I prezzi scontati di benzina e gasolio nei distributori ENI? Produrranno solo caos. Il Governo Conte ha fatto un ‘buco’ di oltre 200 miliardi. Il Governo Meloni deve fare debito per soli 20 miliardi

di Giulio Ambrosetti

Lo Stato ha ‘aiutato’ i ricchi con il Superbonus grillino e ora non può indebitarsi per molto meno aiutare famiglie e autotrasportatori?

Ma a chi è menuto in mente la ‘brillante’ idea dello sconto alla pompa di benzina e gasolio solo nei distributori ENI? Il Governo di Giorgia Meloni e i suoi Ministri dicono vero o scherzano? Ci mettiamo tutti in fila, automobilisti e camionisti, presso i distributori ENI? Milioni di mezzi pesanti e automobili in attesa di fare il pieno con lo sconto del Governo? Tutti siamo d’accordo che la benzina a 2,2 euro/litro e il gasolio a quasi 2,5 euro/litro sta rendendo la vita impossibile. Ma c’è modo e modo di affrontare un problema enorme! Quello scelto dal Governo Meloni è il peggiore dei modi possibili. Piacerà sicuramente alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ma non piacerà agli italiani.

Meloni e i suii Ministri se ne facciano una ragione: debbono tornare a 1,6 euro/litro per la benzina e 1,7/litro per il gasolio

La benzina a quasi 2 euro e il gasolio a 2,2 euro sono già un problema. Cercare i rifornimenti ENI e mettersi in fila è una follia! Inutile riproporre una possibile soluzione per affrontare alla radice il problema del caro-carburanti, ovvero il ricorso a una moneta cpmplementare con specifiche reti di relazione (qui un articolo). E’ ‘troppo’ per l’attuale Governo della ‘lesina’. Insomma, il Governo Meloni deve trovare una soluzione per abbassare i prezzi di benzina e gasolio. Prezzi che debbono tornare a 1,6 euro/litro per la benzina e 1,7/litro per il gasolio. Si può fare? Sì. Se proprio il ricorso a una moneta complementare non va giù al Governo, ebbene, esiste una soluzione radicale. Il Governo di Giuseppe Conte ha prodotto un ‘buco’ di quasi 240 miliardi di euro nei conti pubblici italiani. Non lo diciamo noi: l’ha detto Carlo Calenda, leader di Azione (qui il video).

Mandare subito a casa il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che fa solo gli interessi dell’Unione europea

Quindi il Governo Conte ha fatto quello che ha fatto, il successivo Governo di Mario Draghi (“quello “bravo”…) non ha mosso un dito e il Governo Meloni non è in grado di fare 20 miliardi di euro di debito per aiutare i cittadini comuni e gli autotrasportatori in un Paese nel quale, detto per inciso, il 90% e forse più delle merci ‘viaggia’ su gommato? Quindi abbandonate pure agricoltori e pescatori perché i politicamente falliti della Lega debbono tenere i ‘conti in ordine’ per conto dell’Unione europea dell’euro? Se non è in grado di fare questo, egregia presidente del Consiglio Meloni, liberando il Governo dal Ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti, buono solo a “tenere i conti in ordine” per conto dell’Unione europea, le consigliamo vivamente di andare a casa. A proposito del Ministro Giorgetti: come mai nessuno dice che, in questo momento, grazie agli aumenti dei prezzi di benzina e gasolio, il Governo italiano sta incassando un sacco di soldi? Sbagliamo o è la seconda volta che succede quest’anno? Per obbedire’ all’Unione europea si vessano i cittadini? I ‘bagni’ a Luglio e ora si replica a fine Settembre? Pensate veramente che siamo tutti scemi? (qui un articolo).

Per fare ‘cassa’ lo scorso Marzo avete perso il referendum sulla Giustizia. E ora volete perdere pure le elezioni politiche del prossio anno? Lo capite o no che in Italia sta scoppiando un putiferio?

E’ la seconda volta che il Governo Meloni, di fronte a un aumento del prezzo dei carburanti, fa il pesce dentro il barile. E’ successo poco prima del referendum sulla riforma Giustizia. Cosa che abbiamo scritto lo scorso 25 Marzo: “Nelle ultime tre settimane di campagna elettorale (per il referendum sulla Giustizia nr)… poche ore dopo lo scoppio della guerra nel Golfo Persico, i prezzi di benzina e gasolio sono aumentati a dismisura per pura speculazione. Per 18 giorni, invece di venire incontro ai cittadini, incazzati neri soprattutto per il costo del gasolio – 2 euro e 20 nelle città, 2 euro e 50 nelle autostrade – il Governo Meloni li ha abbandonati. Due giorni prima del voto la signora Meloni e i suoi ‘intelligenti’ Ministri e collaboratori si sono accorti dell’errore e sono intervenuti con un provvedimento ridicolo: il taglio delle accise. Un taglio di poco meno di 20 centesimi al litro alla pompa dopo 48 ore e non in tutti i distributori. Quasi nulla: una toppa peggiore del buco. E voleva vincere il referendum, presidente Meloni?” (qui l’articolo). Egregia presidente Meloni: se lei e il suo Governo non interverrete drasticamente per ridurre – sempre drasticamente – i prezzi di benzina e gasolio avrete tutta l’Italia contro. E perderete le elezioni politiche del prossimo anno. Con Futuro Nazionale del Generale Roberto Vannacci che vi leverà un sacco di voti. Lo vedete o no che mezza Italia è pronta a scendere in piazza? In quale Paese vivete?  

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