La disperazione di Cina e Iran che giocano la carta della chiusura del Canale di Suez per provare ad allentare la stretta americana sul Golfo (e sul petrolio). BCE: la follia dell’aumento dei tassi e dell’euro digitale

di Giulio Ambrosetti

La verità è che il mondo corre verso l’abisso. I cinesi non vogliono perdere l’Iran degli ayatollah e sono disposti a tutto. L’Unione europea si auto-incapretta: sceglie la recessione per evitare l’inflazione

La secca sconfitta alle elezioni nel lander Sassonia-Anhalt non fa cambiare linea politica all’Unione europea ultra-liberista e globalista. Mentre il mondo va in recessione con la crisi del Golfo, con Iran e Cina, sempre alleati di ferro, che provano a bloccare lo Stretto di Bab-El Mandeb, per provare a convincere gli americani ad allentare la stretta economica, finanziaria, commerciale e soprattutto bancaria sul regime dispotico di Teheran, cosa fa la Banca Centrale Europea (BCE)? Innalza i tassi di interesse! Una totale follia! L’ennesima dimostrazione che i tedeschi, tra recessione e inflazione, a circa cento anni dalla crisi inflazionistica della Repubblica di Weimar, temono sempre di più l’aumento generale del livello dei prezzi. Non solo. Come racconta in queste ore il quotidiano economico e finanziario scenari economici.it, la stessa Unione europea va avanti sul cosiddetto euro digitale, programmando di eliminare la moneta contante (e quindi la libertà dei cittadini) ma anche di sostituirsi ai circuiti americani. Ma non per liberare i cittadini europei, ma per prendere il posto degli stessi americani, provando ad assestare il colpo finale ai piccoli commercianti e, in generale, al commercio artigianale europeo, per favorire le grandi catene commerciali. Ma andiamo con ordine.

Il solito ricatto dei guerrieri Houthi manovrati da Pechino e Teheran

Cominciamo con la chiusura dello Stretto di Bab-El Mandeb. Leggiamo un nostro articolo dello scorso Marzo: “Per la cronaca, lo Stretto di Bab el-Mandeb è il corridoio marittimo che collega il Golfo di Aden (leggere Oceano Indiano) al Mar Rosso. Largo poco meno di 30 Km, da questo tratto di mare passa una parte importante del commercio mondiale: le merci cinesi (e in minima parte indiane) trasportate in Europa; le merci europee verso l’Asia e le navi petroliere e gasiere. Se lo Stretto di Bab el-Mandeb verrà chiuso, o anche semplicemente militarizzato, il caos sarà totale. Di fatto, verrebbe chiuso il canale di Suez, perché navigare in questo tratto di mare diventerebbe impossibile. Ciò significa che le navi cinesi (e anche indiane) non potranno più passare dal Mar Rosso per arrivare in Europa, ma dovranno circumnavigare l’Africa con un aggravio dei costi notevole e un allungamento dei tempi di percorrenza. Idem per le navi europee che, per arrivare in Asia, dovranno, a propria volta, circumnavigare l’Africa. Con la chiusura del Canale di Suez l’Unione europea dell’euro, già priva di energia, crollerebbe in una settimana, perché crollerebbe l’export verso il Pacifico. E siccome l’Unione europea, ottusamente, invece di potenziare i consumi interni continua imperterrita a perseguire le demenziali politiche economiche globalista, non potrà che andare a sbattere”.

Se chiuderà il Canale di Suez il conto lo pagherà l’Unione europea non certo gli USA

Quindi lo scorso Marzo i guerrieri Houthi dello Yemen, alleati di Cina e Iran, non potevano chiudere lo Stretto di Bab-El Mandeb perché questo avrebbe provocato il collasso economico della Cina. Oggi lo scenario è diverso. L’America di Donald Trump sta letteralmente affamando l’Iran con il blocco totale del Golfo. Così la Cina gioca la carta della disperazione. Tramite gli alleati Houthi prova a bloccare lo Stretto di Bab-El Mandeb. La Cina avrà difficoltà ad esportare i propri beni, ma bloccherà tutto il commercio mondiale che passa dal Canale di Suez. Una mossa che colpisce anche gli americani, certo, ma che, in realtà, mette in grandissima difficoltà l’Unione europea. Nella testa dei cinesi, per far riaprire il Canale di Suez, Trump allenterà la stretta sull’Iran. Sarà così? A nostro avviso, no, perché gli americani, del commercio mondiale, sono interessati fino a un certo punto: l’America di Trump, infatti, punta sulla fine della globalizzazione e sul ritorno all’economia mista: commercio con l’estero e protezionismo economico. Sotto questo profilo, la chiusura dello Stretto di Bab-El Mandeb e del Canale di Suez cade a fagiolo. Qualcuno addirittura sostiene che l’America di Trump, la Cina di Xi Jinping e la Russia di Vladimir Putin sono d’accordo sottobanco per porre fine alla globalizzazione. E’ così? Vattelappesca! Un elemento è certo: il prezzo del petrolio è alle stelle ma questo non è un problema di America, Cina e Russia. La fregatura è per l’Unione europea, che pagherà anche il conto della chiusura di Suez.

L’Unione europea è moribonda ma non rinuncia a distruggere il piccolo commercio. Della serie, muore Sansone con tutti i filistei…

In ogni caso, la dabbenaggine politica ed economica dell’Unione europea è ormai ai massimi livelli. Insomma, l’Unione europea si sta autodistruggendo e non ha certo bisogno della Cina per precipitare nella crisi. Il caso dell’euro digitale è emblematico. Leggiamo insieme alcuni passi dell’articolo di scenari economici.it, argomento che a nostro avviso centrale: “Mentre a Bruxelles si stringono i tempi sui negoziati per l’euro digitale – leggiamo nell’articolo – emerge un dettaglio che rischia di trasformare la futura valuta europea in un costo fisso per l’economia reale. L’Italia ha presentato una proposta ufficiale per azzerare le commissioni sui pagamenti sotto i 10 euro. La misura, accolta con favore dalla Banca Centrale Europea, punta a salvare bar e piccoli commercianti da costi insostenibili sui micropagamenti. La mossa sembra un gesto di buon senso. In realtà, fa scattare un allarme immediato: se serve un accordo speciale per azzerare le commissioni sotto i 10 euro, significa che per tutti gli altri importi l’euro digitale richiederà il pagamento di una commissione“.

Da un’Unione europea di imbroglioni non poteva che nascere un nuovo imbroglio digitale

Ma non ci avevano detto che l’euro digitale sarebbe stato gratuito per i cittadini europei? Ancora l’articolo di scenari economici.it: “Ci hanno spiegato per anni che l’euro digitale sarà l’equivalente elettronico del contante. Un mezzo di pagamento sicuro, emesso da Francoforte e dotato di corso legale, che ogni commerciante sarà obbligato ad accettare per legge. A questo punto nasce una domanda elementare: avete mai visto un negoziante pagare una percentuale alla banca quando un cliente gli allunga una banconota da 20 o da 50 euro? Ovviamente no. La banconota fisica estingue il debito all’istante, a costo zero per chi compra e per chi vende. Se invece per trasferire un euro digitale occorre pagare una commissione, allora non siamo davanti a una vera moneta sovrana, ma a un circuito di pagamento privato mascherato da bene pubblico” (qui l’articolo di scenari economici.it per esteso).

Il progetto dell’Unione europea è sempre lo stesso: distruggere il piccolo commercio per fare posto ai grandi gruppi

Nel presentare l’euro digitale gli ‘europeisti’ ci hanno raccontato in tutte le salse che biisogna spezzare il duopolio dei colossi americani sulle carte di credito. Solo che il sistema rimane in piedi e, anzi, rischia di far pagare di più ai piccoli commercianti. E’ evidente che il progetto dell’Unione europea dell’euro è sempre quello di fare fuori i piccoli commercianti che hanno resistito fino ad oggi nonostante i disastri economici provocati dagli ‘europeisti’ per sostituirli con le grandi catene commerciali, cioè Grande distribuzione organizzata (Gdo), catene del food e via continuando. E’ sempre la logica delle multinazionali: in pochi si arricchiscono e in tanti si impoveriscono. La verità è che l’Unione europea va distrutta senza se e senza ma.

Foto tratta da Startmag

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