&usg=AOvVaw0ZR19ESrKJSbBe9vsmVQeI ).
Alla politica siciliana serve una discontinuità liturgica
La rubrica di Lucia Pinsone nella seconda parte è arricchita dai temi inerenti la politica internazionale, sintetizzati a modo da Rita Giudice, canadese con un passato nel mondo della finanza internazionale. Condivido le sue analisi che tendono sempre a risalire alle cause, in connessione al rapporto insano del mainstream con l’informazione addomesticata “marcatamente sovranazionalista”. In conclusione, ci ritroviamo sull’orlo del baratro post Maastricht 1992. La Sicilia potrebbe ritornare un termometro, riappropriandosi del ruolo di “laboratorio politico”. Nel prendere atto che Cateno De Luca ha ufficializzato nei giorni scorsi la propria candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana, personalmente ho acquisito la certezza che avrà il mio voto. È necessaria una discontinuità liturgica della nostra classe politica che, oltre a non brillare per intelligenza, palesandosi maneggiona, si ripropone sempre più lontana da ciò che dovrebbe rappresentare, il nostro territorio… Sindaco (S)Cateno è arrivato il momento di disporre “barra dritta avanti tutta” .







