di Giulio Ambrosetti

E’ questo il motivo per il quale, qualche giorno fa, i vertici dell’Unione europea hanno invitato i cittadini a tenere in casa moneta contante?
Volete sapere perché, nei giorni scorsi, l’Unione europea, rimangiandosi dieci anni e forse più di prediche sulle virtù salvifiche delle banche e dei pagamenti con bancomat e carte di credito, ha ovvertito i cittadini europei di tenere in casa un po’ di soldi contanti? Si racconta che, tra gli ‘europeisti’, la discussione su chi voleva consigliare ai cittadini di tenere nssetto un bel gruzzolo di soldi e chi, invece, temeva di spaventare troppo la gente (e di svuotare troppo le banche…) sarebbe stata assai vivace. Alla fine è prevalsa una mediazione: la cifra consigliata ai cittadini di tenere in casa varia da 70 a 100 euro, mentre la spiegazione, anche se stringata e fumosa, contraddice un po’ il consiglio su quanto denaro custodire nel cassetto. La spiegazione è che c’è la guerra in Ucraina, che la situazione si potrebbe complicare a causa della ‘cattiva’ Russia e bla bla bla. Qualcuno ha fatto presente che qualche mese addietro un black-out ha colpito la Spagna, il Portogallo e alcune aree della Francia, lasciando qualche milione di persone (forse più di qualche milione) senza la possibilità di utilizzare bancomat e carte di credito per quasi 24 ore.
Un primo black-out ha già colpito qualche mese fa Spagna, Portogallo e alcune aree dell Francia
Volendo, non è stato proprio un disastro. Il problema è che, anche se non lo possono dire, gli ‘europeisti’ temono qualcosa di brutto, altrimenti, da banca-dipendenti quali sono non avrebberpo mai e poi mai consigliato a 450 milioni dicittadini europei a tenere un po’ di contante in casa. Ricordiamoci che gli ‘europeisti’ sono quelli che hanno costretto tutti i cittadini, compresi i pensionati, ad avere almeno un conto corrente in banca per favorire le stesse banche; e che sono riusciti, grazie a un’informazione distorta, se non balorda, a far credere ai cittadini che ricorrendo ai pagamenti elettronici fanno un grande affare, quando invece a guadagnare con conti correnti, bancomat e carte di credito sono le banche. Ma tant’è.
L’accusa di Maria Zakharova: l’Ucraina prepara un attacco a Polonia e Romania con droni russi che ha intercettato e riarmato per far entrare la NATO in guerra contro la Russia
Tornano le domande. Cosa sta succedendo? E perché gli ‘europeisti’ si sono convertiti al contante? Ricordate come hanno giustificato il citato black-out in Spagna, Portogallo e in alcune aree della Francia? Problemi causati dalle energie alternative. Ma c’è chi dice che questa spiegazione sia una minchiata colossale e che quanto avvenuto sarebbe da addebitare agli hacker russi. Come abbiamo sottolineato, il black-out di qualche mese fa, alla fine, ha creato un po’ di caos durato un giorno. Ma – ribadiamo – se oggi gli ‘europeisti’ si stanno rimangiando la fiducia nelle banche e invitano i cittadini a tenere in casa il contante è chiaro che temono – ribadiamo – qualcosa di brutto. Perché? Intanto la tensione con la Russia cresce di giorno in giorno. C’è la storia dei droni che sorvolano i cieli danesi, finlandesi, svedesi, polacchi, estoni e via continuando. Il dubbio è che siano i Paesi dell’Est e del Nord Europa a far volare questi droni per accusare la Russia e convincere tutta l’Unione europea e la NATO ad entrare in guerra contro il paese di Putin. Non sembra una strategia vincente ma crea problemi. La Portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha detto: “L’Ucraina presumibilmente sta preparando un attacco con droni contro Romania e Polonia con l’obiettivo di provocare una guerra della NATO con la Russia. Il piano sarebbe quello di riparare alcuni droni russi abbattuti o intercettati, equipaggiarli con un elemento offensivo e indirizzarli verso grandi hub di trasporto della NATO in Polonia e Romania”. Tale notizia l’abbiamo letto su un canale Telegram. E chiaro che, in quest’atmosfera, non ci sarebbe da stupirsi se l’Unione europea venisse colpita da un bel black-aut molto più esteso e molto più lungo di quello andato in scena qualche mese fa.
L’Unione europea con l’economia ormai con il ‘culo a terra’ vorrebbe scippare 140 miliardi di euro di asset russi custoditi in Belgio per foraggiare l’Ucraina
Di più. In queste ore la Commissione europea vorrebbe concedere all’Ucraina un prestito di 140 miliardi di euro. Il problema è che l’economia Ue è ormai con il ‘culo a terra’ e qesti soldi non ci sono, se non con un ulteriore indebitamento. Così gli ‘europeisti’ vorrebbero che tale prestito venisse garantito dagli asset russi ‘congelati’ in Belgio presso Euroclear, un gruppo specializzato nella custodia di titoli nazionali e internazionali: azioni, obbligazioni, derivati e fondi di investimento. Siccome non si tratta di sanzioni, che, è noto, richiedono l’unanimità tra i 27 Paesi Ue – questo il ragionamento degli ‘europeisti’ – tale decisione potrà essere adottata dalla maggioranza qualificata dei 27 Paesi dell’Unione europea. Gli ‘europeisti’, detto con parole semplici, hanno trovato un marchingegno finanziario per non far sembrare tale operazione come uno scippo. Ma i russi sono già all’attacco. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha già fatto sapere che si tratterebbe di un furto, da parte dell’Occidente, delle riserve russe ‘congelate’. Un atto che “distruggerà l’ordine finanziario mondiale e rafforzerà il separatismo economico”. Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha sottolineato che Mosca risponderà avviando azioni legali contro i responsabili. Non è da escludere che lo scippo di questi 140 miliardi scetenerebbe uno grande attacco hacker. I più spaventati di tutti sono i belgi di Euroclear che, black-out a parte, temono che lo scippo ai danni dei russi provochi la fuga degli investitori internazionali. Uno scenario che potrebbe avere effetti pesanti sulla tenuta dell’euro.







