
di Giulio Ambrosetti
Prosegue senza sosta la strategia del Paese di Putin: distruggere le centrali elettriche dell’Ucraina per costringere i cittadini a riversarsi in Europa in vista della stagione invernale
“Spenta Kiev. Spenta Leopoli. Spenta Karkov. Spenta Dnipropetrovsk. E spenta Odessa. Sarà un inverno molto buio e freddo”. Così si legge in un canale Telegram sembre ben informato sulla guerra in Ucraina. Magari è un po’ filorusso ma basta farsi un giro per la rete per appurare che i bombardamenti dei militari della Russia non perdonano. Oggi il Paese di Putin persegue alcuni obiettivi. Il più importante è distruggere le centrali elettriche ucraine: operazione che sta riuscendo. Con l’arrivo della stagione fredda per il Paese di Volodymyr Zelen’skyj saranno guai. E saranno guai anche per l’Unione europea, che è già piena zeppa di profughi ucraini, anche se la Commissione europea e i Governi dei 27 Paesi Ue hanno l’ordine perentorio di non parlare di tale argomento per non spaventare i cittadini. Ebbene, con i bombardamenti senza tregua dei russi sulle centrali elettriche si èrevede che, entro fine anno, una nuova ondata di profughi ucraini si riverserà in Europa. Questo avviene mentre alcuni Paesi Ue stanno cominciando a tagliare i sussidi ai profughi ucraini per mancanza di soldi. Ed è anche logico, visto che la guerra in Ucraina sta impoverendo l’Unione europea.
Mezza Kiev e forse più al buio
L’elenco degli attacchi russi che sono andati a segno, colpendo centrali elettriche ucraina è lungo. Da qualche giorno tante zone di Kiev, la capitale dell’Ucraina, sono al buio. E sembra che in alcune zone manche anche l’acqua. E’ la prima volta da quando è scoppiata la guerra che a Kiev va in tilt il sistema energetico. Il sindaco di Kiev, Vitali Klichko, leggiamo in un canale Telegram, “ha invitato i cittadini a fare scorte d’acqua, medicine, cibo e dispositivi di emergenza, raccomandando anche di preparare vestiti caldi in vista di possibili blackout prolungati e della conseguente impossibilità di garantire il riscaldamento”. Si parla anche di un blackout parziale a Dnipropetrovsk, città ucraina di poco meno di un milione di abitanti. Anche nella Regione di Sumy ci sono problemi per la corrente elettrica. I russi stanno ripetutamente attaccando pure Odessa e Leopoli. Anche in questi casi le bombe si concentrano sulle infrastrutture energetiche. A Odessa, in particolare, si segnalano interruzioni di corrente elettrica e di acqua. La città è rimasta completamente senza luce e senz’acqua, conIinternet è parzialmente scomparso. La strategia è sempre la stessa: creare difficoltà in vista dell’Inverno. Non va meglio a Lopoli, dove, come leggiamo su un canale Telegram, il sindaco, Andrij Sadovyj, ha avvertito che la città non potrà garantire il riscaldamento nelle prossime settimane, aggiungendo con amarezza: “Torniamo ai tempi in cui una stufa in cantina non era un lusso”.
Bombe russe anche negli impianti di arricchimento del carbone per le centrali termoelettriche
Ci sono impianti per la produzione di energia che i russi bombardano senza sosta, forse perché ucraini, europei e NATO li riparano. “Dall’inizio della guerra – leggiamo sempre su un canale Telegram – la centrale termoelettrica DTEK è stata bombardata più di 200 volte”. Oltre alle centrali termoelettriche i russi prendono anche di mira gli impianti di arricchimento del carbone per le centrali termoelettriche, com’ avvenuto a Dobropolye, nella Regione di Donetsk). Attacchi anche nella Regione di Černihiv dove i ‘Gerani’ hanno colpito una base petrolifera nel distretto di Nežyn. Il bombardamento ha provocato un incendio”. I russi colpiscono anche i depositi di carburanti. Nei giorni scorsi sono stati bombardati 22 serbatoi per una capacità totale di stoccaggio pari a circa 300 tonnellate di carburante.
Bombe occidentali nelle città russe. Sventato a Mosca un attentato di ucraini e ISIS
Ucraini e loro alleati cercano di rispondere ai continui attacchi russi. “Un drone UAV delle Forze Armate ucraine – leggiamo sempre su un canale Telegram – ha tentato di attaccare la torre di raffreddamento della centrale nucleare di Novovoronezh nella notte tra il 6 e il 7 Ottobre. Non ci sono stati danni né feriti, tuttavia sulla torre di raffreddamento è rimasta una traccia scura a causa della detonazione. La sicurezza dell’esercizio della centrale nucleare è garantita”. I mezzi d’informazione occidentali, ammesso che possano essere definiti tali e non organi di propaganda, danno contezza delle perdire ucraine. Ma anche i russi subiscono attacchi e perdite. Leggiamo sempre un un canale Telegram: “Più di 20 residenti russi sono morti in una settimana a causa degli attacchi delle Forze urmate ucraine. 83 persone, tra cui 6 bambini, sono rimaste ferite, ha riferito l’ambasciatore per incarichi speciali Rodion Miroshnik”. Non solo. “A Mosca – leggiamo ancora in un canale Telegram – è stato sventato un attentato terroristico preparato dall’Ucraina insieme all’ISIS. Gli agenti del FSB hanno impedito un tentativo di attentato contro uno degli ufficiali di alto rango del Ministero della Difesa. Sono stati arrestati tre cittadini russi e un originario dei paesi dell’Asia centrale, esecutore dell’attentato. Gli organizzatori del crimine erano i servizi segreti ucraini insieme ai capi dell’organizzazione terroristica internazionale Stato Islamico”. Le forze di difesa aerea russe hanno abbattono droni ucraini a ritmo continuo. E’ chiaro che queste armi vengono fornite dagli europei con i soldi degli ignari cittadini dell’Unione europea, che pagano la crisi economica e il sostegno all’Ucraina.
La proposta irricevibile dell’Italia nel nome delle Olimpiadi invernali
La guerra volge comunque in favore dei russi che, come sottolineato, bombardano senza soste gli impianti per la produzione di energia, i depositi di carburante e anche le via di comunicazione, strade e ferrovie, per impedire agli europei e alla NATO di trasferire armi. Da quello che si capisce, prima di avanzare in un territorio ucraino, i russi distruggono le vie di comunicazione con bombardamenti mirati e modulati. La situazione si fa critica per ucraini, mercenari (pagati dall’Unione europea), NATO ed europei. E’ in questo scenario che viene fuori una proposta un po’ balorda dell’Italia. Cosa propone il Governo italico? Una tregua in Ucraina durante i Giochi Olimpici di Milano e Cortina. O meglio, una ‘tregua olimpica’ per tutte le guerre, inclusa quella in Ucraina. Il Governo italiano è molto ottimista: i Giochi Olimpici di Milano e Cortina inizieranno il 6 Febbraio del prossimo anno. Ma siamo a metà Ottobre del 2025 e Iddio solo sa, con tutti questi bombardamenti, quale sarà lo scenario in Ucraina tra quattro mesi. In ogni caso, è una proposta balorda, che servirebbe a ucraini, europei e NATO per riarmare l’Ucraina e per sistemare strade e ferrovie.
Missili americani Tomahawk all’Ucraina? Qualche dubbio c’è
Ucraini, europei e NATO sono convinti che il presidente americano Donald Trump consegni loro i missili Tomahawk per attaccare la Russia “in profondità”. A noi tale ipotesi sembra improbabile. In primo luogo perché per usare tali missili serve il personale militare americano: ed è improbabile che il Pentagono entri direttamente in guerra contro la Russia. In secondo luogo perché il presidente USA e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, hanno signato ben due accordi: il primo per lo sfruttamento delle miniere ucraine di uranio, titanio e via continuano; il secondo accordo, siglato in Alaska, per lo sfruttamento delle riserve minerarie dell’Artico, compreso il gas metano contenuto nel Permafrost. Sembra improbabile che Trump si rimangi accordi economici così importanti. Poi, si sa, in politica tutto è possibile.
Foto tratta da un canale Telegram








