Il tragicomico attacco del teologo del dio mercato Mario Monti al generale Vannacci non farà che portare altri voti al leader di Futuro Nazionale

di Diego Fusaro

Con la sua consueta chiarezza espositiva il filosofo Diego Fusaro commenta il surreale dibattito organizzato al Forun di Cernobbio

A Cernobbio, è andato in scena l’atteso scontro tra il prode generale Roberto Vannacci, fondatore del partito “Futuro nazionale”, e Mario Monti, il teologo bocconiano del dio mercato e dell’austerità depressiva. Mario Monti ha accusato il generale, sostenendo di rivedere in lui “lo spirito del fascismo”. Un’accusa davvero originale e, per così dire, a sorpresa. Ha altresì dichiarato che il programma del partito del prode generale viola la Costituzione e che troverà sempre in Mario Monti un oppositore radicale.

L’euroinomane Mario Monti che difende la democrazia in Italia fa solo sorridere

Ora, qualunque cosa si pensi del Vannacci, l’immagine di un Mario Monti difensore della democrazia e della Costituzione non può che risultare necessariamente comica, se si considera come operò realmente il governo dello stesso Mario Monti nel 2011: fu una sorta di commissariamento dell’Italia voluto da Bruxelles, con l’obiettivo di imporre le riforme lacrime e sangue proprie del neoliberismo senza alcun mandato democratico. Premesso che accusare il generale di fascismo è demenziale, poiché il generale rappresenta al meglio il neoliberismo atlantista di destra (laddove il fascismo, pur con tutti i suoi limiti, non fu né liberista, né atlantista), da che pulpito giunge la predica? Forse che, politicamente parlando, Mario Monti rappresenta la democrazia e la Costituzione? Non è forse vero che il suo governo rappresentò invece l’interesse del capitale finanziario imposto all’Italia dall’Unione Europea?

L’hanno capito che il partito del generale guadagnerà ulteriori consensi, se è vero che Monti è percepito dalla stragrande maggioranza degli italiani come difensore del disastro ‘europeista’?

La visione politica di Mario Monti è quella che lo portò ad asserire che la Grecia era il più grande successo dell’euro! Una cosa è certa al di là di ogni ragionevole dubbio: questo surreale scontro con Mario Monti non farà altro che portare ulteriori consensi al generale, considerato il fatto che gli italiani percepiscono politicamente Mario Monti come organico al discorso unico finanziariamente ed europeisticamente corretto.

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