Una possibile soluzione per fronteggiare l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio nel nostro Paese: una moneta complementare da utilizzare con specifiche reti di relazione

di Giulio Ambrosertti

La vera notizia tenuta nascosta è che sono Unione europea e NATO i responsabili dell’aumento del prezzo dei carburanti

Il Governo di Giorgia Meloni si sta incartando sui carburanti. In queste ore ha trovato 130 milioni di euro per tenere in piedi il misero taglio delle accise per gli autotrasportatori e per le auto a gasolio fino al 5 Settembre. Il classico ‘pannicello caldo’ che non risolve il problema. Già il taglio di 17 centesimi di euro è ridicolo, perché il prezzo del gasolio resta sopra i 2 euro/litro. E potrebbe aumentare. Viene, ad esempio, nascosta la notizia che sono la NATO e l’Unione europea i maggiori responsabili della crescita del prezzo dei carburanti. La NATO, con i soldi Ue e per conto dell’Ucraina, bombarda le raffinerie russe. I russi si rivolgono al mercato mondiale del petrolio e dei suoi derivati e i prezzi di benzina e gasolio salgono. Aritmetica economica. C’è sicuramente un po’ di speculazione: ma questo è inevitabile. A farne le spese sono i cittadini. In Italia la situazione è grave, perché benzina e gasolio costano già tanto perché lo Stato italiano, finito nell’imbroglio massonico e tedesco dell’euro, non trova di meglio, per fare ‘cassa’, che aumentare i prezzi di benzina e gasolio.

Delle due l’una: o a breve finiranno guerra in Iran e guerra in Ucraina, o succederà un ‘bordello’ con i prezzi del petrolio alle stelle

Non solo. Gli americani, di fatto, stanno ‘accerchiando’ l’Iran con sanzioni economiche, commerciali, finanziarie e soprattutto bancarie mai viste. I Paesi che aiuteranno il regime di Teheran verranno messi fuori dall’area del dollaro americano. Per la Cina, grande alleato degli iraniani, sarebbe una rovina, come abbiamo raccontato stamattina ‘numeri’ alla mano (qui l’articolo). Non va meglio per altri 50 Paesi del mondo circa, che non possono permettersi di perdere il mercato americano. In questo scenario si inserisce la visita del Segretario della CIA, John Ratcliffe, a Mosca. Con molta proibabilità, è in corso un tentativo di chiudere a breve sia la guerra in Ucraina, sia la guerra in Iran. Ma questo non potrà che avvenire con la sconfitta di Volodymyr Zelenski (e quindi con la sconfitta dell’Unione europea e del Regno Unito) e con un cambio di guida in Iran, magari garantendo la Cina. Ma ciò potrebbe non avvenire. In questo secondo caso la guerra in Ucraina salirebbe di tono. I russi, per rispondere agli attacchi di NATO e ucraini sul proprio territorio, potrebbero cominciare a usare armi che fino ad ora non hanno messo in campo: i Burevestnik, missili da crociera a raggio illimitato; i Poseidon, veicoli subacquei senza piloti; e il sistema missilistico ipersonico a medio raggio, Oreshnik (qui un articolo). Oltre agli attentati in Europa (qui un articolo), i russi potrebbero attaccare anche alcuni Paesi europei, a cominciare dal Regno Unito, governato da una banda di arroganti globalisti.

La possibile soluzione è una moneta complementare

Tirando le somme, se le guerre continueranno – e non può essere escluso – il prezzo del petrolio schizzerebbe a 150 euro/barile e anche di più. Mentre in Italia il prezzo di benzina e gasolio arriverebbe a 3 euro/litro. Esiste una soluzione per fronteggiare sia i prezzi attuali, sia un possibile ulteriore aumento degli stessi prezzi? Sì. Inutile perdere ancora tempo con gli scippi demenziali di denaro alle società petrolifere e alle banche. Balordaggini dei leghisti, che da quando è entrato nel campo politico il Generale Roberto Vannacci con Futuro Nazionale non sono più lucidi. Una possibile soluzione è rappresentata da una moneta complementare da utilizzare con specifiche reti di relazione. Il Governo Meloni, invece di andare ad elemosinare soldi a una banditesca Unione europea, che peratro sta fallendo, invece di taglieggiare banche e imprese petrolifere individui una cerchia di negozi, aziende e semplici cittadini che potrebbero condividere con i distributori di carburante un paniere di prodotti e alcuni lavori da scambiare. Il tutto senza pensare ad obblighi ma su base volontaria: i ricchi, che non mancano, se lo vorranno, potranno pagare i carburanti con il denaro. Chi aderirà alla moneta complementare si adeguerà cercando soluzioni possibili. Lo Stato perderebbe parte di IVA e di accise ma famiglie e imprese resterebbero in piedi.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *