
Due casi eclatanti denunciati da Ciro Lomonte: il Giardino Inglese interessa migliaia di cittadini mentre a migliaia di altri cittadini, sempre del capoluogo siciliano, soprattutto giovani, è stata tolta la piscina olimpica comunale. L’europarlamentare potrebbe chiedere ‘lumi’ alla Commissione europea
Mentre la sempre più grottesca Commissione europea, l’altrettanto grottesco Governo nazionale e i ‘Giornaloni’ italici strombazzano l’arrivo della settima rata del Pnrr da 18,3 miliardi di euro, noi, a giudicare da quello che scrive Ciro Lomonte, esponente storico degli Indipendentisti siciliani, non possiamo non interrogarci su questi benedetti fondi del Pnrr. Da quando siamo in rete abbiamo pubblicato ben 22 articoli in cui Lomonte racconta in tutte le salse che questi fondi europei, che in parte sono a fondo perduto e in parte debbono essere restituiti a Bruxelles non esistono più. Al contrario di quello che scrivono i giornali e al contrario quello che dicono in televisione, che non fanno altro che descrivere come presenti i fondi del Pnrr – la scorsa settimana, addirittura, sarebbe arrivata la settima rata del Pnrr – Lomonte continua a ribadire che questi soldi non esistono più. Lomonte, a differenza di quello che scrivono i giornali e a differenza di quello che raccontano in televisione, quello che dice lo prova con i fatti, pubblicando articoli di giornali in cui Sindaci e, in generale, amministratori pubblici, lamentano che i fondi del Pnrr non sono mai arrivati. Poi ci sono ben due casi, documentati sempre da Lomonte, in cui l’arrivo delle ‘rate del Pnrr’ va a coincidere, guarda caso, con l’emissione di BTP da parte del Governo italiano. Gli articoli che raccolgono le testimonianza di Lomonte suffraata da fatti oggettivi li trovate nella sezione “Economia e Finanza” diq uesto blog o nella pagina Facebook di Giulio Ambrosetti e dei Nuovi Vespri dove sono stati ripubblicati qualche giono fa.
La realtà: “I pochissimi lavori portati a termine in tutta Italia targati Pnrr sono in realtà stati finanziati da Enti locali e varie altre pubbliche amministrazioni con fondi sottratti al bilancio ordinario”
Noi crediamo a quanto scrive Lomonte, sia perché è provato dai fatti, sia perché anche a noi risulta che in alcuni Comuni siciiani i lavori a valere sui fondi del Pnrr o non sono mai partiti, o sono stati iniziati e poi lasciati in asso. Su questo argomento torna lo stesso Lomonte, ricordando che “i pochissimi lavori portati a termine in tutta Italia targati ‘Pnrr sono in realtà stati finanziati da Enti locali e varie altre pubbliche amministrazioni con fondi sottratti al bilancio ordinario follemente ‘anticipati’. Perché nell’Italia della Seconda Repubblica è possibile indire le gare senza avere i soldi pubblici in cassa, cioè sul c/c dell’Ente. Come nel caso del Giardino Inglese di Palermo il risultato è che lavori di pochi mesi si sono protratti per oltre 2 anni, completando sì e no il 20 per cento dei lavori progettati e messi a gare. Non pagate, le aziende appaltatrici rimuovono la quasi totalità della forza lavoro. Ed iniziano a interloquire prima con gli uffici appaltanti, e poi con gli amministratori in merito ai mancati pagamenti. Siamo ormai a Luglio 2025. I lavori ‘finanziati con il Pnrr’ della piscina olimpica di Palermo sono a dir poco in alto mare. Il 20 Agosto 2024 un giornale online di Palermo titolava: ‘Lavori alla piscina comunale, per la vasca coperta ci vorranno 300 giorni: Riapertura il 16 giugno 2025’. L’assessore comunale ai Lavori pubblici del Comune di Palermo, Totò Orlando, ricordava che le opere sarebbero costate 4,6 milioni finanziate con fondi Pnrr. Ma i soldi dove sono?”.
Perché non raccontare la verità ai cittadini di Palermo? Per ‘parare il culo’ ai politicamente falliti dell’Unione europea?
Come i lettori possono notare e come possono notare i cittadini di Palermo – Lomonte cita due casi eclatanti di lavori a valere sui fondi del Pnrr lasciati in asso: il Giardino Inlese di Palermo e la piscina olimpionica di Palermo. “Non è nostra intenzione – scrive Lomonte – attribuire al Comune committente o all’impresa questo ritardo che costringerà per molti mesi ancora – se mai i lavori saranno completati – cittadini e sportivi a non poter fruire di nessuna delle due vasche da 50 metri della grande piscina di Palermo (dei lavori della piscina comunale di Palermo abbiamo scritto un anno fa (come potete leggere qui). Si tratta infatti di lavori significativi: consolidamento strutturale, rifacimento dell’impianto di filtrazione, realizzazione di un nuovo impianto di ventilazione di palestra e piscina coperta, adeguamento dell’impianto idrico sanitario, i bagni e l’adeguamento alla normativa tecnica dell’impianto sportivo. In realtà, spiegava ancora pochi giorni fa l’assessore comunale a una televisione locale, gli appalti sono tre, per complessivi 15 milioni, di cui 4 finanziati da Comune e Regione siciliana. E 11 dal Pnrr (https://fb.watch/ABjXcZe8GV/?mibextid=z4kJoQ). A Palermo non esiste alcuna altra piscina olimpica, né alcuna altra piscina pubblica. I lavori, in forte ritardo, dovranno comunque concludersi. Se anche gli 11 milioni del Pnrr non fossero mai arrivati, il Comune di Palermo darà fondo ai soldi della Tassa di soggiorno, oppure ricorrerà ad un nuovo prestito dalla Cassa depositi e prestiti del Tesoro”. Naturalmente questa vergogna non verrà raccontata ai cittadini, perché Governo nazionale, Governo siciliano, Comune di palermo e ‘autorità’ varie sono impegnate a difendere i quattro massoni falliti che governano la sempre più inutile e dannosa Unione europea. Come hanno cominciato a fare con il Covid, la verità va nascosta ai cittadini e si debbono raccontare minchiate, minchiate e ancora minchiate.
Altri lavori a valere sui fondi del Pnrr lasciati in asso: il Liceo classico di Acireale e gli asili nido di Palermo
Lomonte racconta che la sceneggiata in corso con il Giardino Inglese e con la piscina comunale di Palermo si materializzerà anche “per le centinaia di altre opere – migliaia in Sicilia – che mai vedranno la luce per l’inesistenza dei fondi del presunto ‘Pnrr’, mai trasferiti da Roma. Dal Liceo classico di Acireale, che avrebbe dovuto ricevere 9,8 milioni, agli asili nido di Palermo, i lavori non sono mai partiti o sono stati subito abbandonati. Unica e comune la causa: mancanza dei soldi. L’esito complessivo dell’intera, ridicola vicenda del Pnrr – prosegue Lomonte – sarebbe aver aggiunto qualche migliaio di opere incompiute alle migliaia della Seconda e fallimentare Repubblica. Se non fosse che Enti locali e pubbliche amministrazioni di ogni tipo hanno enormi buchi di bilancio per aver anticipato le somme, poi rivelatosi comunque insufficienti”.
Anche il Comune di Marineo aspetta l’asilo nido. Ben 47 aziende olearie siciliane prese per i fondelli
Lomonte cita il caso “del piccolo Comune di Marineo con il suo asilo nido. Purtroppo con loro ci sono moltissime imprese che non hanno ascoltato l’invito alla cautela di Siciliani Liberi, che da due anni spiega che le risorse del Pnrr non esistono. Le ultime a cascarci sono state le 47 aziende olearie siciliane che in teoria avrebbero ‘ottenuto’ 13 milioni del Pnrr per rifare i frantoi. Ma che, naturalmente, non hanno ricevuto un centesimo. ‘A distanza di oltre dieci mesi dalla pubblicazione della graduatoria definitiva del bando ‘Ammodernamento dei frantoi oleari’, scrive un quotidiano locale, ‘nessuno dei 47 beneficiari siciliani ha ancora ricevuto l’erogazione degli anticipi o degli stati di avanzamento lavori. In gioco ci sono oltre 13 milioni di euro per l’innovazione e la meccanizzazione, ma i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte di Agea e la mancata attivazione di un canale amministrativo efficace da parte della Regione, stanno paradossalmente compromettendo la tenuta economica e operativa delle imprese del settore. Le imprese, infatti, hanno già avviato gli investimenti, firmato contratti e dismesso i vecchi impianti, nella prospettiva di completare gli interventi entro la scadenza fissata dal Pnrr: il 31 Gennaio 2026. Molte di esse hanno già dato fondo ai risparmi aziendali’. La situazione di stallo è stata segnalata dall’Associazione frantoiani oleari di Sicilia (Afo Sicilia) e già lo scorso Maggio era stata inviata una nota di sollecito al presidente della Regione e all’assessore regionale dell’Agricoltura. «Gli imprenditori – scrive Afo Sicilia – hanno rispettato il cronoprogramma previsto dal bando, anticipando risorse e assumendosi impegni economici rilevanti. Ma, ad oggi, non hanno ricevuto nemmeno un acconto. Le aziende rischiano di dover rinunciare agli investimenti o, peggio, di chiudere, per il solo fatto di essersi fidate delle istituzioni» (https://palermo.repubblica.it/…/fondi_pnrr_bloccati_da…/).
Appello al generale Roberto Vannacci: perché non chiede ‘lumi’ alla Commissione europea? Lei è fuori dagli ‘schemi’ truffaldini europeisti e lo può fare
“Ancora una volta – conclude Lomonte – i fatti confermano quanto anticipato solo da Siciliani Liberi: imprenditori e amministratori possono così verificare concretamente come sarebbe stato utile e opportuno per il bene dei loro concittadini e delle loro imprese aver ascoltato Siciliani Liberi. Analogamente, i siciliani possono ‘toccare con mano’ come in Sicilia esista una sola forza politica al loro fianco, interessata al bene loro e della Sicilia. Una piccola forza politica, che diventerà grande”. Noi seguiamo con attenzione gli interventi grintosi e concreti del Generale Roberto Vannacci nell’aula del Parlamento europeo. Perché, egregio Generale Vannacci, non chiede ‘lumi’ alla Commissione europea su questi fondi del Pnrr che mancano in mezza Italia e forse in più di mezza Italia? Perché non chiede alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che fine hanno fatto i fondi del Pnrr? Forse li hanno dirottati a umma umma in Ucraina? Non sarebbe il caso, generale Vannacci, di venire in Sicilia per fare luce su qesta vicenda?
Ci piacerebbe capire anche quale sia la posizione della Corte dei Conti europea su questa incredibile storia.








