Cari signori del centrodestra, Bologna non è l’Italia. Non generalizzate. La verità è che il centrosinistra non guadagna consensi e scommette su scontenti e proteste di piazza

di Giulio Ambrosetti

Attaccare i poliziotti è vergognoso. Ma è un fatto locale, non nazionale. Il nostro Paese non ha nulla a che vedere con i problemi di un centrosinistra globalista in caduta libera perché espressione di una fallimentare Unione europea

I fatti di Bologna sono inqualificabili. Una manifestazione nella quale vengono attaccati i poliziotti è semplicemente vergognosa. Però, ai signori del centrodestra, che fanno di tutta l’erba un fascio, va detto che generalizzare e fare del pessimo esempio di Bologna un questione nazionale è sbagliato. Se a Bologna c’è un Sindaco – che chiama a raccolta la piazza dopo una tragedia, senza nemmeno aspettare l’esito dell’autopsia, indispensabile per capire le ragioni di questa assurda morte – ebbene, questo è un problema di Bologna, non di tutta l’Italia. Le cose vanno chiamate per nome e cognome. E i fatti vanno analizzati per quelli che sono. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, senza generalizzazioni.

Prima di ricorre alla piazza non sarebbe stato opportuno aspettare gli esiti dell’autopsia?

L’Italia non è Bologna. E, soprattutto, l’Italia non è rappresentata dall’attuale centrosinistra che, scoprendosi minoranza dopo quattro anni di Governo di centrodestra, cerca scorciatoie cavalcando le proteste sociali, talvola legittime, altre volte – come i fatti di Bologna – fuori dalle regole del vivere civile e della Democrazia. Il Sindaco di Bologna dice che nella sua città c’erano due piazze. Assolutamente vero. E la televisione ne ha dato atto. Però, ribadiamo, prima di convocare una manifestazione popolare si poteva anche aspettare l’esito dell’autopsia. Non era difficile intuire che, con il clima che si è creato dopo la morte del 43enne marocchino, Abderrahim Fakir, non sarebbero mancate le strumentalizzazioni e le violenze di piazza.

Il Governo Meloni e, soprattutto, il centrosinistra fanno “la guardia al bidone dell’Unione europea” e perdono consensi: ben gli sta

Questa vicenda ci invita ad andare al di là del fatto in sé. E ci dice che, soprattutto dopo la sconfitta nel referendum sulla riforma della Magistratura, in tanti si aspettavano un crollo del centrodestra. Ebbene, questo crollo non c’è stato. Anzi è venuto fuori un fenomeno – il Generale Roberto Vannacci con il suo partito Futuro Nazionale – che suscita grande interesse tra i tanti elettori aventi diritto del nostro Paese – oggi maggioranza – che non si recano più ai seggi elettorali perché nauseati dalla politica. Vannacci, su due temi sociali molto delicati e indissolubilmente legati – migranti e Unione europea – è molto più risoluto del Governo di Giorgia Meloni. Così, mentre il Governo Meloni e il centrosinistra continuano a fare “la guardia al bidone” dell’Unione europea, Vannacci guadagna consensi proprio perché affronta di petto, con un linguaggio chiaro e schietto, i disastri sociali provocati dai migranti voluti dall’Unione europea.

Il centrosinistra non andrà oltre il 35%. Per un motivo semplice: perché il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte sta franando e rimane comunque incompatibile con Renzi

Piaccia o no, il Governo Meloni dovrà fare i conti con Vannacci mentre il centrosinistra dovrà fare i conti con un’inevitabile sconfitta alle elezioni politiche del prossimo anno, se è vero che il PD non va oltre il 20-22%, con un Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte in caduta libera, specie dopo lo scandalo della mascherine messo in luce dalla Commissione parlamentare sul Covid. In più gli stessi grillini di Conte dovrebbero correre alle elezioni con Matteo Renzi, tra i protagonisti, nel 2021, dello ‘sbarellamento’ della stesso Conte da Palazzo Chigi. Come si può notare, siamo ben oltre l’armata Brancaleone… Morale: mettendo dentro tutto e il contrario di tutto, compresi ‘cespugli’ e ‘frattaglie’ varie, il centrosinistra avrà difficoltà ad arrivare al 35%. Provare a rimescolare le carte cavalcando scontenti e proteste non aumenterà i consensi del cosiddetto ‘Campo largo’ che, ad onta del nome, si va invece restringendo di giorno in giorno…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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