Egregia presidente Meloni: non si può stare con l’Unione europea e con l’America di Trump. Alla fine è stata ‘scaricata’ in mala maniera dagli ‘europeisti’ e dal presidente USA

di Giulio Ambrosetti

La Ue ha negato al Governo italiano i fondi per aiutare le famiglie e le imprese colpite dagli effetti della crisi del Golfo (leggere caro energia). E il capo della Casa Bianca l’ha mollata

Quando te le vai a cercare. Sì, è proprio il caso di dirlo: quando te le vai a cercare. E’ il caso di Giorgia Meloni, capo del Governo italiano, che, come dire?, è stata un po’ (forse più di un po’) strapazzata dal presidente americano, Donald Trump. Intervistato dai giornalisti de L’aria che tira – trasmissione de La 7 – il presidente USA non è andato per il sottile: “Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”. Leggendo l’articolo dell’ANSA – sempre equilibrato e perfetto nella forma e nella sostanza – si rimane di stucco. E’ stato il capo della Casa Bianca a portare il discorso sulla Meloni: “Come sta il suo primo ministro? Come sta?“, ha chiesto Trump al giornalista. E ha aggiunto: “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato! Non ero obbligato a parlarle!”. E ancora: “Non so cosa dirle! – ha detto Trump rispondendo al cronista che gli chiedeva ancora dell’incontro con la Meloni –mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!”. Sempre nell’articolo dell’ANSA Trump ha detto due cose giustissime sull’immigrazione senza controllo voluta dai globalisti e dalle multinazionali per abbassare i salari e per ridurre i diritti dei lavoratori europei e sul mezzo fallimento delle pale eoliche che stanno distruggendo il paesaggio: “L’immigrazione è un disastro e l’energia, con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un disastro” (qui per esteso l’articolo dell’ANSA).

Era così difficile capire che il capo dell’amministrazione americana è detestato dagli ‘europesti-globalisti’?

Dopo le dichiarazioni di Trump, che sono frutto di un ragionamento politico preciso, che la politica europea e italiana sta volutamente ignorando, è iniziato il rito dello stracciamento delle vesti: ma che modi sono questi, Trump è il solito, è inaffidabile e bla bla bla. La realtà, invece, è semplice. L’attuale presidente americano considera l’Unione euroea un agglomerato di nemici dell’America e nemici suoi personali: e ha perfettamente ragione. Il Capo della Casa Bianca vuole sbaraccare l’Unione europea: e ci riuscirà. In questa fase, in perfetta sintonia non con Israele ma con la lobby mondiale ebraica finanziaria e bancaria che sta dietro Israele, sta ‘cucinando’ l’Iran. Già oggi, come stamattina abbiamo previsto, la firma finale dell’accordo tra America e Iran è andato a farsi benedire (qui il nostro articolo). La Meloni ha fatto un accordo sbagliato con la Commissione europea di Ursula von der Leyen: ovviamente, se sta con l’Unione europea l’attuale capo del Governo italiano non può stare con l’America di Trump. La Meloni ha provato, italianamente, a stare con un piede in due staffe (o in due scarpe), che significa tenere un comportamento ambiguo, provando a destreggiarsi: un po’ con l’Ue, un po’ con gli USA. A Trump il comportamento della Meloni non è piaciuto e l’ha ‘scaricata’ alla sua maniera.

La mossa del presidente USA è calcolata: è un grande aiuto per Futuro Nazionale del generale Vannacci

Da notare che la Meloni e il Governo italiano che rappresenta sta provando, contemporaneamente, a tenere buoni rapporti con gli ‘europeisti’ e con Trump. Risultato? Due fallimenti! La Commissione europea della Von der Leyen – che in Italia, politicamente parlando, riconosce solo il PD e i ‘vassalli’ di questo ‘presunto’ partito di sinistra, che in realtà è un partito ultra-liberista e globalista – ha negato al Governo Meloni i soldi per aiutare le famiglie e le imprese italiane alle prese co la crisi energetica provocata dalla guerra nel Golfo. E ora Trump ha ‘scaricato’ la Meloni. Una mossa, quella del presidente americano, che è anche un grande aiuto a Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci.

Tra i “No” di Bruxelles e la ‘strigliata’ statunitense l’Italia rimane con un pugno di mosche

Che dire? Con molta probabilità, la Meloni e i suoi consiglieri hanno fatto malissimo i calcoli politici. In politica, come del resto nella vita, ci sono dei momenti in cui bisogna schierarsi. Come diciamo noi in Sicilia, il presidente americano Trump unn’è santu chi sura: è inutile cercare di prenderlo con le buone per fargli cambiare idea sulle persone e sulle cose. Gli abbracci, i sorrisi e le foto non attaccano: trump va per la propria strada. La realtà – amara per la Meloni – è che l’attuale Governo italiano ha fatto malissimo a entrare nella Commissione europea dove conta quanto il due di denari con la briscola a coppe. E ha fatto malissimo a non schierarsi con Trump senza se e senza ma. Da parte di Trump l’apertura all’attuale capo del Governo italiano c’è stata. Ma la Meloni ha preferito imbarcarsi con un’Unione europea ormai alla frutta, controllata da due Paesi falliti – Francia e Germania – governati da due soggetti, Emmanuel Macron e Fredrich Merz, che non hanno nemmeno la maggioranza nei rispettivi Paesi (Macron non ha nemmeno la maggioranza nel Parlamento francese). Alla fine non solo alla Meloni ma a tutta l’Italia è rimasto il classico pugno di mosche… In più la Meloni dovrà fronteggiare lo sciacallaggio dei suoi avversari.

Foto tratta da Wikipedia

 

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