
La domanda non è fuori luogo, perché Gegiev è stato censurato perché si rifiuta di rinnegare Putin. Il Ministro Giuli e l’europarlamentare PD Pina Picierno, visto che si sono occupati del musicista russo, dovrebbero occuparsi anche del musicista israeliano per capire cosa pensa del Governo del suo Paese
Siamo contrari a ogni forma di censura, parola che ricorda i regimi fascisti. Le manifestazioni culturali non dovrebbero essere soggette a polemiche politiche. Ciò posto, non possiamo che criticare la censura subita dal direttore d’orchestra, Valery Gergiev (foto sopra tratta da Panorama), solo perché cittadino russo legato al suo Paese. A Gergiev, considerato uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo, è stata negata la Reggia di Caserta, dove avrebbe dovuto esibirsi nel quadro delle manifestazioni promosse dalla Regione Campania “Un’Estate da Re”. Un atto vergognoso da parte dell’Italia.
Non ci sembra che Gaza non meriti una riflessione, visto che la politica italiana è ormai entrata a gamba tesa nella cultura
Dopo di che c’è una seconda notizia. L’evento “Un’Estate da Re” prevede anche la partecipazione del direttore d’orchestra ebreo israeliano, Daniel Oren. Poiché il Governo italiano con il Ministro dei Beni culturali, Alessandro Giuli, non si è opposto alla censura di Gergiev voluta con forza soprattutto dall’europarlamentare del PD Pina Picerno, sarebbe interessante capire se al maestro Oren è stato chiesto di rinnegare il genocidio che l’attuale Governo israeliano sta compiendo a Gaza. Visto che hanno contestato al maestro Gergiev di non aver rinnegato il presidente della Russia Vladimir Putin, per una questione di equità il Ministro Giuli e la Picerno dovrebbero chiedere al maestro Oren cosa ne pensa del capo del Governo israeliano, Benjamin ‘Bibi’ Netanyahu, e di quello che sta combinando a Gaza. Ci sembra il minimo per evitare che la gente pensi che il Governo italiano e la Picerno utilizzino due pesi e due misure.
AGGIORNAMENTO 1
Commento dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov:
Suscitano sgomento gli spropositati toni polemici e la retorica aggressiva sulla stampa italiana relativi all’invito che le autorità della Regione Campania e la direzione del Festival “Un’Estate da Re” hanno rivolto al Maestro russo Valerij Gergiev – direttore d’orchestra di fama mondiale – chiamato a dirigere, il 27 luglio 2025, nella Reggia di Caserta, l’Orchestra Filarmonica di Salerno. Il programma comprende opere di Čajkovskij e altri compositori russi. In Russia non erano certo passate inosservate le dichiarazioni con cui, di recente, si sono espresse le più alte cariche italiane contro le politiche di “cancellazione” della cultura russa, sempre più diffuse in Occidente.
Nel 2022, quando l’opera lirica “Boris Godunov” di Modest Musorgskij è stata portata in scena, in apertura di stagione lirica, al Teatro La Scala, era stato in persona Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, a sottolineare che “La grande cultura russa è parte integrante della cultura europea. È un elemento che non si può cancellare…”. A fare eco alle sue parole era stata Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, la quale, con grande convinzione, aveva ribadito quanto segue: “Storicamente, le relazioni tra l’Italia e la Russia, e in particolar modo sul piano culturale, sono sempre state solide. Per questo io ho appoggiato la decisione del Teatro La Scala di inaugurare la nuova stagione portando in scena un’opera russa…”.
In codesto contesto, appare decisamente inopportuno e fuori luogo il clamore scandalistico che si è voluto deliberatamente suscitare in merito al concerto in programma per il 27 luglio, che prevedeva si esibissero al Festival di Caserta il Maestro Valerij Gergiev e quattro solisti dell’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. La polemica ha dato chiara prova del fatto che in Italia, favorite dalla totale condiscendenza delle autorità locali, sono all’opera forze distruttive e prorompenti, la cui entità numerica è irrisoria, ma che, ciononostante, si adoperano attivamente, per promuovere una percezione negativa dell’Italia in Russia e della Russia in Italia e che, in sostanza, mirano a dividere i popoli dei nostri due Paesi, i russi e gli italiani. <…> Invece, anziché accogliere la gioia e i buoni sentimenti che da sempre accompagnano le esibizioni del Maestro – incoraggiati da alcune personalità politiche che rivelano grettezza e ottusità, così come dagli ormai onnipresenti nazionalisti ucraini – i media italiani hanno dato pieno spazio a una vergognosa campagna diffamatoria contro il grande musicista.
A una campagna fondata su speculazioni, congetture e evidenti menzogne sul presunto “ruolo particolare” che il Maestro Valerij Gergiev rivestirebbe nella “macchina della propaganda russa”, così come ad attacchi di natura personale sul suo conto. <…> Non riesco a credere che, con questa loro decisione, i vertici italiani abbiano smentito le loro stesse affermazioni, esprimendo la loro reale posizione sulla cosiddetta “cultura della cancellazione” e dimostrandosi disposti ad “attraversare il Rubicone”, a rinunciare in toto a intrattenere legami di carattere culturale con la Russia. È triste osservare un’Italia il cui governo, contrariamente alle sue promesse di difendere la sovranità e gli interessi nazionali, si piega alle richieste di immigrati ucraini e di altri gruppi, e del loro lobbismo politico. Chi pensa che la cancellazione del concerto del Maestro Valerij Gergiev danneggerà la Russia si sbaglia. <…> Piuttosto, è all’Italia stessa che ciò arreca danno, in quanto il Paese sta compromettendo in tal modo la propria credibilità e dà motivo di dubitare dello spirito di apertura e accoglienza nei confronti di chi – con talento, professionalità e franchezza – dona al mondo il senso del bello e dell’eterno.
AGGIORNAMENTO 2
Credevate che la russofobia fosse ormai superata? Sbagliavate. E’ più forte e rumorosa che mai. L’annullamento del concerto a Caserta di uno dei più grandi direttori d’orchestra a livello planetario è una conferma sconcertante. L’intervento della vedova di Navalnij in concerto con la signora Ursula e la solita piddina Picierno, sono ancora più scandalosi. L’applauso (all’annullamento) da parte del “liberale” ministro Giuli, è la ciliegia su questa torta marcescente. Vogliono la guerra, guerra militare, guerra commerciale, guerra culturale. Vogliono dividere il mondo in buoni (quelli che sono con loro, come loro) e cattivi (quelli che rifiutano di rinunciare al pensiero). MIserabili. Le conseguenze saranno devastanti, ahimè, per tutti.
Tratto da un canale Telegram
Il nostro è un piccolo blog che segue questa incredibile vicenda. Una vlgare storia di censura che getta ulteriore discredito sull’Italia. Non possiamo che essere solidali con i protagonisti della grande cultura russa. Purtroppo il nostro è diventato un Paese intollerante dove trionfano disinformazione e disonestà intellettuale.







