di Giulio Ambrosetti

“Un attacco contro i cittadini non è mai gradito”
Ci chiedamo e chiediamo: si possono usare certi argomenti nel dibattito politico? Si possono offende gli elettori che non votano per il tuo partito, definendoli “ignoranti”? Ormai, nella poltica italiana, si materializzano fatti che è difficile capire. Stefano Bonaccini (foto sopra, tratta da Wikipedia), autorevole esponente del Partito Democratico, si è reso protagonista di qualcosa di incredibile. In una Democrazia nella quale i cittadini vanno a votare, piaccia o no, gli stessi cittadini hanno sempre ragione. Perché gli elettori, piaccia o no, hanno sempre ragione. E’ la legge, per l’appunto, della Democrazia. Definire “ignorante” chi vota per la parte politica diversa dalla tua è uno scivolone politico imperdonabile. Una caduta di stile senza se e senza ma. Ha buon gioco il filosofo Diego Fusaro (foto sotto) nel commentare l’uscita assai infelice di Bonaccini: “Un attacco contro i cittadini non è mai gradito”, dice Fusaro. Parole, aggiunge, che rischiano di diventare un boomerang” (qui il commento di Diego Fusaro, sempre puntuale nel descrivere i fatti politici italiani).

Il centrosinistra italiano perde lucidità e credibilità proprio in un momento in cui dovrebbe avvenire l’esatto contrario
Che nelle parole di questo esponente del PD ci possa essere qualcosa di sbagliato deve averlo capito lo stesso Bonaccini, che ha cercato di aggiustare il tiro. Il suo – questa in sintesi la precisazione del presidente del PD – voleva essere un invito ai suoi a parlare con l’elettorato che magari non vota Partito Democratico e vota Fratelli d’Italia e Lega. Ma anche questa sottolineatura non elimina la parola “ignorante” che suona molto fastidiosa per le persone. Insomma, un’offesa gratuita. “Girala come vuoi, sempre cucuzza rimane”, si dice in Sicilia. E’ evidente che il centrosinistra italiano perde lucidità e credibilità proprio in un momento in cui dovrebbe avvenire l’esatto contrario. Lo si capisce non soltanto dagli scivoloni continui, dal sondaggio ‘esplosivo’ di Valter Lavitola agli elettori “ignoranti”, ma anche dalle difficoltà a presentarsi come politici credibili agli occhi dei cittadini.
Veramente gli elettori italiani dovrebbero sostenere un ‘Campo largo’ con Matteo Renzi e Giuseppe Conte insieme?
Osservare uno schieramento politico nel quale Matteo Renzi si dovrebbe presentare insieme con Giuseppe Conte e con quello che resta del Movimento 5 Stelle è veramente tragicomico. Renzi è stato tra gli artefici della caduta del secondo Governo Conte per far posto a Mario Draghi, “l’unto dei mercati”, come lo definisce Fusaro. E, adesso, gli elettori dovrebbero consegnare l’Italia nelle mani di un ‘Campo largo’ dove Renzi e Conte dovrebbero governare insieme! Renzi e la sua Italia Viva non hanno la forza elettorale per rientrare in Parlamento. Toccherà, non abbiamo capito come, al PD riportare Renzi e almeno alcuni dei suoi tra Camera e Senato. “Glielo chiede l’Europa” alla quale Renzi è stato sempre fedele. Figuriamoci se l’Italia può fare a meno di cotante intelligenze politiche.
Nel PD riemergono il fastidioso, se non odioso senso di superiorità ‘culturale’ del vecchio Pci e l’arroganza del potere della sinistra democristiana
La verità è che nel PD, ogni giorno che passa, emergono vezzi e vizi politici che abbiamo visto nella cosiddetta Prima Repubblica. Da una parte il fastidioso senso di superiorità culturale e morale del vecchio Pci; dall’altra parte l’arroganza del potere di quella sinistra democristiana che, nel 1981, con la regia della Banca d’Italia, in anticipo di poco più di un decennio, consegnava il nostro Paese ai “mercati”, eliminando quello che, tecnicamente, si definiva il “prestatore di ultima istanza”. Non si capisce se per forza d’inerzia, o con la forza del destino, queste due tradizioni politiche si ritrovano insieme, anno di grazia 2008, con un ‘matrimonio’ all’insegna del globalismo di Barack Obama, il presidente americano che ha completato il passaggio del Partito Democratico USA dalla difesa dei ceti medi alla tutela degli interessi delle multinazionali, sotto il segno della globalizzazione dell’economia. Oggi post comunisti e ex sinistra democristiana sono ancora insieme. Ma manifestano, ‘psicanaliticamente’, il desiderio di scomparire. Bisogna assecondarli.
Unione europea e PD: è arrivato il momento di pagare il conto
Il fatto è che, nella storia, oltre ai “corsi e ricorsi”, ogni tanto bisogna pagare il conto. Dal 1992 ad oggi l’Italia non ha fatto altro che andare indietro. In un trentennio e forse più, quella che era una delle potenze industriali più importanti del mondo è diventata una realtà economica di serie B. L’Unione europea ultra-liberista e globalista ha tolto al nostro Paese la sovranità monetaria, una parte importante della sovranità politica, la sovranità alimentare. Il sistema sanitario pubblico e il sistema pensionistico sono stati massacrati. Oggi la globalizzazione economica è al capolinea. Unione europea e Partito Democratico italiano, espressioni del morente sistema globalista, si trovano nella nave che affonda. E’ arrivato il momento di pagare il conto. Altro che governare l’Italia!








