
La verità è che non è facile trovare una forza politica che si è opposta alle basi militari americane in Italia. Sicuramente gli esponenti di centrodestra e centrosinistra sono i meno titolati a parlare
“La base Nato di Sigonella è la più grande del sud Europa ed è base di guerra, poi c’è quella in Germania (di guerra non logistica). Dall’inizio dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e anche nei giorni precedenti ci sono stati numerosi voli di droni statunitensi dalla base di Sigonella verso il Golfo Persico. Decolli e sbarchi avvengono quasi quotidianamente, con un MQ-4C Tritone che percorre più di 3.500 chilometri per pattugliare le acque al largo della costa iraniana per diverse ore prima di tornare in Sicilia. La Sicilia è in guerra senza aver dichiarato guerra a nessuno!”.
Quando l’Italia, a fine anni ’90, partecipò ai bombardamenti nella ex Jugoslavia. Gli elicotteri americani sulle Madonie
Così si legge in un post pubblicato da un canale Telegram leggermente filo russo (ma solo leggermente…) molto informato sulle guerre. Mentre in Italia una surreale e ipocrita opposizione di centrosinistra invita il Governo di centrodestra di Giorgia Meloni a non cedere le basi militari agli USA (qui un articolo), la base militare aeronautica di Sigonella, dislocata nella piana di Catania, non lontana dal Comune di Lentini, a quanto pare, funziona a pieno ritmo. A quanto pare gli elicotteri della U.S. Navy vanno e vengono anche dalle Madonie tra le proteste degli ex comunisti (qui un articolo). Questi ultimi, con molta probabilità, non ricordano che quando a fine anni ’90 del secolo passato governavano l’Italia, nel quadro di un’azione NATO, senza autorizzazione dell’ONU, il nostro Paese ha preso parte al bombardamento della ex Jugoslavia con aerei che sono decollati dalla base militare italiana di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. In quell’occasione sono stati utilizzate anche armi ad uranio impoverito (qui un articolo). Oggi abbiamo gli ex comunisti del PD in versione ‘pacifista’…
Ricordiamoci che nella nostra Isola c’è anche il MUOS che è stato autorizzato da centrodestra e centrosinistra. Si trova a Niscemi e la zona dove insiste sembra interessata da una frana
Ah, dimenticavamo: in Sicilia, a Niscemi, la cittadina nella quale si è verificata la rovinosa frana, si trova il MUOS, un’infrastruttura militare tra le più estese del territorio italiano: 1 milione e 660.000 metri quadrati. “La Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi assicura le comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) della Marina militare Usa (qui per esteso un articolo). Difficile pensare che il MUOS non fornisca informazioni sul conflitto in atto nel Golfo Persico. Questa infrastruttura militare americana non è stata contestata né dal centrodestra, né dal centrosinistra. E’ entrata in funzione tra il 2012 e il 2015, quando al Governo dell’Italia e della Regione siciliana c’era il centrosinistra. Ma non è stata mai contestata dal centrodestra. Non ricordiamo particolari lotte contro il MUOS da parte del Movimento 5 Stelle, che nel 2013 era presente in Assemblea regionale siciliana con un nutrito gruppo parlamentare. Né ci risultano proteste, oggi, nel Parlamento italiano sul MUOS. Ci risulta invece che il terreno dove si trova il MUOS cominci ad essere interessato da frane (qui un articolo). La verità è che sull’uso del territorio italiano da parte degli americani in guerra c’è una grande, infinita, immensa ipocrisia…
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