di Giulio Ambrosetti

Al di là di quello che vi raccontano, gli ‘europeisti’ sono stati costretti ad applicare questi accordi per evitare dazi doganali del 25% e forse più dagli USA
Per evitare i dazi doganali del 25% e forse più sui prodotti europei e, in particolare, sulle automobili e sui mezzi gommati pesanti la Germania ha imposto al Parlamento europeo e al Consiglio europeo di approvare e applicare gli accordi commerciali siglati l’Estate dello scorso anno in Scozia dal presidente USA, Donald Trump, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Ennesima dimostrazione che non è affatto vero che l’Unione europea prende decisioni in ritardo perché non si riesce a trovare l’accordo tra i 27 Paesi Ue. Questa è una sonora fesseria. Di fatto, quando ci sono in ballo interessi concreti, l’Unione europea non esiste. Esistono solo 26 Paesi che si adeguano agli interessi della Germania. Se ai tedeschi un accordo non piace, quell’accordo non si approva; se i tedeschi dicono sì, l’accordo si approva subito. Tutto il resto è coreografia.
Questo accordo serve soprattutto ai tedeschi, che hanno evitato un aumento dei dazi sulle proprie automobili che esportano in America
L’accordo commerciale con gli Stati Uniti d’America, anche se, come già ricordato, è stato siglato dalla tedesca von der Leyen, non piace proprio alla Germania. E infatti sono passati nove mesi e tale accordo è rimasto sulla carta. Circa un mese fa il presidente americano Trump si è incazzato di brutto e ha dato tempo alla signora von der Leyen e ai Governi dei 27 Paesi Ue di approvare l’accordo commerciale entro il 4 Luglio, pena una pesante maggiorazione dei dazi doganali americani sui prodotti europei. Per ora i dazi sono al 15% ma Trump ha minacciato di portarli al 25% e anche al 50 o al 100%, colpendo soprattutto auto e mezzi gommati pesanti, ma anche altri prodotti. Avendo capito che con Trump, come si usa dire in Sicilia, c’è picca i cugghuniari (tradotto per i non siciliani: c’è poco da scherzare), la Germania – che è ormai l’unico Paese europeo con una produzione importante di automobili, nonostante la pesante crisi di tale settore – ha imposto al Parlamento europeo e al Consiglio europeo di approvare a tamburo battente l’accordo commerciale con gli USA. Così è stato anche se, in teoria, il Parlamento europeo ci potrebbe sempre ripensare. Cosa assai improbabile, perché il Parlamento europeo non ha mai votato contro gli interessi tedeschi.
La sconfitta dei Democratici americani che hanno provato a fermare i dazi con i soliti cavilli
Ricordiamo che l’Unione europea ha provato in tutti i modi a non applicare l’accordo commerciale con gli Stati Uniti d’America. Anche cercando di sfruttare i tentativi di bocottaggio dei soliti Democratici americani. Agli atti ci sono un paio di prnunciamenti delle magistrature statunitensi che hanno provato a bloccare i dazi con cavilli. I giudici hanno contestato il fatto che i dazi sono stati posti dall’amministrazione Trump a valere su leggi che non potevano essere richiamate. Cavilli, appunto. Il Governo federale di Trump ha impostato i dazi su altre leggi. E il ‘babbio’ è finito. Così i tedeschi sono strati costretti a costringere Parlamento europeo e Consiglio europeo ad approvare l’accordo commerciale.
L’informazione europea non ha mai spiegato ai cittadini come stanno in realtà le cose in questo settore
Come ricorderete, quando l’amministrazione americana ha iniziato a porre i dazi, in Europa hanno cominciato a stracciarsi le vesti, dicendo che il Governo Trump è contro la libera circolazione delle merci. Quello che l’informazione, a cominciare dalla televisione, non ha raccontato è che fino all’insediamento di Trump alla Casa Bianca i Paesi dell’Unione europea esportavano tutti i beni che volevano in America a dazio zero, mentre i beni americani erano e sono ancora oggi gravati da dazi. Come potete notare, o per ignoranza, o per malafede l’informazione dell’Unione europea non ha raccontato la verità. L’accordo siglato nell’Estate dello scorso anno prevede che tutti i Paesi dell’Unione europea tolgano i dazi su alcuni prodotti americani. Mentre per alcuni prodotti europei restano i dazi del 15%.
Per la prima volta nella storia dell’Unione europea un accordo commerciale non penalizza solo l’agricoltura ma penalizza anche le industrie europee
Ma la parte, come dire?, più ‘divertente’ non è questa. Fino ad oggi tutti i trattati commerciali della ormai ex Comunità economica europea (Cee) e tutti i trattati commerciali siglati dalla signora Ursula von der Leyen hanno penalizzato gli agricoltori europei per agevolare le industrie europee. Ora, per la prima volta, gli americani prevedono dazi su alcuni prodotti industriali europei, oltre a quelli già colpiti da dazi introdotti dall’amministrazione Trump, come i dazi del 15% sulle automobili europee, che al 90% sono auto tedesche. Entriamo nel dettaglio. Precisando che ora è l’Unione europea che dovrà eliminare i dazi che ancora oggi gravano su alcune produzioni americane. Vediamo per grandi linee lo scenario commerciale USA-Ue alla luce degli accordi commerciali.
L’elenco dei prodotti americani che entreranno in Europa a dazio zero
I 27 Paesi dell’Unione europea dovranno togliere i dazi su Automobili e componentistica, che passano dal 10% allo 0%. Ciò significa che le auto americane, che peraltro sono belle, costeranno meno e diventano competitive. I Paesi Ue dovranno eliminare i dazi su macchinari e apparecchiature industriali. E questo è un altro colpo all’industria europee e italiana in particolare, perché l’azzeramento dei dazi europei (e quindi anche italiani) sui questi prodotti si materializza proprio quando l’amministrazione Trump sta introducendo agevolazioni importanti per le imprese che operano in questi settori economici. I Paesi Ue dovranno eliminare i dazi su legno e pasta di legno prodotti in America. E dovranno eliminare i dazi su carta, cartone, ceramica, cuoio e pelletteria in generale. Dazi zero anche per alcuni prodotti della pesca come merluzzi e frutti di mare. Se andate a leggere su altri giornali vi racconteranno che sono previste “clausole di savaguardia” e bla bla bla. Tutte fesserie. Appena i Paesi Ue faranno i furbi introducendo dazi, gli americani risponderanno con controdazi. Per chi non lo avesse ancora capito, la globalizzazione economica a senso unico tra Europa e Stati Uniti d’America è finita. Si chiude l’epoca delle imprese europee che esportavano negli USA tutto quello che volevano a dazio zero. E si chiude anche l’epoca dei dazi ai prodotti americani appioppati dai Paesi europei. Si volta pagina. Ci sono vantaggi? Sì, per i consumatori europei, perché pagheranno meno i prodotti americani che sono di qualità. Ma questo, ovviamente, gli ‘europeisti-globalisti’ a senso unico non ve lo racconteranno…








