
In effetti nel centrosinistra si avvertiva l’esigenza di un terzo candidato a Palazzo Chigi…
C’è di folla di candidati premier, nel cosiddetto campo largo del centrosinistra globalista-europeista italiano, molto centro e poca sinistra. Dopo la segretaria del PD, Elly Schlein, che già parla come candidata premier “Toccherà a noi, toccherà a noi, toccherà a noi”, ha detto intervendo in Parlamento per denigrare gli avversari; dopo Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle in fase di ‘squagliamento’, che dopo i grandi ‘successi’ ottenuti come capo del Governo, soprattutto nella gestione della pandemia, vera o presunta, ecco arrivare una terza candidata, Silvia Salis, Sindaco di Genova, ex martelista, ex dirigente sportiva adesso così esperta di politica che tantate, niente me no, la candidatura a Palazzo Chigi. Però senza elezioni primarie: indicatemi candidata premier e basta.
Intanto Giorgia e il suo Governo leccano la sarda ‘europeista’
Sicuramente il Governo di Giorgia Meloni ha tante insufficienze. A cominciare dal cambio di casacca che è stato ripagato a pesci in faccia. Infatti, da quatttro anni la Meloni e il suo partito, i Fratelli d’Italia, hanno abbracciato la causa dell’Unione europea. Che, come ‘premio’, sta facendo ‘leccare la sarda’. Tra economia europea che va a catafascio causa crisi della globalizzazione, dazi dell’America di Trump, piogge torrenziali he o allagano o fanno frane mezza Italia con danni per decine e decine di miliardi di euro e,ciliegina sulla torta, la guerra nel Golfo Persico l’Italia ha le ‘casse’ vuote. E siccome la ‘Grande’ Unione europea si è dotata di un sistema monetario a ‘strozzo’ voluto dai tedeschi per ‘incaprettare’ i gonzi portati in questa trappola da chi li ha svenduti, la Meloni ormai ‘europeista’ ha chiesto l’allentamento dell’intelligente ‘Patto di stabilità’ europeista, che tradotto in soldoni significa l’autorizzazione per contrarre nuovi debiti. Eh già, perché nell’Unione europea, se non sei la Germania o un Paese alleato dell Germania devi chiedere il permesso – sempre alla Germania – anche per indebitarti e per pagare ogni anno interessi sul debito sempre più salati (l’Italia paga quasi 100 miliardi di interessi sul debito all’anno ma non si deve dire per non fare preoccupare gli italiani). Insomma la Meloni e i sui Fratelli d’Italia si sono consegnati mani a piedi all’Unione europea e, in cambio, stanno prendento botte in testa. Geni!
Unione europea: una strada senza uscite
Votata nel Settembre del 2022 come esponente euroscettica, la sgusciante Meloni, appena ha messo piede a Palazzo Chigi ha cominciato subito a grillineggiare. Ricordate i grillini del 2018? Anche loro, e quattro anni prima della Meloni, erano stati votati dagli italiani come euroscettici, con il Movimento 5 Stelle che ha acciuffato poco più di 11 milioni di voti. Con grande ‘coerenza’, appena arrivati al Governo, i grillini si sono convertiti all’europeismo. Risultato: appena 2 milioni di voti alle elezioni europee del 2024. Con il rischio di arrivare a un milione di voti o giù di lì alle elezioni politiche del prossimo anno. Sulla stessa strada si è incamminata Giorgia Meloni e il suo Governo, finiti nella strada senza uscita dell’Unione europea dell’euro.
La soluzione Salis
Direte: che c’entrano le disastrose scelte ‘europeiste’ della Meloni e dei suoi Fratelli d’Italia con le avventure, altrettanto disastrose, di Giuseppe Conte e del centrosinistra europista-globalista italico senza sinistra? C’entrano, eccome se c’entrano! Il “No” Ue al Governo Meloni sull’allentamento del ‘Patto di stabilità’ (che comunque durerà poco perché tra un po’ la guerra nel Golfo Persico riprenderà e l’Unione, gli piccia o no, dovrà allargare i cordoni della borsa) e le inchieste a pioggia sul centrodestra dovrebbero spianare la strada alla vittoria del centrosinistra eropeista-globalista senza sinistra, detto anche campo largo. Solo che nel campo largo, come diciamo noi in Sicilia, c’è u burdellu. Se la Schlein non sarà la candidata premier questa volta, ebbene, non avrà mai più tale possibilità; se Conte non sarà candidato a Palazzo Chigi, il Movimento 5 Stelle rischia di scoppare al 5%. Ora è arrivata la Salis che, forte della sua ‘grande esperienza’ politica, dice: “Lo sapete che vi dico? Siccome non vi mettete d’accordo a Palazzo Chigi ci vado io”.
Il Conte accerchiato
Ah, dimenticavamo: pende, sul Movimento 5 Stelle di Conte, il ricorso di Beppe Grillo (foto sopra con Davide Casaleggio tratta da Il Foglio) il fondatore del Movimento che si vuole riprendere il simbolo. Non crediamo, per tanti motivi, che la Magistratura gli darà ragione. Ma la notizia non è questa. Grillo è troppo intelligente per non aver capito che il simbolo resterà a Conte e ai suoi politicamente disperati compagni di cordata. La notizia è che Grillo potrebbe tornare in pista, con o senza il simbolo del Movimento 5 Stelle. Anzi, senza il simbolo sarebbe anche meglio, perché giocherebbe la carta contro gli ‘usurpatori’. Cos’è che ci fa pensare che Grillo sarà in campo alle prossime elezioni politiche? I ‘movimenti’ che, dal Nord Italia, arrivano anche in Sicilia. Emblematica la recente intervista a Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto Casaleggio, fondatore del Movimento insieme con Grillo. Davide Casaleggio, a proposito di Giuseppe Conte, ha detto: “Sarebbe un ottimo segretario del PD…”. In più c’è l’attivismo di Danilo Toninelli, l’ex Ministro grillino messo da parte perché voleva fare chiarezza sulla gestione delle autostrade. Insomma, se Grillo, Casaleggio, Toninelli e via continuando rientrano in pista, beh, Conte e i suoi poltronisti, sempre per dirla alla siciliana, si ponnu iri ammucciari… (andare a nascondersi per i non siciliani).








