di Giulio Ambrosetti

Lo ribadiamo ancora una volta: bisogna essere veramente ingenui per non capire che le potenze mondiali sono in grado di modificare il clima e scatenare un’alternanza di alte temperature proibitive e piogge torrenziali
Ieri a Milano è successo l’incredibile: un concerto è stato interrotto a causa di una grandinata fuori dal comune (qui un articolo). Non è la prima volta che chicchi di grandine fuori dal comune si abattano sui centri. Ma è la prima volta che, guarda caso, ciò si verifichi mentre è in corso un concerto con migliaia e migliaia di persone costrette a darsela a gambe. Come scriviamo da quando questo BLOG è in rete, bisogna essere veramente ingenui per non capire che l’uomo, ormai da decenni, è in grado di modificare il clima. A differenza di quanto avveniva negli anni ’60 del secolo passato, quando gli israeliani, grazie alle piogge artificiali, hanno cominciato a coltivare gli agrumi nel deserto (pompelmi, per la precisione), oggi la tecnologia è stata affinata. Ne sanno qualcosa milioni gli abitanti di tre o quattro Stati americani, che lo scorso 4 Luglio, giorno dei festeggiamenti del 250esimo anniversario dell’Indipendenza, si sono ritrovati con temperature di 46 gradi centigradi (qui un articolo). E’ evidente che ‘qualcuno’ ha tirato questo scherzetto agli statunitensi. Non ci sono stati grandi problemi perché gli americani si aspettavano una coaa del genere. A parte l’interruzione di alcune manifestazioni (a 46 gradi non si può stare fuori, perché si muore), il presidente Donald Trump ha tenuto lo stesso il suo discorso. Non ha parlato due ore, com’era previsto ma a 80 anni, nel piano di una tempesta di caldo, ha parlato lo stesso per 40 minuti. (sopra foto di Milano colpita dalla grandine tratta da Tik Tok)
Meno male che questo strumento non viene utilizzato da Israele…
Nel mondo tanti Paesi, oggi, modificano il clima. Dovrebbero essere tre le potenze che lo posso usare per farli la guerra tra loro: America, Cina e Russia. Ci sarebbe anche Israele, che è perfettamente in grado di scatenare un’alternanza tra alte temperature e piogge torrenziali. E non escludiamo che l’avrebbe già fatto a Gaza, in Libano e magari in Israele. Con molta probabilità, è il presidente americano Trump che frena le intemperanze israeliane e, in particolare, del capo del Governo di questo Paese, Bejamin ‘Bibi’ Netanyahu, e di qualche suo Ministro sopra il rigo. Infatti, nella guerra in Iran, in questa fase, Israele si occupa soltanto di tenere sotto pressione militare Hamas a Gaza e Hezbollah in Libano, senza utilizzare cambiamenti climatici e altre diavolerie (come i cercapersone, i telefoni cellulari, i pannelli fotovoltaici e le batterie delle auto che esplodono per magia…).
Bisogna essere veramente ciechi per non vedere che il caldo asfissiante e, in alcuni casi, le piogge torrenziali stanno colpendo i Paesi europei ‘sparati’ contro la Russia. Mai sottovalutare le capacità tecnologiche di una potenza mondiale…
Ma stiamo scantonando. Quello che stiamo cercando di dire è che l’ondata di caldo estremo che dal 20 Giugno fino ad oggi sta colpendo una parte dell’Europa, tra alti (tanti picchi elevati) e bassi (pochi, in verità) non è casuale. Guarda caso, questo caldo estremo ha colpito i Paesi europei più ‘sparati’ contro la Russia: il Regno Unito (dove per ora si registrano solo alte temperature), la Francia, la Spagna, la Germania e l’Italia (dove oltre alle alte temperature sono arrivati anche vento, piogge torrenziali e, ieri, a Milano, una grandinata che interrotto un concerto). Ovviamente, gli ‘europeisti’ non possono ammettere che tutto quello che sta succedendo è farina russa, perché non la possono dare vinta a Mosca. Tutto quello che succede in Italia da circa un mese a questa parte, dal caldo estremo alle piogge altrettanto estreme, dagli alberi e i tetti delle case che volano per il vento agli incendi boschivi che non danno tregua, tutto questo e altro è frutto del ‘caso’. E, ovviamente, chi fa notare la proporzionalità diretta tra l’Unione europea che rompe i cabbasisi ai russi (perché in Europa siamo tutti filo-ucraini, chissà perché…) e i disastri ambientali che si stanno abbattendo non su tutta l’Europa ma sui Paesi europei ‘sparati’ contro la Russia, ebbene, chi fa notare questo parallellismo sinistro è un “complottista”. Continuate così e andrete lontano…







