
Foto tratta da Quotidiano Nazionale
Cominciamo con il centrosinistra oggi più che mai diviso
Il centrosinistra italiano è diviso. Il ‘capo’ del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non vuole rinunciare alla candidatura come premier. Ed è anche logico: i grillini stanno scomparendo e l’unico modo per tentare di arginare la perdita di voti è presentarsi come candidato per la presidenza del Consiglio. Conte chiede subito le primarie perché sa che il Partito Democratco è diviso e lui, con quello che rimane dell’organizzazione del Movimento, sa che vincerebbe agevolmente. Il PD di Elly Schlein non ne vuole sapere di Conte come candidato alla guida del Governo e, soprattutto, non vuole sentire parlare di primarie. Un’altra parte del PD non ne vuole sapere della stessa Schelin. Uno schieramento politico molto unito… Un altro esponente del centrosinistra con il partito che sta ‘squagliando’ – Italia Viva – è Matteo Renzi, che vorrebbe sistemarsi, con almeno una decina dei suoi, dentro il PD. Ma con il caos che c’è in questo partito non dovrebbe trovare spazio. Carlo Calenda con la sua Azione ha capito che il centrosinistra, ribattezzato ‘Campo largo’, non è strada che spunta: e infatti dice che andrà per i fatti suoi per dare vita a un ‘Centro’. Con chi? Vattelappesca! Rimangono Verdi e Sinistra che sperano, o forse si illudono, di prendere alle elezioni politiche del prossimo anno i voti che hanno preso alle elezioni europee di due anni fa, il 7% o giù di lì. Ci sarebbero anche i Radicali di Più Europa che forse non ci sono più…
I sondaggi ufficiali danno il ‘Campo largo al 44%. C’è da crederci?
La cosa che fa sorridere è che i sondaggisti, quelli che dal 2016 ad oggi non ne hanno azzeccata una, dicono che il centrosinistra italiano, ovvero il citato ‘Campo largo’ che vedono solo loro, sarebbe addirittura al 44%-45%. Come un’armata Brancaleone di tale sorte – questo è oggi il ‘Campo largo’ del centrosinistra – possa arrivare a tale percentuale non si capisce. Ma dove lo vedono ‘sto 44% del ‘Campo largo’? Ecco le previsioni sul ‘Campo largo’ dei sondaggisti, quelli che dal 2016 ad oggi non ne hanno azzeccata una. Il PD sarebbe al 22-23%, il Movimento 5 Stelle al 12% e così arriviamo al 35%. Un altro 10% circa dovrebbe arrivare da Verdi e Sinistra, renziani, Calenda e Più Europa. Così il ‘Campo largo’ del centrosinistra dovrebbe arrivare al 44%-45%. C’è da crederci o finirà come i sondaggi sciorinati dal 2016 ad oggi?
I sondaggisti, che non a caso dal 2016 ad oggi non ne hanno azzeccata una, non stanno considerando una variabile: l’eventuale aumento del numero di elettori aventi diritto che si recherranno alle urne
Quello che i sondaggisti che dal 2016 ad oggi non ne hanno azzeccata una snobbano è una variabile che in questa fase non è possibile decifrare: l’eventuale aumento del numero di elettori aventi diritto che si recherranno alle urne. I risultati delle elezioni in Sassonia-Anhalt dicono che il 44% preso dai sovranisti dell’AfD è frutto, in buona parte, di elettori che non andavano a votare da anni e che si sono recati ai seggi in parte per sostenere AfD, in parte per affossare la vecchia politica tedesca di CDU, Socialdemocraticie e Verdi. La stessa cosa potrebbe avvenire in Italia con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che i sondaggisti – sempre loro: quelli che dal 2016 ad oggi non ne hanno azzeccata una – danno all’8%. La storia insegna: i grillini, nel 2012, venivano dati al 5%-6% ma alle elezioni regionali siciliane di quell’anno presero quasi il 20%! Insomma non è da escludere che Futuro Nazionale, alle elezioni politiche del prossimo anno, possa attestarsi tra il 15% e il 20%.
Gli elettori che torneranno a votare dopo anni di astensione sosterranno Vannacci, non certo la vecchia politica italiana!
Un fatto è certo: gli elettori italiani che torneranno a votare alle politiche del prossimo anno nel 95% dei casi sosterranno Futuro Nazionale di Vannacci, non certo centrosinistra e centrodestra. Volendo fare una previsione, tenendoci ‘bassi’, possiamo ipotizzare per Futuro Nazionale un risultato che varia dal 10% al 15%. Ipotizzando che la metà dei voti di Vannacci siano di elettori che tornano alle urne, per una questione puramente aritmetica, anche se i partiti di centrodestra e di centrosinistra dovessero mantenere i voti assegnatigli dai sondaggisti, le percentuali dei partiti di questi due schieramenti politici si ridurrebbero.
Cosa succederebbe nel centrosinistra con un aumento del numero di elettori che si recherebbero alle urne
Nel centrosinistra il PD, ammesso che mantenga gli stessi voti rispetto a cinque anni fa (ma non è detto: potrebbe anche scendere), si attesterebbe intorno al 19%-20%. Il calo dovrebbe essere più sensibile per i grillini, che dovrebbero barcamenarsi tra il 6% e il 7%. Stiamo esagerando in negativo? No. Il Movimento 5 Stelle nelle ultime elezioni in sei Regioni non è andato oltre il 4%-5% (anche meno in alcuni casi). Solo in Campania, dove i grillini esprimevano il candidato presidente, Roberto Fico, sono arrivati al 9%. Dicono che i grillini vanno male alle elezioni amministrative e si riprendono alle elezioni politiche. Forse era così un decennio fa. Non crediamo che si ancora così, perché il Movimento è in fase calante. Verdi e Sinistra, come già ricordato, hanno sfiorato il 7% alle elezioni europee del 2024 grazie alla candidatura di Ilaria Salis. A nostro avviso, se il numero di elettori ai seggi aumenterà, questa formazione politica raggiungerà, se gli andrà bene, il 4%: ma potrebbe anche scendere. Azione di Calenda, se il numero di elettori che si recheranno alle urne aumenterà, potrebbe raggiungere il 3%: ma non è detto: potrebbe anche scendere. Fuori quadro, a nostro modesto avviso, Italia Viva di Renzi, che con un aumento del numero degli elettori che si recheranno alle urne non supererebbe il 2%. Quanto a Più Europa, beh, non crediamo che possa arrivare al 2%.
Tirando le somme,, il centrosinistra, se andrà bene, non supererà il 37%
Riassumendo, se facciamo quattro conti, considerando un molto probabile aumento del numero degli elettori che si recheranno alle urne per sostenere Futuro nazionale di Vannacci (e per affossare la vecchia politica), dovremmo avere: il 19%-20% del PD, il 6%-7% dei grillini, il 4% di Verdi e Sinistra (se andrà bene), il 3% di Azione di Calenda (se andrà bene), il 2% di Renzi e tiè!, diamo anche il 2% a Più Europa (siamo molto generosi). Se sommiamo le percentuali, il ‘Campo largo’ del centrosinistra dovrebbe attestarsi fra il 36 e il 37% (se andrà molto bene), non certo al 44%! E stiamo dando per scontato che Azione di Calenda rimanga nel centrosinistra (e non è detto), che Renzi non si ‘infili’ nella lista del PD (cosa non improbabile). Insomma, le cose potrebbero anche andare peggio, con un ‘Campo largo’ del centrosinistra fermo al 32% o giù di lì. Con un aumento del numero degli elettori le cose non andrebbero meglio nel centrodestra: ma di questo scriveremo in un prossimo articolo.
In Europa ormai i cittadini, in maggioranza, votano sempre contro l’Unione europea
Considerazioni finali. I risultati elettorali in Germania insegnano che agitare lo spettro da “destra estrema”, del “nazismo” e del ‘fascismo” non ferma l’avanzata dei sovranisti. In Germania AfD avanza perché tanti cittadini non sopportano più l’Unione europea. E perché considerano folle regalare 90 miliardi di euro all’Ucraina di Volodymyr Zelenskyj affamando la popolazione che non ha nemmeno i soldi per pagare le bollette di luce e gas. Il voto in Germania non è un voto in favore delle destre: è un voto contro l’Unione europea. La stessa cosa avverrà in Italia. In questo momento nel nostro Paese va a votare il 4%-4,5% degli elettori aventi diritto. Se Vannacci porterà al voto il 5,5%-6% di elettori aventi diritto succederà un gran casino. Questo perché alla gran parte dei cittadini italiani della guerra in Ucraina non gliene frega niente. Così come non gliene frega niente dell’Unione europea. Il prossimo anno, alle elezioni politiche, anche in Italia la stragrande maggioranza degli italiani voterà contro l’Unione europea. Ormai in Europa la stragrabde maggioranza dei cittadini è contraria all’Unione europea. Anche l’Islanda ha detto no all’Unione europea senza conoscerla. Figuriamoci i cittadini europei che la conoscono e la detestano…
Fine prima puntata/continua








