
Nel Regno Unito avanza Reform UK, altro che i critici della Brexit!
Viene da ridere nel leggere certi articoli pubblicati da mezzi d’informazione ‘europeisti-globalisti’ nei quali si racconta che nel egno Unito i cittadini sarebbero delusi dalla Brexit. Bisogna veramente avere molta fantasia per mettere nero su bianco una fregnaccia simile. Soprattutto dopo la recente tornata elettorale che ha visto il tracollo dei laburisti, la formazione politica globalista che esprime l’attuale capo del Governo, Keir Starmer. Si è trattato, per la cronaca, di elezioni comunali dove a trionfare è stato il partito di Nigel Farage, leader e fondatore del Brexit Party, oggi Reform UK. Difficile non vedere, nei risultati elettorali del Regno Unito, l’ombra lunga del sovranismo dell’attuale presidente americano, Donald Trump. Davvero grandi ‘politologi’, questi analisti in salsa inglese. Nel Regno Unito vince le elezioni chi ha voluto la Brexit e i tanti cittadini che hanno votato il partito di Farage sarebbero ‘stanchi’ della Brexit! Ma come si possono raccontare simili scempiaggini! Piuttosto bisogna cominciare a mettere nel conto l’ipotesi, tutt’altro che campata in aria, che Farage diventi a breve il capo del Governo del Regno Unito.
Cresce anche in questo Paese l’insofferenza verso i migranti
Nei giorni scorsi, a Londra, oltre 50 mila persone (dato fornito dalle forze dell’ordine di un Paese governato dai laburisti-globalisti) hanno preso parte al raduno Unite the Kingdom di Tommy Robinson. Contemporaneamente c’era una manifestazione pro-palestinesi: ma i partecipanti erano circa la metà rispetto a quelli presenti al raduno Unite the Kingdom. Insomma, è fuor di dubbio che nel Regno Unito si registri la crisi profonda dei laburisti, l’insofferenza verso la presenza di migranti e l’avanzata del partito di Farage. Con sullo sfondo la figura del presidente americano Trump. Gli ‘europeisti’ possono raccontare tutte le balle che vogliono ma i fatti sono fatti.
Cosa c’è da aspettarsi in Francia e in Germania
La verità è che gli ‘europeisti-globalisti sono in grandissima difficoltà in quasi tutta l’Unione europea. Anche in altre parti del Vecchio Continente, infatti, si registrano cambiamenti in senso sovranista. In Francia, alle prossime elezioni presidenziali, la solita alleanza delle sinistre con i globalisti fino ad oggi rappresentati da Emmanuel Macron non è detto che riesca ancora una volta a fermare l’elezione di un presidente sovranista. Sempre in Francia, accanto alle tradizionali manifestazioni in favore della Palestina, cominciano a vedersi anche manifestazioni di tutt’altro tenore politico. In Germania la popolarità dell’attuale Cancelliere, Friedrich Merz, è ai minimi storici. Pare sia stato trovato un sotterfugio per evitare che la quota del prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina a carico della Germania – circa 40 miliardi di euro – non passi dal Parlamento, aggirando, di fatto, una prescrizione voluta dalla Corte Costnituzionale tedesca. Ci sarebbero altri Paesi europei dove i cambiamenti in senso sovranista sono già avvenuti o stanno già avvenendo. Citiamo Francia e Germania perché sono i due Paesi che hanno fatto il bello e il cattivo tempo nell’Unione europea. Così come il vento della presidenza americana di Donald Trump, piaccia o no, ha investito il Regno Unito, è probabile che investa anche la Francia e la Germania. Ed è probabile che anche in questi due Paesi la questione immigrati diventi sempre più esplosiva.
Foto tratta da Il Riformista







