Referendum sulla Giustizia: se il centrodestra porterà i propri elettori a votare vincerà il ‘Sì’. La sentenza sulla ‘Famiglia nel bosco’ e certe sentenze sui migranti non aiutano il ‘No’

Proviamo a illustrare quello che potrebbe accadere

Ormai mancano circa due settimane al voto sul referendum confermativo per la riforma della Giustizia. I seggi elettorali inizieranno a ricevere gli elettori la Domenica mattina del 22 Marzo alle 07,00 per restare aperti fino alle 23,00. Riapriranno Lunedì 23 Marzo sempre alle 00,70 di mattina per chiudere alle 15,00. Ho scritto un articolo per MediaOneOnline (che potete leggere qui) nel quale sostengo che, se andranno a votare in tanti, vincerà il “Sì” alla riforma; mentre se andranno a votare in pochi vincerà il “No”. Tutto dipenderà dalla capacità degli esponenti dei partiti di centrodestra nel convincere i propri elettori ad andare a votare. Questo perché in Italia il centrodestra ha più voti del centrosinistra. A patto che vada a votare almeno il 50% degli elettori aventi diritto. Una scarsa affluenza alle urne aiuterà il centrosinistra e il ‘No’. Il mio ragionamento ingnora i sondaggi, che dal 2016 ad oggi, piuttosto che cercare di interpretare la volontà degli elettori, cercano soltanto di condizionarla. Invito i miei pochi lettori a non tenere conto dei sondaggi.

I possibili effetti della speculazione sui prezzi di carburante e gas e delle sentenze della Magistratura sulla ‘Famiglia del bosco’ e sui migranti

All’articolo che ho scritto aggiungo qualche considerazione in ragione dei possibili effetti che potrebbero essere provocati, mettiamola così, da due fattori esterni. Il primo fattore esterno che potrebbe favorire le ragioni del “No” alla riforma voluta dal Governo di Giorgia Meloni e, in particolare, dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio è la speculazione sui prezzi di benzina, gasolio e gas. Scrivo speculazione, perché in Italia gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz sono minimi. Gli aumenti dei prezzi dell’energia sono speculazioni. Se il Governo Meloni riuscirà a bloccare tali speculazioni e a stanziare, in tempi strettissimi, i fondi per aiutare concretamente famiglie e imprese guadagnerà voti per il ‘Sì’; viceversa li perderà. Un secondo motivo che potrebbe interferire sul voto per il referendum sono le sentenze della Magistratura. La sentenza di queste ore sulla cosiddetta ‘Famiglia nel bosco’, con l’allontanamento dei bambini dalla madre di questa sfortunata famiglia, non favorisce le ragioni del “No” alla riforma ma, al contrario, dà manforte alle ragioni del “Sì”. Lo stesso discorso vale per i provvedimenti giudiziari che favorisscono i migranti in un contesto in cui, piaccia o no, la presenza dei migranti nel nostro Paese, in alcuni casi, viene percepita come portatrice di disordini sociali, insicurezza dei cittadini e violenza. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve. Sono elementi che, oggettivamente, contribuiscono a politicizzare un referendum che, lungi dal chiamare gli elettori a pronunciarsi su una legge (sulla quale chi scrive ha molti dubbi), li sta chiamando alle urne per un referendum sul Governo Meloni. E’ sbagliatissimo ma sta accadendo.

Foto tratta da Diritto giustizia e costituzione

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *