La Francia sequestra una nave petroliera russa nel mare di Sicilia. Con Giorgia sono tornati gli angioini? La Russia bombarda i centri da dove passano le armi europee destinate all’Ucraina

di Giulio Ambrosetti

Foto sopra tratta da Governo.it

Le navi che battono bandiera ombra non violano il diritto internazionale. Intanto Zelenskyj e i suoi alleati rischiano di restare senza possibilità di difendersi. Questo perché i russi stanno bombardando tutti i centri logistici dove arrivano gli armamenti, per lo più da Regno Unito, Francia e Italia

Il mare della Sicilia è gestito dalla Francia? Sembrerebbe di sì, se è vero che qualche giorno fa i militari francesi hanno bloccato e sequestrato una nave petroliera russa che batte bandiera ombra. Ricordiamo che il ricorso alla bandiera ombra, che la Russia utilizza per eludere legittimamente le sanzioni occidentali, non costituisce una violazione del diritto internazionale. Sì, è assolutamente legittimo che un Paese colpito da sanzioni economiche si difenda ricorrendo alle navi che battono bandiera ombra. L’Occidente non è il ‘Tribunale del mondo’ che può decidere su tutti e su tutto: al massimo, può decidere su se stesso e sui Paesi che si riconoscono nello stesso Occidente. Può appioppare sanzioni a questo o quel Paese: ma i Paesi colpiti da sanzioni hanno il diritto di difendersi. Sequestrare una nave petroliera russa è una dichiarazione di guerra alla stessa Russia. Che, legittimamente, potrebbe reagire. Dopo di che i francesi, arroganti per antonomasia, debbono aspettarsi di tutto. E non soltanto il clima a oltre 40 gradi (qui un articolo).

L’articolo di MediaOnOnline

Del sequestro di queste navi petroliere russe mi sono occupato in un articolo che ho pubblicato nei giorni scorsi su MediaOnOnline. Qui il passaggio dell’articolo che affronta la questione delle navi petroliere russe sequestrate: “… alcuni Paesi europei – ribadiamo: non si capisce bene a che titolo – sequestrano le navi petroliere russe che battono bandiera ombra. Va chiarito, a scanso di equivoci, che le navi con bandiere ombra sono previste dalle leggi internazionali sulla navigazione. Sequestrare una nave petroliera russa che batte bandiera ombra è un atto di guerra contro Mosca. Si dirà: l’Unione europea e il Regno Unito hanno introdotto sanzioni contro la Russia in difesa dell’Ucraina. Ma una cosa sono le sanzioni economiche, assolutamente legittime, altra e ben diversa cosa sono i sequestri delle navi petroliere russe che, ribadiamo, si configurano a tutti gli effetti come atti di guerra. Qui non possiamo non notare la debolezza del Governo russo, che fino ad oggi non ha reagito agli atti di guerra in mare… Sarà sempre così? Non crediamo proprio. Dopo quello che sta succedendo abbiamo la sensazione che, d’ora in poi, le navi petroliere russe verranno scortate da navi militari russe e da sommergibili militari russi, magari anche con una copertura militare aerea. Ci saranno ancora sequestri di navi petroliere russe che battono bandiera ombra da parte dei Paesi “microbi europei”? Nutriamo qualche dubbio…” (qui l’articolo per esteso).

I siciliani i francesi li hanno cacciati nel 1282: cosa che, tutto sommato, non dispiaceva nemmeno a Dante Alighieri. Con Giorgia Meloni in poppa in Sicilia stanno tornado gli angioini via mare…

Invece, almeno fino a questo momento, ci siamo sbagliati. Perché i francesi hanno addirittura bloccato e sequestrato una nave petroliera russa nelle acque siciliane! La Regione siciliana non ha nulla da dire? Una dichiarazione del presidente del Parlamento dell’Isola, Gaetano Galvagno, e del presidente della Regione, Renato Schifani no? Nel nostro mare chiunque può sequestrare una nave? E il Governo italiano di Giorgia Meloni? Ah, dimenticavamo: in queste ore la nostra presidente del Consiglio stringe accordi con il presidente della Francia senza maggioranza nel Parlamento francese, Emmanuel Macron. Chissà se troverà il tempo per chiedergli notizie della nave petroliera russa sequestrata nelle acque della Sicilia… Comunque dire che la Russia non sta reagendo è un mezzo errore. Per la cronaca, il sequestro della nave petroliera russa nelle acque della Sicilia è avvenuto mentre la Russia è impegnata a bombardare i centri logistici dai quali passano le armi – per lo più pagate con i soldi dei cittadini europei e del Regno Unito – destinate all’Ucraina. Sono, per lo più, armi NATO e armi che arrivano dal Regno Unito, dalla Francia e dall’Italia. Vicenda che viene tenuta nascosta dai media europei nel nome della libertà di stampa e dell’informazione libera… Non è da escludere che, completati i bombardamenti dei centri logistici, i russi comincino ad mettere un po’ di impegno in mare, a quanto pare anche nel Mediterraneo…

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *