di Diego Fusaro

Sono quelli della sovranità… dell’Europa, ovviamente
Apprendiamo in questi giorni che sta per nascere una nuova formazione dal significativo nome “Europeisti”. Monti, Calenda, Cottarelli e Picierno: questi alcuni dei nomi dei protagonisti del nuovo progetto, organizzato intorno al mot d’ordre “sovranità europea”. I nomi dicono già molto sull’indirizzo generale della nuova formazione, se si considera che sono tutti vessilliferi del liberalatlantismo e della difesa incondizionata dell’Unione Europea. Curioso comunque resta il richiamo al lemma sovranità, se si considera che abbiamo conosciuto larga parte dei protagonisti del nuovo progetto come nemici giurati del concetto di sovranità applicato all’Italia.
“… se l’Unione Europea è in larga parte causa dei nostri drammi, non è certo potenziando la causa che si potranno risolvere gli effetti…”
Avversi alla sovranità nazionale italiana, difendono strenuamente la sovranità europea. Senza perifrasi edulcoranti, possiamo con diritto asserire che costoro si collocano non, genericamente, distanti dalla realtà, ma direttamente sulla sponda opposta. Larga parte dei tormenti e dei supplizi che abbiamo patito e scontato negli ultimi vent’anni giungono esattamente da Bruxelles, indi per cui la realtà effettuale, come la chiamerebbe Machiavelli, pretende che si vada in direzione ostinata e contraria. Non così per la nuova formazione politica, che fa suo il logoro teorema secondo cui “ci vuole più Europa”. Numerose volte abbiamo insistito sul fatto che detto teorema, proprio degli euroinomani di Bruxelles, si regge su un vero e proprio non sequitur: se l’Unione Europea è in larga parte causa dei nostri drammi, non è certo potenziando la causa che si potranno risolvere gli effetti. Con un’immagine medica, se la cura somministrata al paziente produce effetti nefasti, la soluzione non può risiedere nel potenziare le dosi della cura. Si tratterà, semmai, di cambiarla.
Cos’ha prodotto fino ad oggi l’Unione Europea? Impoverimento di massa e cancellazione delle identità e delle culture proprie della nostra civiltà
Come non mi stanco di ripetere, non sono per principio contrario all’idea di una Europa unita: credo anzi che sarebbe di massimo giovamento per tutti un’unione degli Stati sovrani europei, in una sorta di internazionale degli Stati sovrani affratellati e organizzati intorno ai valori fondamentali della nostra civiltà. Ma è altresì vero che l’odierna Unione Europea rappresenta l’antitesi di questo progetto ideale: essa non è altro che l’unificazione del vecchio continente sotto la dominazione del capitalismo finanziario e delle sue patologie annesse, con gli effetti ben noti tragicamente a tutti, dall’impoverimento di massa alla cancellazione delle identità e delle culture proprie della nostra civiltà. L’Unione Europea, non per accidens ma per sua naturale strutturazione, non ha prodotto l’unità politica, né la sovranità europea: ha rinsaldato la subalternità Europea a Washington e ha favorito soltanto l’unificazione economica funzionale al capitale. Il progetto del nuovo movimento non fa altro che rinsaldare questa esiziale tendenza. Sarebbe oltretutto interessante chiedere ai pretoriani della nuova formazione come pensino di realizzare la sovranità europea, se l’Europa risulta, ad oggi, costellata di basi militari americane, che rendono l’Europa stessa una colonia alle dipendenze della civiltà del dollaro.







