
di Franco Calderone
Sono diventati tutti sovranisti, ma qual è lo spazio d’azione? Agrisat sta studiando il panorama nazionale e internazionale per comprendere le aree d’azione

Lo spazio statutario e normativo. Il “Margine di Apprezzamento” e i Trattati a livello internazionale ed europeo. Gli Stati non sono totalmente privi di potere. Esistono clausole e principi giuridici che possono essere attivati. Vediamoli per grandi linee.
a) L‘articolo 4 del Trattato sull’Unione Europea (TUE) tutela l’identità nazionale degli Stati membri, compresa la loro struttura fondamentale, costituzionale e l’integrità territoriale. È la base giuridica per opporsi a normative comunitarie che minacciano specificità nazionali non negoziabili.
b) Clausole di salvaguardia e sicurezza nazionale: i trattati internazionali (inclusi quelli del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio) prevedono eccezioni per motivi di ordine pubblico, salute pubblica, sicurezza nazionale e protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico. Un governo può invocare queste clausole per limitare temporaneamente determinate importazioni o proteggere asset strategici.
c) La Golden Power: è uno strumento normativo già esistente in Italia (e in altri Paesi) che permette allo Stato di porre veti o dettare condizioni specifiche sull’acquisto di imprese operanti in settori considerati strategici (difesa, sicurezza, energia, trasporti, comunicazioni, e oggi anche agroalimentare e salute).
Lo spazio economico
Sovranità della Qualità e Filiera Corta. Sul piano economico, la sovranità oggi non si costruisce con l’autarchia (impossibile in un mondo interconnesso), ma con la resilienza delle filiere e la valorizzazione del valore aggiunto.
Principio di sussidiarietà e i mercati locali. Le normative europee permettono di incentivare le produzioni a “chilometro zero” o la filiera corta, soprattutto nei bandi pubblici (ad esempio, per le mense scolastiche o aziendali), legando i criteri di selezione alla sostenibilità ambientale e alla freschezza del prodotto, il che favorisce naturalmente i produttori locali rispetto ai colossi industriali stranieri.
Sostegno alla micro e piccola-media impresa (PMI). Attraverso la leva fiscale nazionale (crediti d’imposta, sgravi per chi non delocalizza, incentivi al ricambio generazionale nell’agricoltura e nell’artigianato), lo Stato può proteggere e far crescere il tessuto produttivo di prossimità.
Protezione dei marchi e dazi mirati. Utilizzare in modo rigoroso le denominazioni di origine (DOP, IGP) e spingere per l’introduzione della “reciprocità” nei trattati commerciali: se un prodotto extra-UE non rispetta i nostri standard sanitari, ambientali e di tutela del lavoro, non deve poter entrare nel mercato interno a prezzi stracciati.
3) Lo spazio politico e le alleanze transnazionali
Paradossalmente, per esercitare la sovranità nazionale oggi serve un’azione internazionale. Gli spazi politici si aprono attraverso la creazione di assi strategici:
Il Sovranismo condiviso o delle Nazioni
L’idea non è l’isolamento, ma la creazione di alleanze tra Stati che condividono la stessa visione (ad esempio, la difesa dell’agricoltura tradizionale contro i cibi sintetici o intensivi). Quando più nazioni fanno fronte comune possono bloccare o reindirizzare le direttive degli organismi sovranazionali.
Spostare l’asse decisionale dal “sovranazionale” all'”intergovernativo”
In sede europea, lo spazio politico si amplia quando le decisioni vengono prese attraverso accordi diretti tra governi sovrani (metodo intergovernativo) anziché delegando poteri a commissioni o tecnocrazie non elette.
Sovranità della Salute e del Territorio
La gestione della salute e del territorio rimane, in gran parte, una competenza concorrente o esclusiva degli Stati nazionali. Qui i margini sono ampi.
Principio di Precauzione. È un pilastro del diritto ambientale e sanitario europeo. Permette a uno Stato di vietare la coltivazione o la commercializzazione di prodotti (come gli OGM o determinati agrofarmaci intensivi) se vi è il sospetto, anche non ancora definitivamente sancito dalla scienza globale, di un rischio per la salute o per la biodiversità del territorio.
Piani di bonifica e rigenerazione. Investire fondi pubblici nazionali per la messa in sicurezza del territorio, il contrasto al dissesto idrogeologico e il sostegno alle aziende agricole custodi dell’ambiente è una scelta politica sovrana che nessuno organismo esterno può vietare.
In conclusione: essere sovranisti oggi non significa tracciare linee rosse sulle mappe e chiudere le dogane come nel secolo scorso. Significa usare il diritto e l’economia come uno scudo. Lo spazio politico esiste ed è normato dai trattati stessi: la chiave sta nella volontà politica di applicare quelle regole, eccezioni e clausole di salvaguardia che spesso, per pigrizia o subalternità culturale, i governi occidentali hanno evitato di usare.







