
La prossima settimana, se la guerra in corso non verrà fermata, assisteremo a un nuovo aumento dei prezzi di benzina, gasolio e gas
Dal Golfo Persico arriva una bruttisima notizia per l’Unione europea. “Gli Stati Uniti d’America – scrive un canale Telegram – hanno abbandonato l’idea di scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz (foto sopra tratta da MeteoWeb), una proposta precedentemente avanzata dal presidente Donald Trump. Il Segretario all’Energia, Chris Wright, ha dichiarato che Washington si concentrerà prima di tutto sull’indebolimento dell’Iran e solo successivamente, quando avrà senso, considererà la possibilità di scortare le navi attraverso lo Stretto. Come già notato, il piano della Marina statunitense di scortare le navi commerciali attraverso Hormuz sembrava discutibile sin dall’inizio, poiché le navi da guerra americane avrebbero rischiato di subire un attacco missilistico iraniano su larga scala. Invece, la Marina statunitense ha ora spostato la sua flotta più lontano dalla costa iraniana per ridurre il rischio che le sue navi vengano colpite dai missili iraniani”.
Ennesia dimostrazione che le sanzioni dell’Unione europea alla Russia sono una grande stupidaggine
La notizia, ribadiamo, è brutta. Ciò significa che lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Problemi enormi, allora, per il rifornimento di petrolio e gas in Europa. Come scriviamo spesso, il Vecchio Continente, a parte qualche Paese, non ha né gas, né petrolio e li deve acquistare da Paesi extra europei. In questo scenario la Commissione europea ha chiuso i rapporti con la Russia, non acquistando più petrolio e gas da Mosca. Sono le ‘famigerate’ sanzioni contro la Russia ‘punita’ perché è in guerra contro l’Ucraina. In realtà, si tratta di sanzioni stupide, che colpiscono più i Paesi dell’Unione europea che la Russia. Il Paese di Putin, infatti, ha già trovato altri acquirenti per piazzare il petrolio e il gas che non vende più in Europa. Sempre su Telegram leggiamo che l’India ha incrementato gli acquisti di petrolio in Russia.
Egregia signora Ursula von der Leyen: la sua gestione della Commissione, oltre ad essere opaca, è anche errata in materia economica
Con la crisi che si è aperta nel Golfo Persico, dove è in corso la guerra tra Israele a USA da una parte e Iran e Cina dall’altra parte, scarseggiano i rifornimenti e i prezzi di petrolio e gas stanno andando su. In tutto questo il presidente della Federezione Russa, Vladimir Putin, da Lunedì 9 Febbraio potrebbe decidere di bloccare anche il trasferimento di gas del proprio Paese che viene ancora esportato in Europa. Insomma, anche il 15% del gas utilizzato in Europa che arriva dalla Russia potrebbe essere bloccato. Se due più due fa ancora quattro, la prossima settimana, con il permanere della chiusura dello Stretto di Hormuz, i pressi di petrolio e gas dovrebbe andare ancora sù. Una manna per gli speculatori, che, pur vendendo derivati del petrolio e gas acquistati prima dello scoppio della guerra nel Golfo Persico, hanno già aumentato i prezzi di benzina e gasolio. Eh sì, brutte notizie per gli ‘europeisti’… La verità è che la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen dovrebbe andare a casa per manifesta incapacità.







