di Andrea Piazza
Responsabile Legalità e Antimafia della Democrazia Cristiana

Oggi ricordiamo il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo ed i tre ‘angeli’ della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani
Oggi, ricorre il 33* anniversario dalla strage di Capaci dove perirono i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo ed i tre ‘angeli’ della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Quel giorno, i momenti in cui ognuno di noi ha appreso la tragica notizie sono rimasti scolpiti traumaticamente nelle nostre menti. Dopo oltre 3 decenni il cammino della ricerca della verità reale, al di là delle risultanze processuali, resta impervio ed inadeguato ad individuare tutti coloro che hanno pianificato ed eseguito come autori materiali “le stragi di Capaci e via D’Anelio”. I depistaggi di Stato sono stati una componente essenziale, indubbiamente il 1992 per la nostra nazione è stato un anno horribilis che ha cambiando irreversibilmente in peius la nostra storia nazionale.
Cambiare strategia nella gestione dei beni confiscati alla mafia
Come comunità politica perseguiamo il proposito che l’antimafia sociale deve fondarsi sul valore etico, spezzando la catena degli interessi che connotano una certa antimafia che, senza ipocrisie, è definibile anche come industria dell’antimafia. Deve essere rivisto alla base “ideologicamente” il modello culturale di antimafia, che dovrebbe seguire un approccio universale al pari della tragedie umanitarie come la Shoah. È arrivato il momento di evolverci come società civile, per essere realmente inclusivi e non divisivi. Il nostro modello di riferimento è l’antimafia francescana, in povertà, senza ricorrere a nessuna elargizione pubblica, perché il nostro cemento deve essere il valore e non la mercificazione. Riteniamo come comunità politica che i beni confiscati alla criminalita’ mafiosa debbano essere in via ordinaria alienati per ritornare a servizio della fiscalità generale.
Commemorare in modo uniforme tutte le vittime della mafia
Abbiamo presentato da oltre 2 anni in Consiglio Comunale di Palermo una mozione per trasformare i vetusti marciapiedi di viale Croce Rossa in un luogo per commemorare in modo uniforme tutte le vittime uccise dalla mafia in Sicilia, trasformandolo al contempo in un luogo identitario per ricordare anche i momenti più significativi della storia del popolo siciliano, impreziosendo il sito con maioliche e pannelli in pietra lavica ceramizzata. La nostra idea è quella di costruire un’Agorà per rimodellare ed unire il senso di appartenenza ai valori assorbenti della legalità. Nella speranza di contribuire concretamente al cambiamento per la nostra comunità, oggi non è un giorno come gli altri.
Sopra foto di Andrea Piazza







